Un robot umanoide ha corso più velocemente di ogni essere umano. Un altro ha superato i tre metri nel salto in alto battendo un record umano. E un terzo ha gareggiato con un campione olimpico in una partita dimostrativa di ping pong. Sono scene dalla seconda edizione dei World humanoid robot games di Pechino, che hanno messo alla prova le capacità fisiche dei robot.
I giochi hanno evidenziato i rapidi progressi degli umanoidi, che sfruttano l’intelligenza artificiale per apprendere, pianificare ed eseguire attività reali. Ma hanno anche dimostrato che le macchine dovranno fare ancora molta strada prima di poter essere usate per mansioni pratiche.
“Se chiedete cosa è più difficile tra piegare il bucato o fare una capriola all’indietro, la maggior parte delle persone risponde la seconda”, dice Karen Liu, informatica dell’università di Stanford, in California. “Ma in realtà per gli umanoidi un compito quotidiano risulta decisamente più difficile di un salto acrobatico”.
I giochi di quest’anno, che si sono svolti dal 22 al 26 agosto e hanno coinvolto più di seicento squadre soprattutto di università, istituti di ricerca e aziende di robotica cinesi, hanno ampliato la competizione dalle gare di corsa veloce e salto in alto a sfide quotidiane come sistemare i libri su una mensola e rifare il letto. In queste simulazioni, che hanno preceduto le gare di atletica, i robot che sono riusciti a completare le mansioni da soli ottenevano un punteggio più alto di quelli azionati da remoto. I giochi “non sono solo una gara, ma un importante terreno di prova per l’intelligenza artificiale applicata ai robot”, spiega Cheng Hao, amministratore delegato della Booster Robotics di Pechino, che ha partecipato alle gare con quasi trecento macchine.
L’enfasi sulle mansioni pratiche è essenziale per sviluppare robot utili, osserva Aya Durbin, responsabile della progettazione dell’umanoide Atlas per la statunitense Boston Dynamics, che non ha partecipato alla competizione. “Finché saranno solo ‘giocattoli’, gli umanoidi non faranno parte della nostra vita quotidiana. Devono essere usati per risolvere problemi concreti e migliorare il mondo”.
Ai giochi un robot della X-Humanoid di Pechino ha ottenuto la medaglia d’oro per i cento metri con un tempo di 8,64 secondi, quasi un secondo in meno del record stabilito dal campione olimpico Usain Bolt nel 2009. Nel 2025 lo stesso robot aveva vinto la gara in 21,5 secondi, a riprova della velocità con cui avanza la tecnologia. Secondo il quotidiano ufficiale Global Times, un altro robot della X-Humanoid è arrivato a 3,4 metri nel salto in alto senza rincorsa battendo un record umano del 1993.
Gli umanoidi eccellono nelle gare di atletica perché traducono l’energia in accelerazione con estrema efficienza, spiega Liu. Le capriole e la corsa sono azioni che seguono una precisa traiettoria. “In ogni millisecondo il robot sa cosa fare e quanta forza generare. Non ha bisogno di ‘pensare’”.
A creargli problemi sono invece i compiti ad alta destrezza, continua Liu. Sviluppare appendici robotiche capaci di imitare la forza e la coordinazione delle mani è complicato, spiega, e usare strumenti è difficilissimo per i robot, perché le pinze faticano a creare un contatto sufficiente a permettere di applicare la forza che serve.
Durante le prove gli umanoidi hanno avuto difficoltà a piantare dei chiodi in una bacheca di sughero perfino se azionati da umani dotati di guanti per controllarne i movimenti.
I “modelli d’intelligenza artificiale fisica” che trasformano i dati in azioni concrete stanno aiutando gli umanoidi a migliorare, dice Durbin. I ricercatori possono addestrarli in vari modi, per esempio con persone munite di visori per la realtà virtuale e sensori sul corpo per accumulare dati relativi alle attività da far imitare ai robot, oppure mediante simulazioni prima dei tentativi veri e propri.