Restare Umani
Circolo Culturale di Paderno Dugnano
giovedì, aprile 09, 2026
LIBRO: "Oligocrazia. Il potere sono io" di Alfonso Celotto
mercoledì, aprile 08, 2026
"ISRAELE: Stato di guerra" raccontato da un Israeliano
da L'Internazionale del 3 Aprile 2026 di Guevara Bader, +972 Magazine, Israele
In Israele la superiorità militare e tecnologica ha reso la guerra accettabile, riducendo la pressione a mettervi fine e contribuendo a renderla una condizione permanente, scrive un commentatore israeliano.
Negli ultimi decenni l’ingegneria israeliana ha costruito qualcosa che si avvicina al prodigio tecnologico definitivo: un sistema di difesa missilistica a vari livelli che può trasformare i missili dei nemici in spettacoli pirotecnici nel cielo notturno. Tuttavia, sotto questa cupola protettiva ha preso piede una trasformazione poco visibile ma con conseguenze molto importanti, più pericolosa dei missili: il sistema difensivo Iron dome (cupola di ferro) ha permesso agli israeliani di non avere più paura della guerra.
Una tecnologia progettata per salvare vite ha creato un senso d’immunità quasi totale, rendendo la catastrofe della guerra un disagio tollerabile, se non addirittura uno sterile prodotto di consumo, qualcosa che viene assorbito con indifferenza nella vita di tutti i giorni, a metà strada tra il notiziario della sera e una consegna a domicilio.
Quando la guerra non fa più paura, si riduce la motivazione dell’opinione pubblica a farla finire.
In questo clima la sicurezza tecnologica non accorcia i conflitti ma contribuisce a mantenerli come una condizione permanente. Nell’era dell’Iron dome Israele non si presenta più come una vivace società che sostiene anche un esercito; al contrario, si vanta di essere essenzialmente un’enorme base militare intorno alla quale è organizzata la vita civile.
In un raro momento di sincerità, durante un discorso fatto a settembre ai funzionari degli enti finanziari, il premier Benjamin Netanyahu ha descritto questa trasformazione avvertendo che Israele sarebbe andato incontro a un crescente isolamento internazionale e quindi avrebbe dovuto diventare una “super-Sparta” autosufficiente dal punto di vista economico. Quando le azioni della borsa di Tel Aviv sono crollate, ha sconfessato le sue parole definendole un “lapsus”. Ma è stata comunque una frase rivelatrice.
Netanyahu ha descritto l’ibrido politico e culturale in cui vivono gli israeliani: il dinamismo liberale e creativo di Atene fuso con la rigida disciplina e il militarismo di Sparta. Nella sua brutale versione del 2026, Atene progetta l’algoritmo e Sparta preme il grilletto.
- Arrow (freccia), entrato in funzione nel 2000,
- all’Iron dome (2011),
- fino a David’s sling (la fionda di Davide, attivo dal 2017):
martedì, aprile 07, 2026
Parole O_Stili: La sorpresa che vorremmo trovare nell'Uovo di Pasqua
lunedì, aprile 06, 2026
PIU' CIBO per GAZA: raccolta fondi per l'acquisto di cibo con "Gazelle Group" e "Salaam Ragazzi dell'Olivo"
Su suggerimento di una nostra iscritta, proponiamo una nuova iniziativa solidale, organizzata da GAZELLE GROUP e SALAAM RAGAZZI DELL’OLIVO:
“PIÙ CIBO PER GAZA”
Porteremo dei PACCHI ALIMENTARI A 2000 FAMIGLIE NELLA STRISCIA DI GAZA. Grazie ad accordi presi con alcuni grandi commercianti palestinesi, eviteremo le restrizioni imposte da Israele all’ingresso di aiuti, gran parte dei quali sono ancora bloccati ai confini, e garantiremo l’acquisto degli alimenti a prezzi equi che non siano soggetti alle pratiche di speculazione, massimizzando così il numero di famiglie raggiungibili con i fondi raccolti.
LE DISTRIBUZIONI SARANNO REALIZZATE IN PIÙ FASI: avvieremo la prima distribuzione non appena saranno disponibili i fondi per 300-400 pacchi alimentari, per poi proseguire con quelle successive, fino al raggiungimento dell’obiettivo di 2000 pacchi. Questo ci permetterà di mettere in atto un intervento immediato, flessibile e rapidamente dispiegabile.
Questa iniziativa sarà realizzata grazie alla collaborazione di SALAAM RAGAZZI DELL’OLIVO – COMITATO DI MILANO e di TAGHYEER ORGANIZATION.
Stiamo aprendo un’associazione in Cisgiordania per poter operare in maggiore sicurezza. Stiamo completando l’iter, ma nel frattempo potete riferirvi a noi come GAZELLE GROUP.
CHI DONA E CI SCRIVE VIA EMAIL ALL’INDIRIZZO gazellepal.org@gmail.com , RICEVERÀ IL VIDEO DI UN BAMBINO PALESTINESE CHE SPIEGA COME COSTRUIRE UN AQUILONE, OLTRE ALLA DOCUMENTAZIONE E AI VIDEO SULLA REALIZZAZIONE DELL’INIZIATIVA.
OBIETTIVO DELLA RACCOLTA FONDI: 109.000 EURO
(aperta fino al raggiungimento dell’obiettivo).
Potete donare con:
NOME UTENTE: @gazellepal
gazellepal.org@gmail.com
https://paypal.me/gazellepal
CAUSALE: INIZIATIVE PRIMAVERILI.
CAUSALE: INIZIATIVE PRIMAVERILI.
IBAN: LT383250033107863233
Beneficiario: Jasmin Lucia Di Donfrancesco
Codice BIC/SWIFT: REVOLT21
Nome della banca: Revolut Bank UAB
• LE ASSOCIAZIONI, FONDAZIONI E ALTRI ENTI POSSONO DONARE FACENDO UN BONIFICO ALL’ORGANIZZAZIONE TAGHYEER. RICEVERANNO UNA RICEVUTA DELLA DONAZIONE.
PER INFO: gazellepal.org@gmail.com
Il GAZELLE GROUP vi ringrazia per l’attenzione e per il vostro sostegno!
1. CONTESTO D’INTERVENTO
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza continua a deteriorarsi a causa della guerra prolungata, della distruzione diffusa delle infrastrutture, del collasso dei mercati e degli sfollamenti interni di massa. Secondo le Nazioni Unite, la stragrande maggioranza della popolazione di Gaza è stata costretta a sfollare, anche più volte, e ora vive in rifugi sovraffollati, campi informali o edifici danneggiati, con un accesso estremamente limitato al cibo e ai beni di prima necessità. L'insicurezza alimentare a Gaza ha raggiunto livelli catastrofici. Molte famiglie sopravvivono con un pasto al giorno o meno e in alcune zone non mangiano per giorni. L'accesso alle scorte alimentari rimane fortemente limitato a causa delle restrizioni all’introduzione di alimenti nella Striscia di Gaza imposte da Israele, delle condizioni di insicurezza e delle gravi distorsioni del mercato.
Le autorità militari israeliane limitano al minimo l’ingresso e la distribuzione di beni di prima necessità, ed in particolare del cibo (e dell’acqua), un bene altamente politicizzato il cui controllo è funzionale all’uso della fame come strumento di sterminio. L’esercito israeliano seleziona e scarta gli alimenti che hanno le proprietà nutritive maggiormente necessarie a una popolazione ridotta alla fame. Gran parte degli aiuti alimentari portati dalle organizzazioni e dalle reti di solidarietà internazionali sono ancora bloccati ai confini della Striscia, lasciando senza cibo una popolazione martoriata dai bombardamenti, che dall’inizio dell’embargo imposto da Israele nel 2006 sopravvive soprattutto grazie agli aiuti umanitari.
Inoltre, attualmente Israele limita ulteriormente l’accesso di beni alimentari nell’area maggiormente popolata, quella a ovest della linea gialla stabilita da Israele con gli accordi di tregua dell’ottobre 2025, favorendo invece l’area controllata dall’esercito israeliano, compresa tra la linea gialla e il confine con Israele. In questo modo Israele ha creato una nuova disparità spaziale nell’accesso al cibo tra la popolazione palestinese.
La carestia creata da Israele dà adito a pratiche di speculazione molto redditizie messe in atto da attori israeliani e palestinesi, in collusione con le autorità dello Stato di Israele. Infatti, pochi grandi commercianti palestinesi riescono ad ottenere dalle autorità militari israeliane il permesso di introdurre una piccola quantità di prodotti nella Striscia di Gaza, pagando delle tangenti comprese tra i 5.000 e i 50.000 euro circa (in base alla quantità e al tipo di prodotti che chiedono di introdurre), oltre a pagare allo Stato di Israele una tassa del 16 % sul valore dei prodotti. In questo contesto, l’offerta di prodotti alimentari del mercato locale è estremamente volatile e imprevedibile, con prezzi che variano quasi quotidianamente a seconda della disponibilità delle merci, che dipende dalle restrizioni imposte da Israele sulla quantità e sul tipo di alimenti che possono entrare nella Striscia di Gaza.
Inoltre, alcuni grandi commercianti che controllano il mercato si approfittano della carestia per aumentare i loro profitti, imponendo prezzi anche dieci volte superiori a quelli di mercato. I prodotti reperibili nel mercato nero sono ancora più cari, soprattutto quelli introdotti da commercianti israeliani, anch’essi complici della mortale speculazione economica che avviene sulla pelle della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.
2. VALUTAZIONE DI PROBLEMI E BISOGNI
Le famiglie sfollate a Gaza si trovano attualmente ad affrontare: • Insicurezza alimentare estrema e diffusa. • Mancanza di accesso a scorte alimentari sufficienti e regolari. • Collasso e gravi distorsioni del mercato locale. • Perdita di fonti di reddito ed esaurimento delle strategie di sopravvivenza. • Prezzi dei prodotti alimentari elevati e instabili. • Disparità nell’accesso ai beni alimentari, legata alla disponibilità economica di ogni famiglia. Senza un'assistenza alimentare immediata e continua, migliaia di famiglie restano in condizioni di fame e malnutrizione, in particolare bambini, anziani e persone con disabilità. Questa situazione richiede una risposta umanitaria immediata, flessibile e rapidamente dispiegabile.
3. OBIETTIVO DEL PROGETTO
Obiettivo complessivo Questo progetto mira a incrementare l’accesso ai beni alimentari di prima necessità delle famiglie sfollate più vulnerabili, fornendo loro un’assistenza alimentare immediata e d’emergenza, attraverso la distribuzione di 2.000 pacchi alimentari implementata per fasi. Obiettivi specifici • Distribuire pacchi alimentari a 2.000 famiglie sfollate che si trovano nell’area della Striscia di Gaza a ovest della linea gialla, attraverso una risposta d’emergenza implementata per fasi. • Avviare la prima distribuzione non appena saranno disponibili i fondi per 300-400 pacchi alimentari e proseguire l'implementazione del progetto in fasi successive, fino al raggiungimento dell'obiettivo stabilito di 2.000 famiglie (2.000 pacchi).
4. BENEFICIARI TARGET
• Criteri di priorità: famiglie con bambini, con capofamiglia donna, persone anziane e persone con disabilità.
5. ATTIVITÀ PIANIFICATE
Distribuzione di pacchi alimentari (approccio per fasi)
• Raccolta fondi aperta fino al raggiungimento dell’obiettivo definito. Ogni donatore potrà inviare un’email all’indirizzo gazellepal.org@gmail.com, per ricevere via e-mail il video di un bambino palestinese che gli insegna come costruire un aquilone, oltre alla documentazione ed agli aggiornamenti sulla realizzazione delle fasi del progetto.
• Acquisto degli alimenti per 2.000 pacchi alimentari da fornitori nella Striscia di Gaza a un prezzo equo. • Distribuzione dei pacchi alimentari a 2.000 famiglie sfollate che si trovano nell’area della Striscia di Gaza a ovest della linea gialla.
• L’acquisto e la distribuzione degli aiuti saranno realizzati per fasi successive: o La 1a fase inizierà immediatamente, non appena saranno disponibili i fondi per 300-400 pacchi alimentari. o Le fasi successive seguiranno man mano che saranno disponibili ulteriori fondi, fino al raggiungimento dell'obiettivo totale di 2.000 famiglie. • Monitoraggio e documentazione delle fasi dell’iniziativa.
6. MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
• La raccolta fondi resterà aperta fino al raggiungimento dell’obiettivo stabilito e sarà realizzata grazie al sostegno dell’organizzazione Taghyeer, dell’associazione Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Milano e di altre realtà associative italiane e palestinesi.
• Gli articoli saranno acquistati da fornitori palestinesi all'interno della Striscia di Gaza, in modo da evitare le restrizioni imposte da Israele sull’introduzione di aiuti alimentari ed i costi di trasporto, garantendo al contempo una consegna più rapida. • Grazie al sostegno dei nostri partner sul campo, abbiamo stipulato accordi con fornitori locali di fiducia per l’acquisto degli articoli alimentari a prezzi all'ingrosso, garantendo l’accesso ai prodotti a prezzi equi (minori di quelli al dettaglio) ed evitando gli aumenti dei prezzi legati alle pratiche di speculazione locali. Questo contribuirà a ridurre al minimo le spese, a ottimizzare i costi e a massimizzare il numero di famiglie raggiunte con i fondi disponibili.
• In accordo con i fornitori locali, il pagamento degli articoli acquistati sarà effettuato dopo la realizzazione di ogni fase di distribuzione.
• Gli aiuti alimentari saranno raccolti in uno dei magazzini usati dall’organizzazione Taghyeer, il nostro partner locale, o da UNICEF, che ancora una volta ci ha offerto sostegno garantendoci un luogo sicuro dove poter operare.
• La selezione dei beneficiari sarà condotta in accordo ai criteri di vulnerabilità stabiliti, in coordinamento con i comitati locali e i rappresentanti delle comunità nella Striscia di Gaza.
• Le distribuzioni saranno realizzate nei campi e nei ricoveri per sfollati, grazie alla collaborazione dell’organizzazione palestinese Taghyeer, nel rispetto dei criteri di vulnerabilità stabiliti e dei principi umanitari, di sicurezza e dignità. • Saranno effettuati il monitoraggio e la documentazione di tutte le fasi del progetto.
7. BILANCIO PREVENTIVO (INDICATIVO)
Costo stimato per ogni pacco alimentare* (per famiglia): 200 ILS ≈ 54 EUR ARTICOLO COSTO UNITARIO (EUR) QUANTITÀ
Pacchi alimentari 54 € 2.000 TOTALE (EUR) TOTALE STIMATO considerando la variabilità del tasso di cambio e le commissioni della banca 108.000 € 109.000 €
*Ogni pacco alimentare include principalmente: zucchero, riso, farina, pollo, olio, fave, tahina, salsa di pomodoro, formaggio, sale, pasta, tonno, carne in scatola, halva, datteri e altri frutti e ghee (un tipo di burro che si conserva a lungo fuori dal frigorifero). I prodotti alimentari nei pacchi potranno variare in base alla mutevole disponibilità dei beni nella Striscia di Gaza, mantenendo però invariati i costi.
Nota importante: Questi costi si basano sugli attuali prezzi di mercato all’ingrosso, che sono altamente volatili e possono variare quotidianamente. L'implementazione per fasi consente la flessibilità necessaria ad adattarsi a queste fluttuazioni. Inoltre, per garantire l’equità dei prezzi dei beni acquistati, abbiamo stipulato accordi con fornitori locali di fiducia per acquistare gli articoli alimentari a prezzi all'ingrosso. Questo contribuirà a ottimizzare il rapporto costi-benefici, evitando al contempo gli aumenti dei prezzi legati alle pratiche di speculazione locali.
L' Associazione CIAI e il disagio giovanile
Il disagio giovanile è una condizione di malessere legata all’età evolutiva che non coincide con una singola patologia clinica, ma con l’esito di molteplici fattori che compromettono il benessere psicologico dei ragazzi. Si manifesta soprattutto durante l’adolescenza e comprende un ampio spettro di situazioni mediche e comportamentali: ansia, depressione, disturbi del comportamento (come ADHD) e della condotta, disturbi dell’alimentazione, autolesionismo, isolamento estremo. Le manifestazioni di disagio psichico dei giovani possono poi sfociare in atteggiamenti antisociali e violenti, come il bullismo o la criminalità minorile. Nei casi più gravi, l’assenza di una rete di supporto può trasformare questo malessere in un rischio concreto per la vita stessa dei giovani, come dimostra anche l’aumento dei casi di suicidio in questa fascia di età.
Il disagio giovanile nasce spesso dall’intreccio tra povertà materiale, carenze educative e fragilità relazionali. Le difficoltà economiche incidono sulla qualità dell’ambiente di vita, generando stress, mancanza di spazi personali e insicurezza emotiva. A questo si aggiungono la povertà alimentare e l’assenza di stimoli culturali, che limitano energia, concentrazione e possibilità di espressione. In tali contesti, la povertà educativa riduce le prospettive future e rende gli adolescenti più esposti a esclusione sociale, esperienze di violenza e dinamiche di aggressività tra pari, aumentando il rischio di disagio psicologico.
domenica, aprile 05, 2026
LIBRO: "Nata democratica. Dalla lotta partigiana alla Costituzione" di Luca Baldissara e Nadia Urbinati
- la conquista della libertà attraverso la partecipazione e l’impegno nella lotta,
- e la democrazia che si fa strada nella ricostruzione della vita civile locale e che si afferma nel potere costituente.
Nadia Urbinati insegna Teoria politica alla Columbia University a New York e collabora al quotidiano «Domani». Con il Mulino ha pubblicato: «Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia» (2020) e «L’ipocrisia virtuosa» (2023).
sabato, aprile 04, 2026
Concerto SWEET BLUES Coro Gospel: 11 Aprile ore 21.00
coro Gospel SWEET BLUES costituito da circa 30 elementi, presenta un repertorio da brani gospel e spiritual, sia tradizionali che moderni, eseguiti con l’accompagnamento del pianoforte o a cappella.
Il prossimo concerto del
Coro Gospel SWEET BLUES
si terrà
Sabato 11 Aprile - ore 21.00
presso il Santuario della Beata Vergine Maria del Rosario
via Armando Diaz - Paderno Dugnano
venerdì, aprile 03, 2026
LIBRO: "L'economia della paura: Perché conservando si arretra" di Veronica De Romanis
giovedì, aprile 02, 2026
Cuba sì, yankee no: il diario giorno per giorno della Flotilla "Nuestra America Convoy"