domenica, novembre 01, 2026

FILM: "Giulio Regeni. Tutto il male del mondo" : Lunedì 9 Novembre 2026, ore 20.30 - Cinema Metropolis - Paderno Dugnano - Ingresso GRATUITO

 

Sono passati più di 10 anni dalla scomparsa e dal ritrovamento del corpo, martoriato, di Giulio Regeni. 

Il ricercatore italiano fu ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2015, in una vicenda che continua a rappresentare una ferita aperta e una richiesta di verità e giustizia ancora senza risposta.  

Nel gennaio 2026, esce per la prima volta  "Tutto il male del mondo”: un docufilm che non cerca consolazioni, ma insiste sulle domande e sulle responsabilità di un dramma che non ha ancora risposte. 

Il film su GIULIO REGENI 

viene riproposto a Paderno Dugnano 

il 9 Novembre Lunedì ore 20.45 al Cinema Metropolis

Il documentario ripercorre le tappe del sequestro di Giulio, avvenuto al Cairo nel gennaio 2016, le torture subite e il ritrovamento del corpo, senza vita, il 3 febbraio, ai margini della capitale egiziana.

Il film si colloca all’interno di un percorso di memoria pubblica alla quale i genitori hanno espresso gratitudine: "Grazie a chi ha impedito l'oblio. Cittadini e scorta mediatica hanno illuminato il cammino verso la verità". 


“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, è un docufilm diretto da Simone Manetti, viene riproposto  anche come risposta diretta dei produttori alla decisione del ministero della Cultura di escludere l’opera dai finanziamenti per il cinem.

Il film, prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, era stato distribuito come evento speciale il 2, 3 e 4 febbraio scorso, dopo un’anteprima a Fiumicello, il paese natale di Giulio Regeni, in occasione del decennale della sua uccisione. 
Il ricercatore italiano fu ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2015, in una vicenda che continua a rappresentare una ferita aperta e una richiesta di verità e giustizia ancora senza risposta.

“Ritornare in sala è la risposta migliore a chi vuole a tutti i costi che questo documentario sia una battaglia di una sola parte”, ha dichiarato Domenico Procacci, fondatore e produttore di Fandango. 

“I cinema sono luoghi democratici dove chiunque può capire, indignarsi e vedere con i propri occhi, al di là del credo politico, quello che è successo e sta succedendo riguardo a una vicenda che continua a chiedere verità e giustizia”. 

Procacci richiama anche le parole dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, insieme all’avvocata Alessandra Ballerini: 

“Giulio continua a fare cose. Tornare in sala con questo documentario è una di quelle”. 

“Il film ha trovato il suo pubblico, ha ricevuto un riconoscimento importante come il Nastro della Legalità e sarà presto trasmesso da broadcaster come Sky e Rai”, evidenziando come i risultati al botteghino abbiano confermato una forte attenzione, con numerose proiezioni sold out e il posizionamento tra i documentari più visti degli ultimi anni. 

Il progetto, realizzato assumendo un rischio produttivo significativo e senza certezze iniziali, nasce dalla volontà di raccontare una storia ritenuta di interesse collettivo. 

“La storia di Giulio riguarda tutti, non una parte”, aggiunge Mazzarotto, ribadendo l’intenzione di continuare a portare il documentario nelle sale, nelle università e in televisione per stimolare riflessione e consapevolezza.

Tra aprile e maggio, il documentario è stato proiettato in 76 università, coinvolgendo circa 15mila persone in due mesi di incontri e dibattiti dedicati al tema della libertà di ricerca. 

Il film è stato trasmesso il 5 maggio al Parlamento europeo di Bruxelles, ulteriore tappa di un lavoro che, tra sale cinematografiche, atenei e istituzioni, continua a tenere alta l’attenzione su una vicenda che resta simbolo di una battaglia per la verità.

Ora è arrivato anche al Cinema Metropolis di Paderno Dugnano, su iniziativa di alcuni partiti e liste civiche

Sesso spaziale


da "L'Internazionale" del 23 ottobre 2026

Mentre i miliardari e le agenzie spaziali progettano di colonizzare la Luna e Marte, paradossalmente la salute sessuale e riproduttiva degli astronauti e delle astronaute resta un tema quasi inesplorato, scrive Libération. 

Sappiamo dagli esperimenti sugli animali che una gravidanza in orbita è molto difficile e rischiosa a causa dell’assenza di gravità e delle radiazioni, che possono alterare il dna, favorire malformazioni e causare aborti. 

Avere rapporti sessuali inoltre è complicato: in assenza di peso se un corpo preme contro un altro, entrambe rimbalzano in direzioni opposte. A questo si aggiunge la mancanza di intimità e la diversa circolazione sanguigna che può, per esempio, rendere dolorosa l’erezione, perché il sangue può ristagnare nel pene. 

sabato, ottobre 31, 2026

LIBRO: "Fiamme americane. La nuova destra e la crisi d'identità degli Stati Uniti" di Federico Petroni con prefazione di Lucio Caracciolo


Perché l’America è andata in crisi fino a generare un movimento radicale come la nuova destra?
Quest’ultima è una galassia eterogenea di populisti, nazionalisti, cattolici postliberali e tecnocapitalisti, animati da vecchie e nuove idee spesso inconciliabili fra loro. 
A unirli, portando per ben due volte alla presidenza degli Stati Uniti un magnate come Trump, è una missione che rivela la difficoltà del momento storico dell’America: rovesciare il sistema per impedire la morte della nazione per sfinimento.

Una morte annunciata, secondo questi pensatori, dal fallimento dell’ideologia della globalizzazione e dei suoi tre pilastri: 

  • immigrazione di massa, 
  • accordi di libero scambio e 
  • politica estera espansiva. 

Nelle loro parole, l’impero divora la repubblica.

Fiamme americane è un viaggio alla ricerca delle ragioni che hanno svuotato l’egemonia degli Stati Uniti, scatenando la reazione della nuova destra.

Un viaggio che muove da una domanda inevitabile: perché, nel cuore della maggiore potenza politica e militare del pianeta, si è fatta strada l’idea che la sua missione non sia più rifare daccapo il mondo, ma salvare sé stessa dallo schianto?

venerdì, ottobre 30, 2026

Molto interessante l'incontro sulla "Criminalità Minorile" che si è tenuto ieri sera (29/10) all'Auditorium Tilane

 
L'argomento è sicuramente di attualità, ma la prima domanda che è stata posta da Roberto Cornelli  all'incontro "Criminalità Minorile" organizzato da Sinistra per Paderno Dugnano Giovedì 29 ottobre è :

  • Il problema  SICUREZZA esiste davvero?
  • E' da associare all'aumento della presenza di STRANIERI in Italia?
Roberto Cornelli è criminologo del CRIMePO (Centro di Ricerca in Criminologia e Politiche Pubbliche dell'Università degli Studi di Milano) e per rispondere alle domande  ha mostrato un semplice grafico, quello ripostato sopra.

Mentre gli stranieri aumentano, la criminalità in Italia diminuisce, costantemente, si può dire dal dopoguerra ad oggi. Anzi è la più bassa d'Europa !

QUINDI?  Quindi il problema della criminalità è un falso problema, ingigantito dal continuo martellio dell'informazione dei social.

Giansandro Barzagli, dell'Associazione NonUnoDiMeno scuole popolari, ha ribadito l'importanza dell'educazione. 
Dall'anno scorso alla scuola Gramsci NUDM organizza corsi di italiano per ragazzi  NAI (Neo Arrivati in Italia) e che quest'anno si estenderanno alla scuola Curiel per venire in aiuto ai ragazzi dagli 11 ai 18 anni (anche italiani), per contrastare l'abbandono scolastico, la povertà educativa e culturale a ragazzi dagli 11 ai 18 anni. Associazione NonUnodiMeno

Fiorenza Melani, psicologa clinica e Matteo Spinelli dell'Associazione DuePuntiACapo  Associazione duepuntiacapo hanno confermato il bisogno di aiuto e sostegno ai ragazzi e la difficoltà di organizzare servizi adeguati per la mancanza di fondi.





Nonostante i dati NON mostrino un problema legato alla sicurezza, il malessere giovanile esiste, tra gli stranieri e tra gli italiani, acutizzato dall'uso dei social media, e non può essere risolto con Decreti Sicurezza o costruendo più carceri.

Famiglia, Scuola, Sanità, Educazione Sociale hanno un ruolo importante, devono intervenire, ma servono educatori, esperti, psicologi, servono fondi !

Per il governo sembra invece prioritario spendere soldi per armi, carceri, sicurezza piuttosto che aiutare le famiglie e gestire meglio la scuola, la sanità, l'educazione sociale.



"Investire nella scuola per guardare al futuro" di Thomas Piketty


da "L'Internazionale" del 23 ottobre 2026 di Thomas Piketty, Le Monde, Francia

Da quando Emmanuel Macron è arrivato all’Eliseo la spesa per studente è diminuita del 20 per cento. Aumentare le risorse per l’istruzione deve diventare una questione centrale.

Il movimento di studenti segna il tramonto della politica del presidente Emmanuel Macron. I ragazzi e le ragazze chiedono una cosa semplice: risorse per formarsi e accedere a un’istruzione di qualità. Nel fare questo, puntano il dito contro quello che è probabilmente il fallimento più palese del governo in carica: una riduzione catastrofica e senza precedenti della spesa per studente, calata del 20 per cento dal 2017.

Con una buona dose di malafede, ogni tanto il governo si mette a sbandierare che il bilancio nominale dell’istruzione superiore è aumentato da 13,3 miliardi a 15,5 miliardi di euro tra il 2017 e il 2026 (un aumento del 17 per cento). È vero, peccato che nello stesso periodo l’inflazione è stata del 22 per cento, quindi lo stanziamento in realtà è diminuito del 5 per cento in termini reali. Aggiungiamo che il numero di studenti è passato da 2,6 milioni a più di tre milioni, cioè un aumento del 15 per cento. 

Conclusione: la quota stanziata per studente è diminuita di circa il 20 per cento.

Concretamente, questo significa che centinaia di migliaia di giovani hanno lavorato duramente per ottenere il diploma di maturità ma non è stato previsto niente per accoglierli nel sistema di istruzione superiore (in Francia la formazione dopo il diploma prevede non solo l’università, ma anche scuole professionalizzanti, istituti di specializzazione e altro). In particolare, il numero di diplomati usciti dagli istituti tecnici e professionali è aumentato notevolmente, ma i posti negli istituti universitari a indirizzo tecnico-professionale (Iut o Bts) non sono cresciuti altrettanto, così in molti si ritrovano assegnati a percorsi universitari sovraffollati e meno costosi, spesso inadeguati alle loro necessità e alle loro aspirazioni. 

Lo spreco umano ed economico è gigantesco, ed è il riflesso di un’idea profondamente diseguale e gerarchica del mondo. 

Per i macroniani la prosperità dei paesi dipende da una piccola minoranza di innovatori geniali e pionieri, gli altri sono pregati di attendere saggiamente che le ricchezze scendano a valle.

Ciliegina sulla torta: la carenza di posti nell’istruzione superiore è stata gestita in modo per niente trasparente, con un algoritmo incomprensibile (la piattaforma Parcoursup), nonostante gli appelli ripetuti di studenti, famiglie, insegnanti e ricercatori che chiedevano di cambiare il sistema. Tutto questo è avvenuto in un contesto segnato dal fallimento della riforma dei diplomi introdotta nel 2019 (con una scelta degli indirizzi più complessa, con effetti imprevedibili sul percorso successivo e orari pieni di buchi) e dalle disuguaglianze strutturali tra territori.

Disuguaglianze di classe

Il lavoro svolto dalla ricercatrice Asma Benheda a partire dalle buste paga mostra che la proporzione di insegnanti precari o a inizio carriera è appena del 10 per cento nei territori più privilegiati (Parigi e Hauts-de-Seine), mentre raggiunge il 50 per cento nei dipartimenti più poveri (come Seine-Saint-Denis e Val-de-Marne). 

Qui il salario medio nella scuola secondaria è in media del 20 per cento inferiore rispetto a zone più ricche, anche considerando le (magre) indennità versate a chi lavora nella cosiddetta educazione prioritaria, cioè nelle aree socialmente più svantaggiate.

Quando il ministro dell’istruzione Édouard Geffray fa il giro delle trasmissioni televisive dichiarando che la SeineSaint-Denis dispone di più risorse di Parigi, prendendo in considerazione solo la dimensione delle classi e ignorando del tutto il divario di retribuzione degli insegnanti, non fa onore al suo ruolo. La realtà è che le regioni svantaggiate hanno classi (poco) meno affollate e insegnanti (molto) meno formati ed esperti. Non è detto che in questo scambio finiscano per guadagnarci qualcosa.

Per giustificare le scarse risorse destinate all’istruzione, e in particolare la riduzione della spesa per studente, il governo e i suoi sostenitori spiegano che la Francia non ha i mezzi per investire di più. Nel dirlo commettono un doppio errore logico. 

È vero che il debito pubblico è passato dal 20 per cento del pil nel 1970 al 120 per cento di oggi. Ma nello stesso periodo i patrimoni privati sono aumentati molto di più, passando dal 300 per cento al 600 per cento del pil, con una concentrazione estrema nei grandi patrimoni finanziari. 

In altre parole, il patrimonio nazionale della Francia – somma del patrimonio pubblico e privato, al netto dei debiti pubblici e privati – non è mai stato così alto, non solo in termini assoluti, ma anche in percentuale del pil (che a sua volta non è mai stato così alto).

Errori storici

In altre parole ancora, la Francia non è mai stata così ricca: il problema da affrontare è solo una questione di redistribuzione. La situazione era molto più difficile nel 1945, quando il debito pubblico era più alto di oggi e i patrimoni privati erano dissanguati. Questo non impedì l’introduzione di un’imposta di solidarietà nazionale con aliquote di diverse decine di punti percentuali sui grandi patrimoni, che se applicata oggi potrebbe fruttare molto di più. Quelli che ripetono all’infinito che da queste politiche non verrebbe niente di concreto hanno decisamente un brutto rapporto con l’aritmetica, oltre che con la storia.

Il secondo errore è più grave. Tutti sanno che la spesa per istruzione e sanità aumenterà più velocemente del pil nei prossimi decenni. Alcuni sembrano pensare che si potrà finanziare con la spesa privata. Tuttavia, tutti gli elementi storici e comparativi che abbiamo a disposizione indicano al contrario che i settori pubblico, associativo e non profit producono risultati migliori rispetto alla logica capitalistica classica in molti settori, e in particolare nell’istruzione e nella sanità. 

Reinvestire oggi in questi settori non è solo una questione di uguaglianza tra territori e classi sociali. È anche una sfida centrale per fare un passo in più verso la demercificazione dell’economia, ma anche per costruire un altro modello di sviluppo. 

Speriamo che la mobilitazione in corso contribuisca a mettere questi temi al centro delle prossime scadenze elettorali.

giovedì, ottobre 29, 2026

Assaggi di teatro con Caminante - Martedì 12 Novembre 2026 a Rho


Martedì 12 novembre alle 21.15 al Mast, in via S. Martino 22, Rho (MI), 
la scuola di Teatro Caminante | Teatro selvaggio, 
con il patrocinio del Comune di Rho, 
organizza una serata per vivere il teatro in tutte le sue forme.

Ci sarà la possibilità di assistere a una breve performance di “Devised theatre”, una forma di teatro collaborativo a cura di ‘Nella selva’, il laboratorio permanente della scuola di Caminante |Teatro selvaggio.
Sarà inoltre proposto un breve assaggio di laboratorio teatrale per chi tra il pubblico avrà voglia di fare una breve esperienza, condotta dagli insegnanti di Caminante | Teatro selvaggio, e giocare con Il teatro.
Al termine , ci sarà un piccolo momento di convivialità e di confronto sull’esperienza della serata.

Iniziativa gratuita con prenotazione a caminanteaps@gmail.com oppure contattare il 351 634 8833

Victor Hugo diceva:
“Il Teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto la terra.
Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco”.

CENTRO SCRITTURE: Corsi di poesia on line e con registrazione per chi non può seguire - a 4 Euro l'ora

 

Un percorso continuo per orientarsi nelle scritture poetiche contemporanee

Nuovi corsi in classe virtuale da ottobre 2026 a giugno 2027.

Per maggiori informazioni e iscrizioni: Corsi eventi edizioni | CentroScritture

   

mercoledì, ottobre 28, 2026

SPORTELLO SALUTE: per ottenere il rispetto dei tempi previsti dalla tua ricetta - Paderno Dugnano - GRATUITO per TUTTI

 


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Il servizio è GRATUITO anche per i NON iscritti



LIBRO: " Adolescenti esplosivi. Disinnesca lo scontro, ritrova tuo figlio" di Stefano Rossi


Quando un figlio adolescente cambia pelle, anche il genitore è chiamato a rinnovare il suo sguardo. Dietro porte chiuse, silenzi che graffiano e parole affilate, può celarsi una domanda d’amore che ha smarrito la sua voce.

Stefano Rossi accompagna genitori e educatori nei coni d’ombra di questa età incandescente: non per spegnerla, ma per ascoltarla. E per scoprire che, proprio là dove il legame sembra incrinato, può nascere un nuovo modo di riconoscersi e ritrovarsi.

L’adolescenza non arriva in punta di piedi: divampa come un incendio. Il figlio che fino a ieri cercava abbracci e parole, oggi chiude la porta, risponde male, esplode per nulla o si ritira in un silenzio preoccupante. Per molti genitori lo smarrimento è profondo: “Dove ho sbagliato?”, “Perché mi tratta come un nemico?”, “Da dove viene questa ostilità?”.

Ma l’ira degli adolescenti non è solo maleducazione, provocazione o mancanza di regole. È il linguaggio ruvido di un cambiamento necessario: per nascere a se stesso, ogni figlio deve affrontare la separazione, incrinare il muro genitoriale, cercare la propria voce. Oggi, però, questo passaggio avviene in un tempo più inquieto: la nostra società ha smarrito valori e futuro, e spinge i ragazzi a fare mostra di sé, performare, essere vincenti a ogni costo.

Così alcuni adolescenti esplodono: attaccano, sfidano, trasgrediscono, trasformano la rabbia in una granata. Altri implodono: smettono di mangiare, di uscire, di andare a scuola, di credere in se stessi. Dietro l’ira di Achille si nasconde l’Urlo di Munch: la paura di non valere, non farcela, non trovare un posto nel mondo. La loro sofferenza, prima che psichiatrica, è emotiva ed esistenziale. E a volte li spinge verso sfide e conseguenze estreme.

Stefano Rossi, che da oltre vent’anni lavora occhi negli occhi con adolescenti feriti e difficili, offre a genitori, insegnanti e educatori una chiave potente per gestire il fuoco dei ragazzi senza spegnerne la carica vitale. Attraverso tre lenti – biologica, psicologica ed esistenziale – ci guida dentro la mente e il cuore adolescente: la miccia corta del cervello in trasformazione, la fame di autonomia, il bisogno di segretezza, il timore del fallimento, le trappole dei social, la società del coltello.

Un libro per distinguere la ribellione che fa crescere da quella che distrugge, per riconoscere il dolore nascosto dietro l’attacco e trovare parole, limiti e gesti capaci di disinnescare la guerra quotidiana.

martedì, ottobre 27, 2026

Pagine di Legalità: Progetto educativo nazionale promosso da "Fondazione Scintille di futuro" con Paolo Grasso

 

Rivolto a studentesse e studenti delle scuole secondarie di I e di II grado.

Due webinar dedicati ai docenti in diretta streaming (5 novembre e 1 dicembre 2026) con Pietro Grasso, testimoni e protagonisti dell'impegno civile che raccontano storie di legalità, memoria, diritti e bene comune. 

A sostegno del lavoro in aula, ogni classe riceve un kit didattico multimediale, con spunti e materiali. 

Al termine del percorso, il 22 aprile, una grande diretta nazionale per docenti e studenti trasmessa dall’Aula Bunker di Palermo, quella dove si svolse il Maxiprocesso.

È il momento in cui la legalità smette di essere una parola e diventa un tema da abitare: si ascolta, si discute, ci si interroga. 

Un terreno comune su cui costruire cittadinanza, insieme. 

Pagine di Legalità è il primo passo di un percorso più grande. Il modo migliore per iniziare a guardare il mondo intorno a noi e cominciare a chiedersi “da che parte stare”.

Perché la storia non è fatta solo dai grandi eventi. È fatta dalle scelte di ciascuno.

Per maggiori informazioni e iscrizioni: 

Pagine di legalità 2027. Con Pietro Grasso - Unisona Live