Sono passati più di 10 anni dalla scomparsa e dal ritrovamento del corpo, martoriato, di Giulio Regeni.
Il ricercatore italiano fu ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2015, in una vicenda che continua a rappresentare una ferita aperta e una richiesta di verità e giustizia ancora senza risposta.
Nel gennaio 2026, esce per la prima volta "Tutto il male del mondo”: un docufilm che non cerca consolazioni, ma insiste sulle domande e sulle responsabilità di un dramma che non ha ancora risposte.
Il film su GIULIO REGENI
viene riproposto a Paderno Dugnano
il 9 Novembre Lunedì ore 20.45 al Cinema Metropolis
Il documentario ripercorre le tappe del sequestro di Giulio, avvenuto al Cairo nel gennaio 2016, le torture subite e il ritrovamento del corpo, senza vita, il 3 febbraio, ai margini della capitale egiziana.
Il film si colloca all’interno di un percorso di memoria pubblica alla quale i genitori hanno espresso gratitudine: "Grazie a chi ha impedito l'oblio. Cittadini e scorta mediatica hanno illuminato il cammino verso la verità".
“Ritornare in sala è la risposta migliore a chi vuole a tutti i costi che questo documentario sia una battaglia di una sola parte”, ha dichiarato Domenico Procacci, fondatore e produttore di Fandango.
“I cinema sono luoghi democratici dove chiunque può capire, indignarsi e vedere con i propri occhi, al di là del credo politico, quello che è successo e sta succedendo riguardo a una vicenda che continua a chiedere verità e giustizia”.
Procacci richiama anche le parole dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, insieme all’avvocata Alessandra Ballerini:
“Giulio continua a fare cose. Tornare in sala con questo documentario è una di quelle”.
“Il film ha trovato il suo pubblico, ha ricevuto un riconoscimento importante come il Nastro della Legalità e sarà presto trasmesso da broadcaster come Sky e Rai”, evidenziando come i risultati al botteghino abbiano confermato una forte attenzione, con numerose proiezioni sold out e il posizionamento tra i documentari più visti degli ultimi anni.
Il progetto, realizzato assumendo un rischio produttivo significativo e senza certezze iniziali, nasce dalla volontà di raccontare una storia ritenuta di interesse collettivo.
“La storia di Giulio riguarda tutti, non una parte”, aggiunge Mazzarotto, ribadendo l’intenzione di continuare a portare il documentario nelle sale, nelle università e in televisione per stimolare riflessione e consapevolezza.
Tra aprile e maggio, il documentario è stato proiettato in 76 università, coinvolgendo circa 15mila persone in due mesi di incontri e dibattiti dedicati al tema della libertà di ricerca.
Il film è stato trasmesso il 5 maggio al Parlamento europeo di Bruxelles, ulteriore tappa di un lavoro che, tra sale cinematografiche, atenei e istituzioni, continua a tenere alta l’attenzione su una vicenda che resta simbolo di una battaglia per la verità.
Ora è arrivato anche al Cinema Metropolis di Paderno Dugnano, su iniziativa di alcuni partiti e liste civiche

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