sabato, febbraio 07, 2026

"PROMEMORIA" poesia di Gianni Rodari

 

Durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, le parole di Gianni Rodari hanno risuonato in tutto il mondo grazie a Ghali

Recitando i versi della poesia/filastrocca intitolata Promemoria, l’artista ha lanciato dal palco olimpico un potente messaggio di pace e di rifiuto universale della guerra. 
Il celebre scrittore e pedagogista Gianni Rodari tra le sue numerose opere dedicate all’infanzia ha scritto diversi messaggi dal testo pacifista
Le sue opere oggi possono essere lette anche dagli adulti per comprendere quanto sia fondamentale combattere ogni giorno per dire “no alla guerra”.

La poesia di Rodari vuole essere promotrice di speranza, perché ogni bambino possa crescere ovunque, in ogni parte del mondo, serenamente e senza la paura di bombe, carri armati, violenze, morte e distruzione.
Il messaggio di Gianni Rodari trova nei bambini il proprio portavoce primario: perché dove c’è infanzia c’è innocenza, c’è speranza e quindi c’è pace. 

Il Rodari sapeva di doversi appellare ai bambini per portare nel mondo il proprio invito alla non violenza e alla solidarietà. 

Nell’ottica di Rodari la pace è soprattutto partecipazione, che richiama a un gioco che i bambini conoscono bene: il girotondo.

Nelle scuole, la poesia Promemoria viene spesso presentata ai più piccoli come una lista delle cose “da fare” e “da non fare”. 

Tramite queste semplici parole Gianni Rodari riesce nella difficile impresa di spiegare la guerra ai bambini. 
Un semplice elenco scandito in rima che mette in evidenza la distinzione tra le cose giuste e quelle sbagliate, tra quelle sbagliate la guerra è l’unica da non fare mai, senza dubbio la peggiore.
Ma forse per i bambini non è difficile comprendere quanto la guerra sia ingiusta: loro lo sanno, i confini tra bene e male nell’infanzia sono ben definiti e non hanno neppure bisogno di troppe spiegazioni.
Sono forse gli adulti ad averlo dimenticato. 
Per questo abbiamo bisogno di tornare a parole semplici, elementari, a frasi in rima che invocano la pace non solo come un dipinto dai colori dell’arcobaleno, ma come una realtà concreta e tangibile.
Ci sono cose da non fare mai, ammonisce Rodari, come ad esempio la guerra. 
È davvero così difficile da capire?
Il titolo della poesia, Promemoria, rimanda all’idea di tener presente, di non dimenticare: ed è un ammonimento per noi adulti, un invito a far appello alla nostra memoria storica o forse, soprattutto, al nostro buonsenso.
Speriamo che i potenti del mondo facciano tesoro di queste parole

LIBRO: "Il ginocchio sul collo. L'America, il razzismo, la violenza tra presente, storia e immaginari" di Alessandro Portelli

 

L'assassinio di George Floyd, afroamericano ucciso da un poliziotto bianco durante l'arresto il 25 maggio 2020 a Minneapolis, ha scoperchiato l'intreccio di contraddizioni e ingiustizie del nostro tempo.
A protestare sono scesi in piazza non solo i suoi fratelli e le sue sorelle afroamericani, ma anche bianchi, ispanici, uomini e donne, soprattutto giovani, che sentono sul collo il ginocchio mortale delle crescenti diseguaglianze. 
L'impressionante e ininterrotta sequenza di brutali violenze di stato da parte della polizia contro gli afroamericani continua ad accompagnare, come un sottofondo inquietante, la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti, e le immagini delle rivolte sono ormai sempre più sotto i nostri increduli occhi di cittadini europei. 

In questo libro Alessandro Portelli, intrecciando racconto storico e immaginari letterari, simbolici e musicali, ripercorre le vicende che hanno portato a quella scena, dalle ribellioni che l'hanno seguita agli eventi che l'hanno preparata nell'ultimo decennio, alla memoria di alcune grandi rivolte della storia afroamericana.

venerdì, febbraio 06, 2026

Dalla città spugna al Parco del Seveso: “Paderno Dugnano sperimenta il futuro ambientale” da "LA CITTA' "

 

da "La CITTA'" del 4 Febbraio 2026 di Daniela Gasparini

Paderno Dugnano sta portando avanti una politica ambientale che guarda oltre i confini comunali, inserendosi nella prospettiva del Parco fluviale della Valle del Seveso e nel percorso di trasformazione del PLIS GruBrìa in Parco regionale. 
Una visione che nasce dalla consapevolezza che il cambiamento climatico, la gestione delle acque e il consumo di suolo non possono più essere affrontati a scala locale.
Come spiega Walter Tiano a La Città, l’assessore all’Ambiente all’Ambiente, Mobilità sostenibile e Verde pubblico: il contrasto ai cambiamenti climatici è diventato una priorità politica dell’amministrazione padernese, tanto da portare all’istituzione di una delega specifica. L’obiettivo è tradurre gli impegni dell’Agenda 2030 in azioni concrete, costruendo una strategia coerente e misurabile sul territorio. Paderno Dugnano guarda sempre più oltre i propri confini comunali.

Come si inseriscono le politiche ambientali dell’amministrazione nella prospettiva del Parco fluviale del Seveso e della trasformazione del GruBrìa in Parco regionale?
Il contrasto ai cambiamenti climatici è una priorità politica per questa amministrazione, tanto che la Sindaca ha voluto istituire una delega specifica su questo tema. 
Questo significa lavorare su una strategia concreta, coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030, capace di tradursi in azioni reali sul territorio. Ma il cambiamento climatico non si affronta a scala comunale: serve una visione sovracomunale. 
Per questo stiamo rafforzando il confronto con i Comuni vicini e con gli enti territoriali, costruendo percorsi condivisi. I Comuni devono diventare laboratori di buone pratiche, anche sperimentando soluzioni innovative. Solo così si possono individuare modelli efficaci da estendere all’intero territorio.
In questo quadro si inseriscono sia 
Gestione delle acque e consumo di suolo sono oggi temi strettamente collegati.

Quali interventi concreti avete messo in campo per ridurre l’impermeabilizzazione e il rischio idraulico?
Paderno Dugnano ha scelto di proporsi come territorio di sperimentazione, lavorando insieme a CAP Holding su soluzioni innovative per la gestione delle acque meteoriche. 
Un primo esempio è il progetto di “Città Spugna” realizzato presso il centro sportivo: una grande superficie asfaltata è stata trasformata in area verde, ampliando il Parco Toti. I parcheggi sono stati riprogettati con sistemi completamente drenanti, che permettono all’acqua piovana di infiltrarsi nel terreno invece di finire in fognatura e, nei momenti di piena, nel Seveso. L’acqua viene oggi gestita attraverso stalli verdi, trincee drenanti e pozzi perdenti, riducendo in modo significativo il carico idraulico sulla rete. 
Stiamo inoltre lavorando al progetto del Seveso River Park a Calderara, che permetterà di disconnettere le acque meteoriche di un intero quartiere. Le piogge verranno convogliate in un sistema di fitodepurazione e poi in bacini di ritenzione e infiltrazione, favorendo anche la ricarica della falda. Oltre alla sicurezza idraulica, si creerà una grande area verde pubblica, con benefici ambientali e sociali. Questi interventi segnano un cambio di paradigma rispetto al passato, anche grazie ai fondi PNRR.

Qual è il vero valore aggiunto di questo nuovo approccio?
In passato si interveniva soprattutto con opere ingegneristiche “hard”: soluzioni efficaci dal punto di vista idraulico, ma spesso a discapito del paesaggio, della biodiversità e della qualità urbana. 
Oggi puntiamo su infrastrutture verdi e soluzioni basate sulla natura, che garantiscono sicurezza ma allo stesso tempo migliorano l’ambiente e rendono gli spazi più vivibili. 
Sono interventi che ricuciono il rapporto tra città e natura, anche culturalmente: non tutto deve essere rigidamente artificiale per funzionare. In più contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico, riducendo le isole di calore, assorbendo CO₂ e migliorando la qualità dell’aria.

Paderno Dugnano può diventare un modello per l’intera Valle del Seveso?
Assolutamente sì. 
Gli interventi che stiamo realizzando vogliono essere buone pratiche replicabili in tutto il territorio. 
La sperimentazione è fondamentale per trovare soluzioni alternative alla gestione tradizionale delle acque e del suolo. 
Ma altrettanto importante sarà monitorare gli effetti nel tempo e coinvolgere la cittadinanza, anche attraverso progetti di "citizen science"
L’idea di un grande Parco regionale della Valle del Seveso nasce proprio da questa esigenza: studiare soluzioni adatte a un territorio densamente urbanizzato e poi diffonderle su scala più ampia.

Dal blocco all’asfissia: la guerra degli Stati Uniti contro Cuba entra nella sua fase più brutale

 

Nella quiete di una notte all’Avana, gli unici rumori sono il ronzio di un generatore in un ospedale lontano e il mormorio di una famiglia riunita alla luce delle candele. 

Per loro, la “sicurezza nazionale degli Stati Uniti” non è un concetto astratto discusso nei notiziari via cavo americani; è la realtà tangibile di un blackout di 20 ore, l’odore di cibo avariato e la paura per le medicine refrigerate di un bambino. 

Questo è il volto di una politica che il governo degli Stati Uniti definisce come risposta a una “minaccia straordinaria”. La vera minaccia, tuttavia, non è militare. È la sfida di 67 anni di una piccola nazione insulare che si è rifiutata di rinunciare alla propria sovranità.

Il 29 gennaio 2026, l’amministrazione Trump ha trasformato una campagna di pressione di lunga data in un potente strumento di soffocamento. 
Con un ordine esecutivo, ha trasformato il sistema tariffario degli Stati Uniti in un’arma contro qualsiasi nazione, compresi paesi come il Messico, che osi vendere petrolio a Cuba. 
Non si tratta più di isolare o contenere il popolo cubano dal resto dell’emisfero; è una strategia deliberata di soffocamento economico totale, una mossa la cui aggressività non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda.

giovedì, febbraio 05, 2026

Momento di caos al CUP della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano

 

Oggi, 5 Febbraio 2026, al CUP della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano si è vissuto un momento forte agitazione. Il totem che distribuisce i biglietti per la prenotazione allo sportello ha smesso improvvisamente di funzionare.

Allertata la manutenzione, si è scoperto poi che alla spina di alimentazione della corrente mancava uno spinotto. Chiamato il tecnico, la spina è stata cambiata e il totem, dopo circa 30 minuti, è tornato a funzionare.

Non vi dico quanto si è allungata ed agitata era la coda (fisica) dei pazienti, sia quelli per l'accettazione che quelli per la prenotazione, circa un ottantina...

Sono cose che succedono, si dirà, ma...

  • Una spina a cui si stacca uno degli spinotti di alimentazione, io non l'ho mai vista, e ho più di 60 anni. Forse neanche a mio nonno era mai successo...
  • Considerando l'alta affluenza di pazienti, sarebbe opportuno predisporre 2 TOTEM, così anche in caso di carta che finisce o di qualche altro accidente, c'è sempre un'alternativa, senza generare il caos di questa mattina.
La Clinica San Carlo, grazie ai guadagni derivanti 
sia dalle visite pubbliche che da quelle private, 
penso abbia la disponibilità economica 
di acquistare un altro Totem

E già che stiamo parlando di Servizio Sanitario al cittadino 
(la Clinica San Carlo è un' Ospedale convenzionato) 
ricordo che per chi cerca di prenotare una visita o un esame 
attraverso il Servizio Sanitario Nazionale - SSN 
e trova le liste chiuse o appuntamenti solo dopo mesi e mesi, se non anni, 
esiste lo  SPORTELLO SALUTE  
gestito da SPI-CGIL, che permette di ottenere 
appuntamenti sanitari pubblici entro la data prevista dalla ricetta.

Per maggiori informazioni vai al seguente link: 



L' Intelligenza Artificiale e il paradosso dei radiologi

 

Nel 2016 uno dei pionieri dell’Intelligenza Artificiale (IA), Geoffrey Hinton, suggerì di smetterla di formare nuovi radiologi: l’IA è più efficace nel leggere le lastre, quindi ben presto gli specialisti umani sarebbero rimasti disoccupati. 

Oggi ci sono più radiologi che mai e guadagnano meglio di prima. 

È il paradosso dell’“anello più debole”, discusso dall’economista di Stanford Charles Jones. 

L’innovazione si diffonde alla velocità massima consentita dal punto più stretto della catena di trasmissione: magari l’algoritmo è bravo a leggere le lastre, ma ci vorrà sempre un dottore umano che comunichi con il paziente

Il numero di persone che riceverà una diagnosi dipenderà dai ritmi del medico non da quelli del software.

L’innovazione si diffonde più lentamente di quanto potrebbe perché le società sono complesse, le organizzazioni hanno bisogno di tempo per adattarsi, e non è detto che la produttività aumenti.

Un manager può farsi i biglietti aerei, prenotare il ristorante e chiamare un taxi, ma spesso delega tutto alla segreteria, altrimenti non avrebbe il tempo per fare il manager. 

L’automazione non esclude l’umano. 
Forse un giorno gli algoritmi saranno autonomi, ma per sfruttare il potenziale dell’IA dovrebbero essere automatizzati sia i fornitori di servizi sia i consumatori. 
La produttività sarebbe massima, ma non ne beneficerebbe nessuno

mercoledì, febbraio 04, 2026

LIBRO:" Come fossi una bambola. Storie di dipendenza affettiva e di chi ne è uscito" di Francesca Fialdini e Massimo Giusti

 
Cosa cerchiamo davvero in una relazione? 
Quando il desiderio di essere amati diventa bisogno o perfino dipendenza? 
Come si può spezzare il circolo che ci tiene legati, restituendo dignità e libertà ai sentimenti? 

Chissà quante volte, parlando di un'amica, di un familiare o di persone che magari conosciamo appena, ci è capitato di esprimerci sulla loro vita sentimentale immedesimandoci, con dispiacere o con disapprovazione, in quelle che sembrano evidentemente relazioni disfunzionali:
 
"Ma perché si lascia abbindolare da un tizio del genere?". 

Può sembrare facile uscire da una dipendenza affettiva per chi la vede da fuori, ma per chi la patisce in prima persona appare come una meta complessa, dolorosa e spesso irraggiungibile. 

"Come fossi una bambola" nasce dall'incontro di Francesca Fialdini con lo psicoterapeuta Massimo Giusti e dall'esigenza di raccontare le storie di chi è riuscito a uscire da relazioni che magari non lasciano sempre lividi sulle braccia o segni sulla pelle, ma che, giorno dopo giorno, diventano prigioni soffocanti, invisibili e invalicabili, finendo per inibire ogni slancio vitale. 

Grazie alla chiarezza e alla capacità narrativa di Fialdini e all'analisi psicologica di Giusti, queste storie avvincono il lettore come fossero un romanzo e illuminano come in un saggio, senza giudizi né semplificazioni, dinamiche complesse ma che sono straordinarie nella loro sconcertante ordinarietà, in cui tutti possiamo riconoscerci. 

Del resto a chi non è mai capitato di rimanere, con la speranza di fare del suo meglio, dentro una relazione in cui sente mortificazione, paura, senso di colpa, pur sapendo di trovarsi in una gabbia dove non riesce più a crescere, a esprimersi, a essere felice? 

Perché le prigioni sono tante: alcune ce le vestono addosso, su misura, ma altre le costruiamo con le nostre mani senza nemmeno rendercene conto. E sta a noi trovare la chiave per uscirne.

martedì, febbraio 03, 2026

LIBRO: "Navigare senza paura. Il libro per giovani esploratori digitali" di Sigfrido Ranucci

 

UNO STRUMENTO UNICO PER ORIENTARE GIOVANI 
NELLA COMPLESSITÀ DEL MONDO DIGITALE

Un libro gioco pensato per provare a vedere com’è navigare nella rete.
Quattro storie brevi che partono da situazioni super quotidiane – un compito, una partita online, lo spogliatoio, i racconti in classe – e si trasformano in bivi da scegliere, faccio così o cosà?, che conducono a finali diversi, si può provare, giocare, sbagliare, tornare indietro e riprovare.

Quando la rete entra nella vita quotidiana dei ragazzi cominciano tante preoccupazioni nuove per i genitori, questo libro permette loro di sperimentare in sicurezza emozioni, rischi e conseguenze delle scelte digitali, scoprendo che non esiste solo ciò che è giusto o sbagliato, ma una catena di effetti possibili.
Un’occasione per stimolare dialogo e consapevolezza anche con insegnanti e genitori.

QUATTRO STORIE CHE FANNO DA BUSSOLA PER UNA NAVIGAZIONE AUTONOMA NELLA RETE.
LE TUE SCELTE CAMBIANO IL TUO DESTINO.

lunedì, febbraio 02, 2026

LIBRO: "Perché NO: Guida al referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole" di Marco Travaglio, Gustavo Zagrebelsky, Nicola Gratteri

 
Gustavo Zagrebelsky: “Quella che è presentata subdolamente come la riforma della giustizia è tutt’altra cosa: una rivalsa di certa politica contro certa magistratura per spostare gli equilibri costituzionali a favore dell’impunità della prima e a danno dell'autonomia dell’indipendenza della seconda”. 

Marco Travaglio: “Il PM separato dal giudice sarà meno imparziale, più interessato ad accusare che a cercare la verità. 
Il lavoro del CSM lo faranno tre organismi, con un enorme e inutile aumento delle spese. 
Il sorteggio vale solo per i magistrati: i politici continueranno a scegliersi chi vogliono. 
E tutte le ragioni del Sì sono bugie smentite dai dati". 
Per questo dobbiamo votare No. 

Nicola Gratteri: "Fino a 24 ore dal referendum, dirò NO a questa controriforma che apre la strada al controllo del governo sul PM. Non è una battaglia di categoria, ma di democrazia. Perché per noi magistrati, dal lato pratico, non cambia nulla: ciò che cambia, e in peggio, è il servizio giustizia per i cittadini” .

domenica, febbraio 01, 2026

“SOPHIA”, l’enciclopedia di Radio3 diventa anche video: la cultura di Rai in formato crossmediale

 

La cultura di Rai Radio3 compie un nuovo passo verso il linguaggio crossmediale.

A partire dal 2 febbraio 2026 prende forma Sophia – La Libera Enciclopedia di Radio3, un progetto che porta l’offerta culturale della rete anche in video, grazie alla collaborazione con RaiPlay e RaiPlay Sound.
L’iniziativa propone una library multimediale in costante evoluzione, composta da brevi video-lezioni della durata di 5-7 minuti, disponibili su RaiPlay
Protagonisti sono conduttori, esperti e collaboratori storici di Radio3, che affrontano i grandi temi da sempre al centro della programmazione della rete: filosofia, scienza, letteratura, teatro, cinema, musica, economia e poesia.
In un’epoca segnata dalla diffusione di enciclopedie generate dall’intelligenza artificiale, Radio3 rilancia il valore dell’“intelligenza naturale”, affidando il racconto del sapere alle competenze e alle voci di chi ogni giorno fa cultura, mantenendo un rapporto diretto con il pubblico.
Sophia si presenta così come uno spazio di approfondimento autorevole ma accessibile, capace di coniugare rigore e divulgazione.
Le “voci” dell’enciclopedia spaziano da concetti astratti a temi di attualità e figure della cultura: dall’Avventura al Desiderio, da Bitcoin alla Globalizzazione, passando per Andrea Zanzotto, Agatha Christie, fino a parole-chiave come Oblio e Bacio
Un mosaico di contenuti pensato per offrire molteplici chiavi di lettura del mondo contemporaneo.
Tra gli autori coinvolti figurano, tra gli altri, Francesca Buoninconti, Michele Dall’Ongaro, Pietro Del Soldà, Stefano Feltri, Ilaria Gaspari, Vittorio Lingiardi, Piero Martin, Michela Ponzani e Susanna Tartaro
Il progetto, curato da Sara Sanzi, è rivolto a studenti, curiosi e appassionati che vogliano scoprire o riscoprire il sapere con prospettive sempre nuove.
Con Sophia, Rai Radio3 amplia il proprio patrimonio di trasmissioni e podcast, rafforzando il ruolo del Servizio Pubblico come grande piattaforma culturale del Paese, capace di innovare linguaggi e formati senza rinunciare alla profondità dei contenuti.