Restare Umani
Circolo Culturale di Paderno Dugnano
venerdì, luglio 31, 2026
LIBRO: "Gelosia" di Barbara Alberti
giovedì, luglio 30, 2026
LIBRO: "Aprire lo sguardo. 15 fotografie che raccontano l'Italia" di Alessandra Mauro
In Aprire lo sguardo Alessandra Mauro raccoglie 15 fotografie memorabili che, nel comporre il «mosaico visuale» del nostro paese, testimoniano «come lo abbiamo ritratto e come ci siamo ritratti» negli anni.
È un viaggio che abbraccia l’Italia intera e che inizia quasi due secoli fa, con una delle prime vedute di Roma realizzata da Giacomo Caneva nel 1847.
In una rassegna di grande forza evocativa, sfilano volti, luoghi, momenti: dall’arresto di un giovane Benito Mussolini, immortalato da Adolfo Porry-Pastorel nel 1915, agli innovativi ritratti di Wanda Wulz, alla realtà manicomiale documentata da Gianni Berengo Gardin nel 1968, fino alla fotografia di moda di Ferdinando Scianna e allo studio del tessuto urbano condotto da Gabriele Basilico.
Dall’autoritratto al reportage di guerra, dai primi tentativi di fotogiornalismo alle testimonianze visive di una società che cambia, Mauro intreccia così l’evoluzione della ricerca fotografica e la storia del nostro paese attraverso le opere di alcuni tra gli autori italiani più significativi di tutti i tempi.
Mezzo di espressione, pratica artistica, strumento di denuncia; nel racconto appassionante di Alessandra Mauro la fotografia si rivela testimone ineguagliata del nostro passato.
mercoledì, luglio 29, 2026
LIBRO: "Chiamami adulto. Come stare in relazione con gli adolescenti" di Matteo Lancini
martedì, luglio 28, 2026
LIBRO: "Dalla parte del suolo. L'ecosistema invisibile" di Paolo Pileri
lunedì, luglio 27, 2026
La pace, sostantivo femminile. Il pensiero femminista come fondamento dell’etica nonviolenta e della cura dell’umano di Laura Tussi
Nel panorama del pensiero critico contemporaneo, il contributo teorico e pratico dei movimenti femministi rappresenta una delle trasformazioni più profonde nella comprensione dell’essere umano e delle sue forme di convivenza. Lungi dall’essere una mera istanza rivendicativa di settore, il femminismo si declina come un’autentica ermeneutica dell’esistenza, capace di disvelare la complessità delle relazioni sociali, di ridefinire il concetto di democrazia e di offrire una nuova grammatica epistemologica.
Alla base di questa riflessione vi è il riconoscimento che l’umanità non si costituisce come un blocco omogeneo e astratto, bensì come un insieme plurale di soggettività, ciascuna portatrice di una singolarità irriducibile. Il principio di uguaglianza nei diritti non viene dunque concepito in termini di omologazione, ma come un’istanza che trae forza proprio dalla valorizzazione delle differenze. In questa prospettiva, il corpo cessa di essere un mero supporto biologico per diventare il luogo primario dell’esperienza, del sapere e dell’azione politica. Riconoscere che noi siamo i nostri corpi significa radicare la conoscenza e la politica nella concretezza della vita materiale, superando quel dualismo cartesiano che, per secoli, ha subordinato il sensibile all’astratto.
L’intuizione secondo cui la sfera personale e quella politica non sono separate da un abisso rappresenta un altro pilastro fondamentale di questo paradigma. L’esperienza individuale non è mai privata nel senso di isolata dal contesto sociale; al contrario, le strutture di potere plasmano il quotidiano, l’intimità e le relazioni interpersonali. L’atto di partire da sé non è, quindi, un esercizio egocentrico, ma una metodologia intellettuale e politica che consente di decostruire le narrazioni universalistiche e neutrali – quasi sempre espressione dell’egemonia patriarcale – per approdare a un autentico incontro con l’altro. La pluralità e la relazione emergono così come le modalità ontologiche proprie dell’umanità: l’individuo non preesiste alla relazione, ma si costituisce attraverso di essa.
Questa consapevolezza relazionale porta con sé una decisa critica strutturale a tutte le forme di autoritarismo, militarismo e dogmatismo, individuate come espressioni di una logica di dominazione che trova una delle sue principali radici storicamente determinate nel maschilismo e nel patriarcato. L’organizzazione sociale fondata sulla sopraffazione viene così messa radicalmente in discussione: la violenza non è un elemento ineludibile della natura umana, ma il prodotto di modelli culturali e istituzionali oppressivi. Di conseguenza, il femminismo si configura come una delle più alte espressioni storiche della nonviolenza, la sua corrente più vitale e trasformativa. La nonviolenza femminista non si risolve in una passiva astensione dal conflitto, ma nell’esercizio attivo della compassione, dell’ascolto e della cura come strumenti fondamentali di liberazione.
Il compito comune che ne deriva supera i confini tradizionali della politica formale per abbracciare un’etica della responsabilità globale. Generare e proteggere la vita, prendersi cura delle persone e della biosfera, opporsi a ogni forma di sfruttamento, umiliazione e devastazione ecologica diventano imperativi strettamente interconnessi. La lotta contro l’oppressione umana e quella per la salvaguardia del pianeta condividono la medesima urgenza etica e la stessa radice critica.
In ultima analisi, parlare di femminismo al singolare rischia di oscurare la ricchezza di un autentico arcipelago di prospettive. È più corretto declinare il termine al plurale, riconoscendo la pluralità dei pensieri e dei movimenti delle donne che hanno saputo, nel tempo, rinnovare il senso della liberazione collettiva. Questo percorso di autocoscienza continua a offrire all’umanità non solo gli strumenti per denunciare l’ingiustizia, ma soprattutto un orizzonte di senso nel quale la compassione, la cura e il rispetto per la vita diventano le fondamenta di una nuova civiltà.
domenica, luglio 26, 2026
LIBRO:" L'omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna (1979-1980)" di Miguel Gotor
sabato, luglio 25, 2026
PEACE WALK: un pellegrinaggio collettivo europeo per la PACE, fino a Gerusalemme. Unisciti anche tu, magari solo per un giorno...
Se non sai cosa fare, cammina.
La Peacewalk è un pellegrinaggio collettivo per la pace—un
viaggio attraverso l'Europa fino ad Al-Quds/Gerusalemme, seguendo la JERUSALEM WAY,
il cammino di pace più lungo al mondo.
In un periodo di profonda divisione e conflitto, la
Peacewalk unisce persone di culture, religioni e nazioni per camminare fianco a
fianco. È un atto sia simbolico che pratico: un modo per incarnare la pace,
imparare da chi la costruisce sul campo e sostenere iniziative che mantengono
viva la speranza.
La passeggiata per la pace è più di un viaggio fisico, è una
scuola per la pace, un festival itinerante e una campagna di raccolta fondi.
Per maggiori informazioni: Peacewalk
Una scuola per la pace: Camminare con i costruttori di pace palestinesi e israeliani di base, imparando dal loro coraggio e dalla loro saggezza.
Un festival itinerante: Con arte, musica e incontri culturali lungo il percorso. Vorresti organizzare un festival lungo la strada? Contattaci.
Una campagna di raccolta fondi: Non puoi camminare con noi? Puoi comunque fare la differenza. Il vostro sostegno aiuta a finanziare iniziative essenziali per la pace e mantiene viva la visione della Peacewalk in tutta la regione.
Il cammino è iniziato il 31 Gennaio 2026 in Spagna a Finisterra e da altre città d'Europa hanno già iniziato a camminare. In Italia partirà da Vicenza il 19 Agosto per arrivare a poi a Trieste dove si unirà ad altri cammini. L'arrivo a Gerusalemme è previsto per Maggio 2027. Itinerari – Peacewalk
venerdì, luglio 24, 2026
Parole O_Stili: lo scroll compulsivo del telefono
giovedì, luglio 23, 2026
LIBRO: "AAA Cercasi" di Sarah Zambello (Autrice) e Cristina Portolano (Illustratrice)
Annunci illustrati alla ricerca di madri e figlie perfette. «Cercasi madre che non si arrabbi mai» o «Cercasi figlia umile causa esaurimento di scorte di pazienza». Fino ad arrivare a «Cedesi mamma, la regalo a chi se la viene a prendere!».
Dalle prime pagine in cui le schermaglie di annunci indicano un conflitto aperto e il desiderio di sbarazzarsi l’una dell’altra, gli annunci man mano cambiano raccontando una cessazione delle ostilità e un desiderio di entrambe di avvicinarsi, fino ad arrivare a un accordo in cui si contemplano meno pretese e molti abbracci.
mercoledì, luglio 22, 2026
LIBRO: "Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica" di Carlo Bonini e Franco Gabrielli
La sicurezza è diventata il terreno su cui questa destra ha costruito egemonia politica. Un campo simbolico e materiale abbandonato troppo a lungo dalle forze progressiste, consegnato a una narrazione semplificata, muscolare, fondata sulla paura e sulla costruzione del nemico. Ma è davvero inevitabile che sicurezza significhi repressione, esclusione, riduzione dei diritti?
Attraversando i nodi più controversi del presente – migrazioni, città, ordine pubblico, carcere, uso della forza, cybersicurezza –, questo libro smonta il paradigma securitario dominante e ne mostra le contraddizioni: una macchina politica che promette sicurezza ma produce insicurezza, che moltiplica le norme senza risolvere i problemi, che divide la società mentre pretende di difenderla.
Contro la paura è insieme un’analisi e un manifesto. Un atto d’accusa verso le politiche delle destre di governo, ma anche verso le ambiguità di un campo progressista che ha rinunciato a elaborare una propria idea di sicurezza. Qui prende forma un’alternativa: una sicurezza democratica e relazionale, fondata sulla responsabilità pubblica, sulla trasparenza, sulla prevenzione e sulla capacità di tenere insieme le persone invece di contrapporle.
Perché la vera sfida non è scegliere tra sicurezza e libertà. È costruire una sicurezza che non le metta mai in alternativa.