mercoledì, aprile 29, 2026

LIBRO " Denaro al femminile: una sfida possibile. Storie di donne al vertice della finanza: un viaggio tra stereotipi, conquiste e nuove visioni" di Chiara Galgani e Valeria Santoro

Perché oggi le donne fanno ancora fatica a parlare di denaro e a gestirlo con sicurezza? 
Le ragioni vengono da lontano. 
Per secoli il denaro è stato territorio maschile: gestirlo significa avere potere. 
E per molto tempo il potere è stato un privilegio degli uomini. 
Non è solo una questione culturale: è un meccanismo di controllo.
Chi possiede il denaro detta le regole.

Così generazioni di donne sono cresciute nella convinzione che finanza e soldi non fossero cose di cui dovevano occuparsi, considerandosi incapaci di decidere delle proprie risorse.
Molti pregiudizi sopravvivono ancora oggi: “troppo emotive”, “insicure”, “poco portate per i numeri”, convinzioni che limitano autonomia, scelte e libertà, e alimentano la vulnerabilità alla violenza economica.
Il rapporto tra le donne e il denaro può essere cambiato?
Vincere la sfida è possibile e questo libro si propone di ribaltare la narrazione. Otto donne, manager ai vertici della finanza, raccontano il loro rapporto con il denaro. Le loro storie dimostrano che le competenze economiche non sono né maschili né femminili: si imparano. E che l’educazione finanziaria, se coltivata fin da giovani, è uno strumento di emancipazione potente e concreto. Questo saggio si rivolge a chi crede che l’empowerment femminile passi anche da qui: dalla gestione consapevole del proprio denaro. Attraverso testimonianze e dati, è un invito a superare i luoghi comuni e a riconoscere nell’autonomia finanziaria la chiave della libertà.
Perché solo chi sa gestire il denaro può scegliere. E solo chi può scegliere, è davvero libera.

Chiara Galgani lavora da 25 anni nell’ambito della comunicazione d’impresa e delle relazioni media. È docente di ufficio stampa e comunicazione finanziaria all’Università Tor Vergata.

Valeria Santoro, giornalista professionista dal 2003, lavora a Milano Finanza Newswires, l’agenzia di Class Editori dove da 20 anni si occupa di banche, assicurazioni e dei principali temi di politica economica.

Nel 2023 hanno pubblicato con Francoangeli il saggio Leadership femminile. Esiste davvero?

lunedì, aprile 27, 2026

Parole O_Stili: ALE' - Il tifo che scegliamo. Le parole che scegliamo cambiano il gioco. Diamo l'esempio

 
C’è un momento, durante una partita, in cui le parole arrivano prima del pensiero. Un errore. Un fischio. Un’azione mancata. E lì, in quel momento, si decide molto più del risultato: si decide che tipo di persone vogliamo essere mentre tifiamo; che tipo di sport stiamo costruendo.
Perché il tifo non è mai solo tifo.
È linguaggio. È relazione. È esempio.
ALÈ - Piccolo glossario del tifo positivo nasce così: mettendo al centro le parole. 
Durante il progetto “Diamo l’esempio”, costruito insieme a Inter, abbiamo lavorato con ragazze e ragazzi del Settore Giovanile: a partire dalla cornice offerta dal nostro Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport, abbiamo ascoltato le loro voci e raccolto le parole che sentono in campo, sugli spalti, nei commenti. E poi abbiamo fatto una cosa semplice: le abbiamo guardate da vicino, per capire quale effetto producono, davveroALÈ. Il tifo che scegliamo | Parole O_Stili

































domenica, aprile 26, 2026

25 Aprile: Restare Umani alla manifestazione della Festa della Liberazione 2026 a Paderno Dugnano - 2

 
Un ringraziamento speciale ai fotografi!

Vogliamo e chiediamo sempre:

LIBERTA' GIUSTIZIA, PACE e DEMOCRAZIA

per TUTTI, in TUTTO il MONDO










PACE e DIRITTI: una scritta per formare una simbolica barriera di civiltà

Viviamo tempi di incertezza e di conflitti, e assistiamo all’avanzare di tendenze a primati nazionalistici, 
di azioni spinte dalla forza economica e militare. Molti valori in cui credevamo appaiono svuotati e sminuiti. Spesso il linguaggio riflette questo stato di cose e comunica aggressività, volontà di prevalere sull’altro.
L’installazione che è stata collocata il 25 aprile in Largo Murani a Milano ed intende invitare a una resistenza gentile a tutto questo. È composta da due parole fondamentali e inscindibili: 

PACE e DIRITTI

Ornate di fiori ideali, queste parole formeranno 
una simbolica barriera di civiltà 
che oggi più che mai è necessario continuare a costruire.

L'Associazione Restare Umani invita tutte le Associazioni locali a creare ed installare anche a Paderno Dugnano una scritta analoga


Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa dell’Università di Salamanca


 

sabato, aprile 25, 2026

25 Aprile: Restare Umani alla manifestazione della Festa della Liberazione 2026 a Paderno Dugnano

 

Buona Festa della Liberazione a TUTTE e TUTTI

Grazie a tutti i fotografi che hanno contribuito a questa collezione

Vogliamo 

LIBERTA' GIUSTIZIA, PACE e DEMOCRAZIA

per TUTTI, in TUTTO il MONDO















25 aprile: l’appello del Presidente Mattarella. Pace nel ricordo della Liberazione. No alla legge del più forte

 
Da il Corriere della Sera del 24 Aprile 2026

Per celebrare il 25 Aprile degli ottant’anni della Repubblica il capo dello Stato ha scelto San Severino Marche, medaglia d’oro per la Resistenza. Sergio Mattarella lancia un appello alla «coesione nazionale» dall’antico borgo marchigiano, che fu assediato da reparti nazisti e fascisti e strenuamente difeso dai partigiani del Battaglione Mario. 

Una cerimonia altamente simbolica. Un momento di «riflessione collettiva» e un richiamo a tutti gli italiani, perché sappiano custodire, far vivere e trasmettere alle giovani generazioni quel «patrimonio» morale che l’Italia conquistò con la guerra di Liberazione, «riscatto morale e civile di un popolo». 

Una straordinaria stagione di impegno civile, nata da uno «slancio delle coscienze» e «decisiva» per il destino del Paese.

Libertà, giustizia, pace, democrazia


In nome di questi quattro valori conquistati «a caro prezzo», espressione della Resistenza «all’oppressione nazifascista» e fondamento della Repubblica, Mattarella rilancia uno dei pilastri della Costituzione. 

«L’Italia ripudia la guerra», è scolpito all’articolo 11 e il presidente lo declina così: «Nel ricordare il sacrificio di quanti hanno combattuto per restituirci la libertà, ribadiamo l’impegno della Repubblica italiana in favore della pace, del rispetto dei diritti umani, della costruzione di società nazionali e internazionali più giuste e solidali». Princìpi che fanno da architrave di ogni discorso del capo dello Stato in questa fase segnata da «conflitti, tensioni, profonda instabilità».

Nel Salone delle Feste al Quirinale il presidente ha incontrato le associazioni d’arma, partigiane e combattentistiche in occasione dell’81° anniversario della Liberazione. Le ha ringraziate in quanto «custodi della memoria» di quanti hanno sacrificato la vita «per restituire alla Patria onore e libertà». 

E ha rinnovato il «fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria, quale che ne sia la matrice ideologica o il preteso riferimento religioso che la ispiri». 


Il no alla guerra e ai totalitarismi e il «coraggio dimostrato da donne e uomini» nella lotta di Liberazione in difesa della dignità di ogni essere umano sono un patrimonio non scontato. 

Che oggi, alla luce delle bombe, dei missili che infuocano il Medio Oriente e l’Ucraina, assume «un significato ancora più intenso». 

Durante la cerimonia il presidente non cita nomi, né luoghi, ma ricorda come la dignità umana venga calpestata in troppe parti del mondo, sottolinea come «la violenza di guerre ingiustificabili» colpisca indiscriminatamente le popolazioni civili e definisce «scandalosi» questi scenari di morte


Uomini, donne, bambini privati di un futuro, costretti a vivere «in contesti di guerra» e «sotto il gioco di regimi autoritari». E qui il presidente condanna «il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte». 

Trump? Putin? Netanyahu? Niente nomi. Il riferimento è a tutti i leader, a tutti i Paesi, a tutti i gruppi terroristici che seminano «lutti e distruzioni», scatenando conflitti permanenti e inasprendo la «condizione di barbarie nella vita internazionale» che scorre ogni giorno sotto i nostri occhi.

Le immagini che arrivano da Gaza, dall’Iran, dal Libano, dall’Ucraina o dall’Africa ci ricordano quanto è prezioso ciò che abbiamo conquistato: «Libertà e pace non sono un dato acquisito una volta per tutte, si tratta di beni resi fragili dalla dissennatezza e che richiedono consapevolezza e impegno»

È un richiamo alto e forte a difendere questo patrimonio ogni giorno ed è un monito agli italiani, alle istituzioni e alle forze politiche, nel nome della Costituzione, della Resistenza e della Liberazione. 

Mattarella lo rilancerà con forza dal palco di San Severino, dove l’attore Neri Marcorè, sulle note di Daniele Di Bonaventura, leggerà un brano di Giorgio Bocca e stralci di lettere di addio di partigiani marchigiani.


Viva la Liberazione.

Viva la Repubblica.

QUI il discorso integrale: Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'incontro con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma