- il benessere petrolifero degli anni Settanta,
- la crisi del Viernes Negro del 1983,
- la «década perdida» dominata da austerità e corruzione,
- il trauma del Caracazo
- e infine l'avvento del chavismo, tra utopia rivoluzionaria e fallimento dello Stato.
Restare Umani
Circolo Culturale di Paderno Dugnano
lunedì, febbraio 23, 2026
LIBRO: "Missione impossibile: Il superconsulente che tentò di salvare il suo Paese" di Sergio Luciano
domenica, febbraio 22, 2026
LIBRO: "Sopravvivere nell'era dell'intelligenza artificiale" di Walter Ferri
sabato, febbraio 21, 2026
Tassa Zucman: in Francia l'imposta sugli ultra-ricchi sta diventando una proposta concreta
La misura prevede un’imposta del 2% sui patrimoni superiori ai 100 milioni di euro, che colpirebbe solo 1.800 contribuenti e potrebbe garantire 20 miliardi di euro annui allo stato, riducendo deficit e debito
Un minimo sforzo per pochissimi, con risvolti positivi per tutta la popolazione
In Francia, il Primo Ministro Lecornu nel tentativo (comunque complicato) di sperare di restare in sella al governo, obbligato dalle proteste dei cittadini a non aumentare il gravio fiscale sulla gran parte dei Francesi, si è visto suo malgrado obbligato a riflettere su un prelievo ad hoc sugli ultra-ricchi che risiedono in Francia.
La tassa Zucman, insomma, è entrata nel vivo del dibattito politico. Si tratta in realtà di un prelievo decisamente contenuto, pari a appena il 2%, che come base imponibile prevede unicamente i patrimoni che superano i 100 milioni di euro.
In termini concreti, a essere tassati sarebbero soltanto 1.800 contribuenti.
Persone che però sono talmente ricche da far sì che, secondo i calcoli dello stesso Zucman, il gettito fiscale per lo stato francese potrebbe raggiungere i 20 miliardi di euro all’anno.
Quanto basta, dunque, per dimezzare lo sforzo richiesto alla popolazione francese per ridurre deficit e debito pubblico.
Prenderebbe la forma di un’addizionale: si andrebbe cioè a sommare al totale delle imposta già versate, qualora queste siano inferiori al 2%. Già, perché le pratiche di “ottimizzazione fiscale” presentano talmente tanti rivoli e scappatoie legali da permettere a chi guadagna cifre enormi di pagare tasse infinitamente inferiori a chi percepisce uno stipendio normale.
L’idea è quella di un’aliquota all’1,3% che colpisca l’1% dei contribuenti, circa 500.000 ultramilionari e miliardari.
Ci sarebbero più soldi per la Salute pubblica, l'istruzione, i servizi sociali
venerdì, febbraio 20, 2026
LIBRO: "Anche i cani a volte volano. Storie di animali per tornare umani" di Dacia Maraini
Dacia Maraini ha sempre scritto del suo rapporto speciale con i nostri «fratelli» del mondo animale.
giovedì, febbraio 19, 2026
SPETTACOLO: "Tra le spine di una rosa - nell'80° anniversario del voto alle donne" Cinema Metropolis - Mercoledì 4 Marzo ore 20.45
Emergono storie di donne spesso trascurate dalla storia ufficiale, che hanno lottato e lottano ancora oggi contro dittature, violenze, guerre, difficoltà, talvolta a costo della vita, giocando un ruolo fondamentale nella difesa della libertà e dei diritti umani.
Il concerto prevede l'alternanza di canti eseguiti dal coro Storie, Canti, Fogli Volanti con accompagnamento di un ensemble strumentale e di letture, poesie, testimonianze, immagini.
mercoledì, febbraio 18, 2026
Remigration, la risposta viene dai dati
Lombardia: 1,2 milioni di stranieri, il 12,1% dei residenti
La Lombardia concentra quasi un quarto della popolazione straniera nazionale: oltre 1,2 milioni di persone, il 12,1% dei residenti regionali.
Gli stranieri sono più giovani, fanno più figli, sono più precari e hanno salari più bassi
Sul versante demografico, la popolazione straniera è mediamente più giovane: in provincia di Varese il 52,9% è composta da donne e il saldo naturale è positivo, con oltre 800 nascite nel solo 2024, a fronte di un saldo naturale fortemente negativo della popolazione italiana.
Un dato che incide direttamente su scuola, servizi educativi e politiche sociali.
Il rapporto evidenzia anche il ruolo centrale del lavoro.
In Lombardia gli occupati stranieri sono oltre 600 mila, pari al 13,2% del totale, concentrati nei settori a maggiore precarietà e più bassi livelli salariali.
Una condizione che produce maggiore esposizione al bisogno di welfare e alimenta conflitti redistributivi sui territori.
Non solo immigrati: Lombardia prima regione italiana per espatri, oltre 22.000 nel solo 2024
Un doppio movimento che interroga il modello di sviluppo, i salari e le opportunità offerte dal territorio.
Il peso delle politiche migratorie ricade in larga misura sui Comuni.
Da un lato le difficoltà legate a scuola, welfare e sicurezza urbana; dall’altro il ruolo dei servizi educativi, dello sport e delle politiche abitative come strumenti di inclusione e prevenzione dei conflitti.
Al centro del problema anche la gestione dei minori stranieri non accompagnati e la carenza di risorse statali a sostegno degli enti locali.
Per tenere insieme i diversi aspetti è necessaria una visione di lungo periodo.
La sicurezza non si costruisce solo con la repressione, ma con la coesione sociale e l’integrazione.
Solo nella parità di trattamento, nel contrasto allo sfruttamento e nel rafforzamento del welfare universale è possibile trovare la soluzione per evitare dumping salariale, guerre tra poveri e nuove fratture sociali.
martedì, febbraio 17, 2026
LIBRO: "In punta di piedi" di Giuseppe Remuzzi
lunedì, febbraio 16, 2026
L’Avana è in difficoltà e sempre più isolata
domenica, febbraio 15, 2026
MOSTRA: HeART of GAZA - il cuore di GAZA - mostra di disegni dei bambini di GAZA - dal 16 al 28 Febbraio 2026 - Tilane
STRUGGENTE
Inaugurata ieri, sabato 14 febbraio 2026 alle Tilane, la mostra "HeART of GAZA" strappa almeno una lacrima. Pensare a dei bambini costretti a vivere in mezzo alle macerie delle loro case, delle loro scuole, senza più uno dei loro giocattoli strappa davvero una lacrima.
Sarà visitabile dal 16 al 28 Febbraio 2026 alle Tilane
Il pensiero va ai nostri figli, i nostri nipoti nelle loro condizioni...
Eppure, con il progetto "HeART of GAZA" il "Cuore di GAZA" che diventa "Arte di GAZA", l'arte dei bambini di GAZA, che nonostante il degrado che li circonda, sotto una tenda, i bambini si ritrovano a disegnare.
Disegnano i loro ricordi, i loro sogni andati in fumo come le loro case, le loro amicizie, in alcuni casi morte sotto le bombe.
Disegnano il loro presente, grigio: grigie le case, grigio il cielo pieno di fumo, grigio il terreno senza più prati, grigie come le protesi che saranno costretti a portare per tutta la vita (quando ci sono...)
Disegnano il futuro, come solo i bambini sanno fare, sperando che qualcuno li aiuti e si ricordi ancora di loro dopo che le TV smettono di trasmettere le immagini del degrado in cui sono costretti a vivere.
Il progetto di "HeART of GAZA", è un progetto internazionale, che partendo da una mostra itinerante in Italia e in Europa, ha l'obiettivo di tenere vivo l'interesse per la popolazione palestinese, ma anche di raccogliere fondi per l'acquisto di matite colorate, di fogli di carta, di tende, affinché il numero questi punti di incontro possano aumentare (attualmente sono 17).
"HeArt of Gaza", la mostra che sta facendo il giro dell'Italia e del mondo
Punti di incontro per questi bambini "sfortunati (?!)" che per alcune ore possono vedere ancora dei colori e pensare colorato al loro futuro.
HeART of Gaza | Chuffed | Non-profit charity and social enterprise fundraising