da "Il Corriere della Sera" del 5 Novembre 2026
In Carolina del Sud la pediatra Annie Andrews ha strappato ai repubblicani un seggio al Senato. Nessuna donna era mai stata eletta a rappresentare lo Stato alla Camera alta.
Queste elezioni di midterm hanno infranto più di un soffitto di cristallo. Il più alto, quello della Casa Bianca, è ancora intatto. Gli elettori dell’Ohio avevano conosciuto Acton durante la pandemia, quando spiegava in tv le misure contro il Covid accanto al governatore repubblicano Mike DeWine. Il suo rivale Vivek Ramaswamy, imprenditore del biotech sostenuto da Donald Trump e JD Vance, le ha rinfacciato le chiusure di scuole e attività. A difenderla è stato proprio DeWine, che pure appoggiava il suo avversario. La responsabilità di quelle decisioni, ha ricordato, era sua. Ora Acton, che ha fatto campagna sul carovita e sull’accesso alle cure, prenderà il posto di DeWine. Sarà il suo primo incarico elettivo. Dal palco ha promesso di ascoltare anche chi non l’ha votata. «Oggi cominciamo a guarire».
Ad Atlanta, Bottoms ha raccontato di aver visitato il luogo dove riposa Betsy Peek, la sua trisavola, nata nel 1845, vent’anni prima dell’abolizione della schiavitù. «In un cimitero pieno di tombe senza nome, ho trovato la sua». Ha detto di non sapere che cosa Betsy sognasse per i figli, per i nipoti o per la generazione che non avrebbe mai conosciuto. «Ma so che poggio su spalle d’acciaio». L’ex sindaca ha riportato ai democratici un governatorato che non conquistavano dal 1998. Il rivale, il miliardario repubblicano Rick Jackson, ha investito più di cento milioni di dollari di tasca propria. Secondo i dati di ottobre citati dal Washington Post, la sua campagna aveva speso o prenotato oltre duecento milioni in pubblicità per le elezioni generali, contro circa un milione per quella di Bottoms. «Lui corre per diventare il governatore preferito di Trump. Io corro per diventare il vostro», aveva detto lei a un comizio con Barack Obama. La notte della vittoria è tornata sui soldi del rivale: «Non ci sarà mai abbastanza denaro per battere la forza della gente».
Haaland, del Pueblo di Laguna, aggiunge un altro primato a quelli della sua carriera. Nel 2018 è stata una delle prime due donne native americane elette al Congresso. Con Joe Biden è diventata la prima persona indigena a entrare nel governo federale, come segretaria all’Interno.
Andrews ha battuto Darline Graham, nominata al Senato dopo la morte del fratello Lindsey. La Carolina del Sud non eleggeva un democratico alla Camera alta dal 1998. La pediatra ha fatto campagna sul costo delle cure e sulla lotta alla corruzione. «Questo seggio non appartiene a una famiglia, a un partito o a Washington ma a voi tutti», ha detto ai sostenitori.
In Texas, Hinojosa, avvocata, 52 anni, ha sconfitto Greg Abbott, che cercava un quarto mandato. Ha raccontato di essere entrata in politica quando ha visto minacciata la scuola pubblica di suo figlio. Si è candidata al consiglio scolastico, poi è arrivata alla Camera statale. La notte della vittoria ha promesso di rimuovere già il primo giorno Mike Morath, il responsabile dell’istruzione pubblica del Texas. Poi ha ricordato quello che le diceva sua nonna a Brownsville, nella valle del Rio Grande. «No te dejes». Lo ha spiegato a chi la ascoltava: «Sappi quanto vali e lotta per difenderlo». Tante donne latine del Texas, ha detto, sono cresciute sentendo quelle parole dalle madri e dalle nonne. «Quest’anno le abbiamo messe in pratica e abbiamo cambiato questo Stato».









