lunedì, novembre 02, 2026

La trasformazione del Villoresi. Partono i lavori nello storico canale per far fronte al clima che cambia


da  "Il Giorno - Monza Brianza" del 21 ottobre 2026

La trasformazione del Villoresi. Partono i lavori nello storico canale per far fronte al clima che cambia

Monza, l’obiettivo è migliorare l’efficienza del sistema idrico attraverso l’impermeabilizzazione. Sarà possibile convogliare maggiori quantitativi di acqua verso il Naviglio Martesana in periodi di siccità.
Il canale Villoresi si prepara a una profonda trasformazione. 
Sono iniziati ieri, a Monza, i lavori di risezionamento e impermeabilizzazione dello storico corso d’acqua artificiale che attraversa la città: un intervento strategico da circa 12 milioni di euro, destinato a migliorare l’efficienza del sistema idrico e a fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici. L’opera rientra nel più ampio progetto promosso dal Consorzio Est Ticino Villoresi sul tratto compreso tra Monza e Cassano d’Adda ed è finanziata attraverso il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (Pniissi), gestito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’obiettivo è duplice: limitare le perdite d’acqua e aumentare la capacità di trasporto del canale. Una volta conclusi gli interventi, sarà infatti possibile convogliare maggiori quantitativi idrici verso il Naviglio Martesana, garantendo una gestione più efficiente della risorsa, in un periodo storico segnato da siccità sempre più frequenti.

Il cantiere interessa il tratto urbano tra la zona di Triante, all’altezza di via Adigrat e via Col di Lana, e la zona di Cederna, poco oltre il ponte di via della Lovera. Qui saranno realizzate opere strutturali che modificheranno anche l’assetto del canale: è prevista la sopraelevazione delle sponde di circa 60 centimetri tra via Adigrat e via Solferino e il completo rifacimento delle sezioni idrauliche, che passeranno dalla forma trapezoidale a quella rettangolare.

I lavori riguarderanno inoltre gli attraversamenti di via Ghilini e via della Lovera, con la sostituzione delle paratoie e la realizzazione di una soglia di sostegno dei livelli idrici. Una soluzione che consentirà la cosiddetta “bacinizzazione“ del Villoresi, permettendo di alimentare le bocche di presa anche durante i periodi di maggiore scarsità d’acqua.

Accanto alle opere idrauliche, il progetto guarda all’innovazione. Sarà infatti predisposto un sistema di automazione e telecontrollo in grado di monitorare e gestire in tempo reale i flussi nel canale e nelle sue derivazioni, rendendo più efficace l’utilizzo della risorsa idrica.

L’intervento comporterà inevitabilmente alcune limitazioni alla viabilità lenta. Le alzaie pedonali e ciclabili saranno infatti chiuse nei tratti interessati dai lavori. Le prime interdizioni riguardano le porzioni comprese tra via della Lovera e via Buonarroti e tra via Buonarroti e via Valdossola. Dopo l’allestimento delle aree di cantiere e lo svuotamento del canale, le opere sono ora nella fase operativa. Gli interventi in alveo si concluderanno entro marzo.

domenica, novembre 01, 2026

FILM: "Giulio Regeni. Tutto il male del mondo" : Lunedì 9 Novembre 2026, ore 20.30 - Cinema Metropolis - Paderno Dugnano - Ingresso GRATUITO

 

Sono passati più di 10 anni dalla scomparsa e dal ritrovamento del corpo, martoriato, di Giulio Regeni. 

Il ricercatore italiano fu ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2015, in una vicenda che continua a rappresentare una ferita aperta e una richiesta di verità e giustizia ancora senza risposta.  

Nel gennaio 2026, esce per la prima volta  "Tutto il male del mondo”: un docufilm che non cerca consolazioni, ma insiste sulle domande e sulle responsabilità di un dramma che non ha ancora risposte. 

Il film su GIULIO REGENI 

viene riproposto a Paderno Dugnano 

il 9 Novembre Lunedì ore 20.45 al Cinema Metropolis

Il documentario ripercorre le tappe del sequestro di Giulio, avvenuto al Cairo nel gennaio 2016, le torture subite e il ritrovamento del corpo, senza vita, il 3 febbraio, ai margini della capitale egiziana.

Il film si colloca all’interno di un percorso di memoria pubblica alla quale i genitori hanno espresso gratitudine: "Grazie a chi ha impedito l'oblio. Cittadini e scorta mediatica hanno illuminato il cammino verso la verità". 


“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, è un docufilm diretto da Simone Manetti, viene riproposto  anche come risposta diretta dei produttori alla decisione del ministero della Cultura di escludere l’opera dai finanziamenti per il cinem.

Il film, prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, era stato distribuito come evento speciale il 2, 3 e 4 febbraio scorso, dopo un’anteprima a Fiumicello, il paese natale di Giulio Regeni, in occasione del decennale della sua uccisione. 
Il ricercatore italiano fu ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2015, in una vicenda che continua a rappresentare una ferita aperta e una richiesta di verità e giustizia ancora senza risposta.

“Ritornare in sala è la risposta migliore a chi vuole a tutti i costi che questo documentario sia una battaglia di una sola parte”, ha dichiarato Domenico Procacci, fondatore e produttore di Fandango. 

“I cinema sono luoghi democratici dove chiunque può capire, indignarsi e vedere con i propri occhi, al di là del credo politico, quello che è successo e sta succedendo riguardo a una vicenda che continua a chiedere verità e giustizia”. 

Procacci richiama anche le parole dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, insieme all’avvocata Alessandra Ballerini: 

“Giulio continua a fare cose. Tornare in sala con questo documentario è una di quelle”. 

“Il film ha trovato il suo pubblico, ha ricevuto un riconoscimento importante come il Nastro della Legalità e sarà presto trasmesso da broadcaster come Sky e Rai”, evidenziando come i risultati al botteghino abbiano confermato una forte attenzione, con numerose proiezioni sold out e il posizionamento tra i documentari più visti degli ultimi anni. 

Il progetto, realizzato assumendo un rischio produttivo significativo e senza certezze iniziali, nasce dalla volontà di raccontare una storia ritenuta di interesse collettivo. 

“La storia di Giulio riguarda tutti, non una parte”, aggiunge Mazzarotto, ribadendo l’intenzione di continuare a portare il documentario nelle sale, nelle università e in televisione per stimolare riflessione e consapevolezza.

Tra aprile e maggio, il documentario è stato proiettato in 76 università, coinvolgendo circa 15mila persone in due mesi di incontri e dibattiti dedicati al tema della libertà di ricerca. 

Il film è stato trasmesso il 5 maggio al Parlamento europeo di Bruxelles, ulteriore tappa di un lavoro che, tra sale cinematografiche, atenei e istituzioni, continua a tenere alta l’attenzione su una vicenda che resta simbolo di una battaglia per la verità.

Ora è arrivato anche al Cinema Metropolis di Paderno Dugnano, su iniziativa di alcuni partiti e liste civiche

Sesso spaziale


da "L'Internazionale" del 23 ottobre 2026

Mentre i miliardari e le agenzie spaziali progettano di colonizzare la Luna e Marte, paradossalmente la salute sessuale e riproduttiva degli astronauti e delle astronaute resta un tema quasi inesplorato, scrive Libération. 

Sappiamo dagli esperimenti sugli animali che una gravidanza in orbita è molto difficile e rischiosa a causa dell’assenza di gravità e delle radiazioni, che possono alterare il dna, favorire malformazioni e causare aborti. 

Avere rapporti sessuali inoltre è complicato: in assenza di peso se un corpo preme contro un altro, entrambe rimbalzano in direzioni opposte. A questo si aggiunge la mancanza di intimità e la diversa circolazione sanguigna che può, per esempio, rendere dolorosa l’erezione, perché il sangue può ristagnare nel pene. 

sabato, ottobre 31, 2026

LIBRO: "Fiamme americane. La nuova destra e la crisi d'identità degli Stati Uniti" di Federico Petroni con prefazione di Lucio Caracciolo


Perché l’America è andata in crisi fino a generare un movimento radicale come la nuova destra?
Quest’ultima è una galassia eterogenea di populisti, nazionalisti, cattolici postliberali e tecnocapitalisti, animati da vecchie e nuove idee spesso inconciliabili fra loro. 
A unirli, portando per ben due volte alla presidenza degli Stati Uniti un magnate come Trump, è una missione che rivela la difficoltà del momento storico dell’America: rovesciare il sistema per impedire la morte della nazione per sfinimento.

Una morte annunciata, secondo questi pensatori, dal fallimento dell’ideologia della globalizzazione e dei suoi tre pilastri: 

  • immigrazione di massa, 
  • accordi di libero scambio e 
  • politica estera espansiva. 

Nelle loro parole, l’impero divora la repubblica.

Fiamme americane è un viaggio alla ricerca delle ragioni che hanno svuotato l’egemonia degli Stati Uniti, scatenando la reazione della nuova destra.

Un viaggio che muove da una domanda inevitabile: perché, nel cuore della maggiore potenza politica e militare del pianeta, si è fatta strada l’idea che la sua missione non sia più rifare daccapo il mondo, ma salvare sé stessa dallo schianto?

venerdì, ottobre 30, 2026

Molto interessante l'incontro sulla "Criminalità Minorile" che si è tenuto ieri sera (29/10) all'Auditorium Tilane

 
L'argomento è sicuramente di attualità, ma la prima domanda che è stata posta da Roberto Cornelli  all'incontro "Criminalità Minorile" organizzato da Sinistra per Paderno Dugnano Giovedì 29 ottobre è :

  • Il problema  SICUREZZA esiste davvero?
  • E' da associare all'aumento della presenza di STRANIERI in Italia?
Roberto Cornelli è criminologo del CRIMePO (Centro di Ricerca in Criminologia e Politiche Pubbliche dell'Università degli Studi di Milano) e per rispondere alle domande  ha mostrato un semplice grafico, quello ripostato sopra.

Mentre gli stranieri aumentano, la criminalità in Italia diminuisce, costantemente, si può dire dal dopoguerra ad oggi. Anzi è la più bassa d'Europa !

QUINDI?  Quindi il problema della criminalità è un falso problema, ingigantito dal continuo martellio dell'informazione dei social.

Giansandro Barzagli, dell'Associazione NonUnoDiMeno scuole popolari, ha ribadito l'importanza dell'educazione. 
Dall'anno scorso alla scuola Gramsci NUDM organizza corsi di italiano per ragazzi  NAI (Neo Arrivati in Italia) e che quest'anno si estenderanno alla scuola Curiel per venire in aiuto ai ragazzi dagli 11 ai 18 anni (anche italiani), per contrastare l'abbandono scolastico, la povertà educativa e culturale a ragazzi dagli 11 ai 18 anni. Associazione NonUnodiMeno

Fiorenza Melani, psicologa clinica e Matteo Spinelli dell'Associazione DuePuntiACapo  Associazione duepuntiacapo hanno confermato il bisogno di aiuto e sostegno ai ragazzi e la difficoltà di organizzare servizi adeguati per la mancanza di fondi.





Nonostante i dati NON mostrino un problema legato alla sicurezza, il malessere giovanile esiste, tra gli stranieri e tra gli italiani, acutizzato dall'uso dei social media, e non può essere risolto con Decreti Sicurezza o costruendo più carceri.

Famiglia, Scuola, Sanità, Educazione Sociale hanno un ruolo importante, devono intervenire, ma servono educatori, esperti, psicologi, servono fondi !

Per il governo sembra invece prioritario spendere soldi per armi, carceri, sicurezza piuttosto che aiutare le famiglie e gestire meglio la scuola, la sanità, l'educazione sociale.



"Investire nella scuola per guardare al futuro" di Thomas Piketty


da "L'Internazionale" del 23 ottobre 2026 di Thomas Piketty, Le Monde, Francia

Da quando Emmanuel Macron è arrivato all’Eliseo la spesa per studente è diminuita del 20 per cento. Aumentare le risorse per l’istruzione deve diventare una questione centrale.

Il movimento di studenti segna il tramonto della politica del presidente Emmanuel Macron. I ragazzi e le ragazze chiedono una cosa semplice: risorse per formarsi e accedere a un’istruzione di qualità. Nel fare questo, puntano il dito contro quello che è probabilmente il fallimento più palese del governo in carica: una riduzione catastrofica e senza precedenti della spesa per studente, calata del 20 per cento dal 2017.

Con una buona dose di malafede, ogni tanto il governo si mette a sbandierare che il bilancio nominale dell’istruzione superiore è aumentato da 13,3 miliardi a 15,5 miliardi di euro tra il 2017 e il 2026 (un aumento del 17 per cento). È vero, peccato che nello stesso periodo l’inflazione è stata del 22 per cento, quindi lo stanziamento in realtà è diminuito del 5 per cento in termini reali. Aggiungiamo che il numero di studenti è passato da 2,6 milioni a più di tre milioni, cioè un aumento del 15 per cento. 

Conclusione: la quota stanziata per studente è diminuita di circa il 20 per cento.

Concretamente, questo significa che centinaia di migliaia di giovani hanno lavorato duramente per ottenere il diploma di maturità ma non è stato previsto niente per accoglierli nel sistema di istruzione superiore (in Francia la formazione dopo il diploma prevede non solo l’università, ma anche scuole professionalizzanti, istituti di specializzazione e altro). In particolare, il numero di diplomati usciti dagli istituti tecnici e professionali è aumentato notevolmente, ma i posti negli istituti universitari a indirizzo tecnico-professionale (Iut o Bts) non sono cresciuti altrettanto, così in molti si ritrovano assegnati a percorsi universitari sovraffollati e meno costosi, spesso inadeguati alle loro necessità e alle loro aspirazioni. 

Lo spreco umano ed economico è gigantesco, ed è il riflesso di un’idea profondamente diseguale e gerarchica del mondo. 

Per i macroniani la prosperità dei paesi dipende da una piccola minoranza di innovatori geniali e pionieri, gli altri sono pregati di attendere saggiamente che le ricchezze scendano a valle.

Ciliegina sulla torta: la carenza di posti nell’istruzione superiore è stata gestita in modo per niente trasparente, con un algoritmo incomprensibile (la piattaforma Parcoursup), nonostante gli appelli ripetuti di studenti, famiglie, insegnanti e ricercatori che chiedevano di cambiare il sistema. Tutto questo è avvenuto in un contesto segnato dal fallimento della riforma dei diplomi introdotta nel 2019 (con una scelta degli indirizzi più complessa, con effetti imprevedibili sul percorso successivo e orari pieni di buchi) e dalle disuguaglianze strutturali tra territori.

Disuguaglianze di classe

Il lavoro svolto dalla ricercatrice Asma Benheda a partire dalle buste paga mostra che la proporzione di insegnanti precari o a inizio carriera è appena del 10 per cento nei territori più privilegiati (Parigi e Hauts-de-Seine), mentre raggiunge il 50 per cento nei dipartimenti più poveri (come Seine-Saint-Denis e Val-de-Marne). 

Qui il salario medio nella scuola secondaria è in media del 20 per cento inferiore rispetto a zone più ricche, anche considerando le (magre) indennità versate a chi lavora nella cosiddetta educazione prioritaria, cioè nelle aree socialmente più svantaggiate.

Quando il ministro dell’istruzione Édouard Geffray fa il giro delle trasmissioni televisive dichiarando che la SeineSaint-Denis dispone di più risorse di Parigi, prendendo in considerazione solo la dimensione delle classi e ignorando del tutto il divario di retribuzione degli insegnanti, non fa onore al suo ruolo. La realtà è che le regioni svantaggiate hanno classi (poco) meno affollate e insegnanti (molto) meno formati ed esperti. Non è detto che in questo scambio finiscano per guadagnarci qualcosa.

Per giustificare le scarse risorse destinate all’istruzione, e in particolare la riduzione della spesa per studente, il governo e i suoi sostenitori spiegano che la Francia non ha i mezzi per investire di più. Nel dirlo commettono un doppio errore logico. 

È vero che il debito pubblico è passato dal 20 per cento del pil nel 1970 al 120 per cento di oggi. Ma nello stesso periodo i patrimoni privati sono aumentati molto di più, passando dal 300 per cento al 600 per cento del pil, con una concentrazione estrema nei grandi patrimoni finanziari. 

In altre parole, il patrimonio nazionale della Francia – somma del patrimonio pubblico e privato, al netto dei debiti pubblici e privati – non è mai stato così alto, non solo in termini assoluti, ma anche in percentuale del pil (che a sua volta non è mai stato così alto).

Errori storici

In altre parole ancora, la Francia non è mai stata così ricca: il problema da affrontare è solo una questione di redistribuzione. La situazione era molto più difficile nel 1945, quando il debito pubblico era più alto di oggi e i patrimoni privati erano dissanguati. Questo non impedì l’introduzione di un’imposta di solidarietà nazionale con aliquote di diverse decine di punti percentuali sui grandi patrimoni, che se applicata oggi potrebbe fruttare molto di più. Quelli che ripetono all’infinito che da queste politiche non verrebbe niente di concreto hanno decisamente un brutto rapporto con l’aritmetica, oltre che con la storia.

Il secondo errore è più grave. Tutti sanno che la spesa per istruzione e sanità aumenterà più velocemente del pil nei prossimi decenni. Alcuni sembrano pensare che si potrà finanziare con la spesa privata. Tuttavia, tutti gli elementi storici e comparativi che abbiamo a disposizione indicano al contrario che i settori pubblico, associativo e non profit producono risultati migliori rispetto alla logica capitalistica classica in molti settori, e in particolare nell’istruzione e nella sanità. 

Reinvestire oggi in questi settori non è solo una questione di uguaglianza tra territori e classi sociali. È anche una sfida centrale per fare un passo in più verso la demercificazione dell’economia, ma anche per costruire un altro modello di sviluppo. 

Speriamo che la mobilitazione in corso contribuisca a mettere questi temi al centro delle prossime scadenze elettorali.

giovedì, ottobre 29, 2026

Assaggi di teatro con Caminante - Martedì 12 Novembre 2026 a Rho


Martedì 12 novembre alle 21.15 al Mast, in via S. Martino 22, Rho (MI), 
la scuola di Teatro Caminante | Teatro selvaggio, 
con il patrocinio del Comune di Rho, 
organizza una serata per vivere il teatro in tutte le sue forme.

Ci sarà la possibilità di assistere a una breve performance di “Devised theatre”, una forma di teatro collaborativo a cura di ‘Nella selva’, il laboratorio permanente della scuola di Caminante |Teatro selvaggio.
Sarà inoltre proposto un breve assaggio di laboratorio teatrale per chi tra il pubblico avrà voglia di fare una breve esperienza, condotta dagli insegnanti di Caminante | Teatro selvaggio, e giocare con Il teatro.
Al termine , ci sarà un piccolo momento di convivialità e di confronto sull’esperienza della serata.

Iniziativa gratuita con prenotazione a caminanteaps@gmail.com oppure contattare il 351 634 8833

Victor Hugo diceva:
“Il Teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto la terra.
Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco”.

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Un percorso continuo per orientarsi nelle scritture poetiche contemporanee

Nuovi corsi in classe virtuale da ottobre 2026 a giugno 2027.

Per maggiori informazioni e iscrizioni: Corsi eventi edizioni | CentroScritture

   

mercoledì, ottobre 28, 2026

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LIBRO: " Adolescenti esplosivi. Disinnesca lo scontro, ritrova tuo figlio" di Stefano Rossi


Quando un figlio adolescente cambia pelle, anche il genitore è chiamato a rinnovare il suo sguardo. Dietro porte chiuse, silenzi che graffiano e parole affilate, può celarsi una domanda d’amore che ha smarrito la sua voce.

Stefano Rossi accompagna genitori e educatori nei coni d’ombra di questa età incandescente: non per spegnerla, ma per ascoltarla. E per scoprire che, proprio là dove il legame sembra incrinato, può nascere un nuovo modo di riconoscersi e ritrovarsi.

L’adolescenza non arriva in punta di piedi: divampa come un incendio. Il figlio che fino a ieri cercava abbracci e parole, oggi chiude la porta, risponde male, esplode per nulla o si ritira in un silenzio preoccupante. Per molti genitori lo smarrimento è profondo: “Dove ho sbagliato?”, “Perché mi tratta come un nemico?”, “Da dove viene questa ostilità?”.

Ma l’ira degli adolescenti non è solo maleducazione, provocazione o mancanza di regole. È il linguaggio ruvido di un cambiamento necessario: per nascere a se stesso, ogni figlio deve affrontare la separazione, incrinare il muro genitoriale, cercare la propria voce. Oggi, però, questo passaggio avviene in un tempo più inquieto: la nostra società ha smarrito valori e futuro, e spinge i ragazzi a fare mostra di sé, performare, essere vincenti a ogni costo.

Così alcuni adolescenti esplodono: attaccano, sfidano, trasgrediscono, trasformano la rabbia in una granata. Altri implodono: smettono di mangiare, di uscire, di andare a scuola, di credere in se stessi. Dietro l’ira di Achille si nasconde l’Urlo di Munch: la paura di non valere, non farcela, non trovare un posto nel mondo. La loro sofferenza, prima che psichiatrica, è emotiva ed esistenziale. E a volte li spinge verso sfide e conseguenze estreme.

Stefano Rossi, che da oltre vent’anni lavora occhi negli occhi con adolescenti feriti e difficili, offre a genitori, insegnanti e educatori una chiave potente per gestire il fuoco dei ragazzi senza spegnerne la carica vitale. Attraverso tre lenti – biologica, psicologica ed esistenziale – ci guida dentro la mente e il cuore adolescente: la miccia corta del cervello in trasformazione, la fame di autonomia, il bisogno di segretezza, il timore del fallimento, le trappole dei social, la società del coltello.

Un libro per distinguere la ribellione che fa crescere da quella che distrugge, per riconoscere il dolore nascosto dietro l’attacco e trovare parole, limiti e gesti capaci di disinnescare la guerra quotidiana.