Dopo essere diventato l'anno scorso un "Luogo del Cuore FAI", quest'anno si ripropone la Festa con un Programma molto interessante e con una nuova SORPRESA!
Leggete il Programma:
Circolo Culturale di Paderno Dugnano
Dopo essere diventato l'anno scorso un "Luogo del Cuore FAI", quest'anno si ripropone la Festa con un Programma molto interessante e con una nuova SORPRESA!
Leggete il Programma:
Viviamo nel tempo in cui una bufala fa il giro del mondo prima che una notizia vera si allacci le scarpe. Titoli urlati, screenshot ritagliati, audio manipolati, video generati dall'AI.
E noi? Spesso condividiamo prima di leggere. Come possiamo informarci?
Qui è riportato un estratto della guida, con tutte le fonti che Kathy legge ogni giorno, divise per tipologia, con il motivo per cui le legge. Le agenzie a cui è abbonata, i canali Telegram gratuiti per chi non può permettersi un abbonamento, i fact checker che usa quando una notizia le puzza, la stampa estera per uscire dalla bolla italiana.
E in fondo i 5 campanelli d'allarme per smascherare una fake news in trenta secondi, e i 4 passi pratici per verificare una notizia prima di condividerla.
Salvate questa guida. Mandatela a chi amate. Stampatela, se vi serve. È vostra
GRAZIE KATHY !
Facebook- Kathy La Torre - Come mi informo
Come riconoscere le fake news: fonti, metodo e 5 campanelli d'allarme – Wild Side Legal
Appuntamento in Giardino 2026 domenica 7 giugno a Villa Arconati - Parco delle Groane
Villa Arconati, storica villa di delizia nel nord di Milano e uno dei gioielli dell’architettura e della storia custoditi nel Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, partecipa anche quest’anno ad “Appuntamento in Giardino 2026”, la manifestazione promossa da APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia in collaborazione con il Ministero della Cultura italiano e il Ministère de la Culture français. L’appuntamento è per domenica 7 giugno.
L’iniziativa, che si svolge in contemporanea con “Rendez-vous aux jardins” in oltre 20 Paesi europei, trasforma i giardini storici in una grande festa diffusa dedicata alla loro valorizzazione.
Il tema dell’edizione 2026 è “La Vista”, uno sguardo nuovo e consapevole sui giardini, sulla loro storia e sulla loro capacità di sorprendere.
Per l’occasione, la Fondazione Augusto Rancilio propone un ricco programma di visite e attività per vivere il Giardino monumentale di Villa Arconati, la cosiddetta “piccola Versailles di Milano”.
Un percorso di circa 90 minuti accompagna i visitatori tra le sale storiche del Palazzo e gli spazi più rappresentativi del Giardino all’italiana e alla francese. Le guide volontarie conducono alla scoperta di storia, arte e segreti di un luogo unico.
Tariffe:
Prenotazione consigliata: www.villaarconati-far.it
I visitatori possono vivere la Villa in autonomia, con biglietto giornaliero, proprio come gli ospiti dell’aristocrazia milanese del Settecento. Il Giardino offre spazi di sosta, prospettive scenografiche e atmosfere storiche da esplorare con calma per l’intera giornata.
Tariffe:
Nel Giardino monumentale prende vita un raffinato pic-nic regency ambientato nei primi decenni dell’Ottocento. I rievocatori dello Stato Maggiore Napoleonico di Santhià animeranno il parco con dame e gentiluomini in abiti d’epoca, raccontando usi, costumi e rituali della società regency.
All’interno della Sala Museo, spazio anche alle danze storiche a cura della Società di Danza Monza e Brianza, con la possibilità per il pubblico di assistere e partecipare.
La partecipazione alla rievocazione è gratuita, previo acquisto del biglietto d’ingresso (visita libera o guidata).
Per vivere il Giardino in modo immersivo è disponibile gratuitamente “Arconati Garden”, l’app ufficiale con contenuti multimediali, audioguide e percorsi interattivi. Una sezione speciale è dedicata alle famiglie con bambini, con una caccia al tesoro guidata da Argo, il pavone mascotte della Villa.
Villa Arconati – Fondazione Augusto Rancilio
Via Madonna Fametta, 1 – Castellazzo di Bollate (MI) info@fondazioneaugustorancilio.com
+39 02 3502217 | +39 393 8680934
www.villaarconati-far.it
Una nuova stagione di libertà e partecipazione. La mia Delia riscatta un'era di violenze domestiche.
Nel 1946 le donne italiane votarono per la prima volta. Fu
un momento che segnò l'inizio di una nuova stagione di libertà e partecipazione
punto non fu un traguardo semplice né immediato: arrivo grazie alla
perseveranza e il coraggio di quelle valorose attiviste nella vita sociale e
politica che avevano combattuto il nazifascismo e avrebbero poi contribuito a
redigere la nostra Costituzione, di donne e uomini che, per affermare la
propria dignità e i propri diritti, avevano lottato duramente, pagando spesso
un prezzo altissimo, a volte con la vita.
La coscienza di poter contare
Proviamo a immaginare cosa abbia significato, per una donna
di allora, prendere coscienza di avere il diritto di contare, di sapere che ciò
che fino a poco prima le era proibito, era finalmente diventato possibile punto
con quale emozione avranno vissuto quel momento le donne comuni, quelle piegate
dal lavoro fin dall'infanzia, destinate, nei casi migliori, a una vita di
obbedienza, definite quasi esclusivamente dal loro ruolo di madri e mogli
virgole indottrinate alla sottomissione e convinte di essere delle nullità?
Come una goccia nel mare?
Pensiamo a queste donne, che erano la maggioranza: quelle
che hanno partorito e cresciuto intere generazioni, che hanno contribuito a
ricostruire un Paese devastato dalla guerra e che raramente sono state
ringraziate. Pensiamo a cosa abbia significato per loro essere convocate ad
esprimersi, a rendere visibile il proprio pensiero attraverso il voto e a
partecipare alle decisioni che riguardavano il futuro collettivo: si saranno
percepite come una goccia nel mare, o come parte attiva di qualcosa di più
grande?
Nel costruire, insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda,
una sceneggiatura per il cinema, una storia inventata, seppur ispirata da
esperienze reali, condivise da molte famiglie italiane e tramandate nel tempo
dalle nostre bisnonne, abbiamo immaginato l'odissea di Delia, una delle tante
donne qualunque che non hanno fatto la storia e non abbiamo ricordato,
costrette a una vita di prevaricazioni e violenze domestiche (condizione
peraltro tragicamente attuale è tuttora un'emergenza); il suo faticoso tragitto
verso quel giorno e, insieme il percorso interiore, altrettanto difficile, che
la conduce alla consapevolezza del proprio valore e del proprio ruolo nella
società.
Il ricordo di Anna Garofalo
La giornalista Anna Garofalo racconta così l'orgoglio e
l'emozione delle donne nel giorno delle prime votazioni politiche a cui presero
parte, il due 3 giugno 1946, chiamate a scegliere tra monarchia e Repubblica e
ad eleggere l’Assemblea Costituente: “ (…) le schede che ci arrivano a casa e
ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un'autorità silenziosa perentoria
punto le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del
pane”.
“(…) abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame,
ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una Crocetta
accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore punto si
vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di
stancarsi e molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione le
conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, da pari (…)
il suo sguardo restituisce la semplicità e la forza di quel
momento: l'attesa, la cura per un gesto nuovo, la consapevolezza silenziosa di
stare partecipando, per la prima volta, alla vita democratica del Paese.
Il referendum del 2 3 giugno del 1946 sancì la nascita della
Repubblica italiana. Si recarono alle urne 13 milioni di donne. Con
un'affluenza dell' 89,08% votarono circa 25 milioni di elettrici ed elettori.
Ora, lotta all'astensionismo
Oggi, vedere crescere l'astensionismo fa male, perché ci
ricorda quanto facilmente possiamo dimenticare il valore di ciò che abbiamo
ottenuto e quanto la disillusione del singolo debiliti la forza prorompente
della collettività. I diritti non sono intoccabili, ormai lo sappiamo, e la
storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo
possa cambiare, anche sul fronte delle libertà fondamentali. Per questo è
essenziale che le nuove generazioni riconoscano il valore dei loro diritti
punto perché siano pronti a difendere quelli che hanno ereditato, a combattere
per quelli che rivendicano e a preparare la strada di chi deve ancora nascere.
Il sicomoro ha visto tutto perché è sempre stato lì, custodisce questi cinquemila anni di storia e la memoria della sua terra. Perché le storie non scompaiono con le macerie: restano nelle radici, nelle parole e negli occhi di chi le ascolta. Finché qualcuno continuerà a raccontarle, e finché un bambino riuscirà a mettersi in salvo, Gaza non sarà mai cancellata per davvero.
Non sappiamo cosa ti succederà oggi, ma possiamo dirti come potresti dirlo meglio.
Segno per segno, un piccolo promemoria sulla comunicazione.
Nata nel 2011, dopo alcuni anni di interruzione, l'Associazione Culturale RESTARE UMANI ha ripreso
l’attività del 2023.
Restare Umani vuole sperimentare un nuovo approccio alla
promozione e produzione culturale padernese, per rispondere a una domanda che
non sempre viene colta.
Vogliamo guardare dentro, ma anche fuori dai confini di
Paderno Dugnano, per far emergere un’immagine padernese nuova, che nasce dal
confronto culturale presente nel nostro territorio e per stimolare i creativi
locali.
A Milano sono attive alcune delle più importanti Università,
centri di ricerca scientifica, istituzioni e fondazioni culturali d’Europa, e
qui si trova la massima concentrazione nazionale di produzione mediatica e di
contenuti informativi.
Paderno Dugnano deve accrescere la consapevolezza di far
parte di questo denso nodo metropolitano europeo attorno al quale gravitano
sette milioni di abitanti e che ovviamente rappresentano anche uno
straordinario bacino di utenza.
Proprio per questo l’ Associazione Culturale Restare
Umani ha scelto di non esaurire la sua iniziativa occupandosi di
una sola disciplina, ma si propone piuttosto come hub di temi e interessi
diversi, collaborando sinergicamente con singoli autori, creativi e
associazioni.
Tenere viva la memoria di una figlia persa tragicamente e in età ancora tenera, realizzando un qualcosa di concreto e utile per il prossimo.