domenica, agosto 09, 2026

GiULiA: Quante sono le giornaliste italiane a scrivere del mondo?

 

Rassegna sui generis: 11 - 16 maggio 2026 - una settimana di notizie scritte da donne 

Una settimana di notizie sui nostri media: come e quanto si parla di donne? E quante sono le donne a scrivere del mondo. 

GiULiA prosegue con il suo osservatorio sui giornali in ottica di genere.


Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, L’Avvenire, Domani, il Fatto quotidiano, Il Sole 24 ore, Qn, Il manifesto, Libero, La Verità, La Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Il Corriere dello sport.

Dall’11 al 16 maggio 2026
Firme  in prima pagina:  uomini 853 ;  donne 320
Editoriali, commenti, analisi:  uomini 165, donne 41
Interviste : uomini 224, donne 99

In una settimana che, come ormai da mesi se non da anni, porta in primo piano notizie di guerre, devastazioni, bombardamenti e deliri di onnipotenza di anziani e troppo potenti leader, vogliamo iniziare questa rassegna con una boccata di ossigeno e di speranza che viene da un mondo, quello del cinema. 

Che è virtuale, fantastico, ma dove si possono cogliere i segnali di una “resistenza femminile” intelligente che riflette, si interroga e non vuole cedere alla violenza. 

Violenza che c’è in tutti gli altri settori, economico, di cronaca, mediatico, come abbiamo ampiamente rilevato nella nostra lettura.  

Lasciamo alla fine la nota amara dello sport, un mondo tristemente misogino, che guarda alle donne solo se vincono ma che non le aiuta a vincere. 

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Esteri. Testimoni ma non protagoniste

Nella grande scena internazionale di questa settimana le donne compaiono molto raramente come protagoniste del potere. A decidere guerre, trattative, dazi, equilibri geopolitici e strategie militari restano esclusivamente uomini: da Donald Trump a Xi Jinping, da Benjamin Netanyahu a Vladimir Putin. È una fotografia che molti quotidiani restituiscono in modo quasi involontario: delegazioni «di muri di cravatte», come scrive Maria Laura Rodotà su La Stampa, osservando il vertice Trump-Xi, dominato da figure maschili «da congresso del 1918». Pochissime quindi le figure femminili politiche di primo piano cui è stato dedicato spazio: una è  Delcy Rodríguez, descritta da Domani come protagonista pragmatica di un nuovo assetto di potere post-chavista in Venezuela , capace di dialogare con Trump e di marginalizzare l’opposizione guidata da María Corina Machado. L’altra è Ursula Von Der Leyen, che Francesca De Benedetti  sempre su Domani presenta come «Ursula l’ americana», una leader che mette tutto il suo impegno nel promuovere l’intelligenza artificiale e per la quale i diritti e il lavoro vengono dopo. Invece se si guarda alle firme che raccontano questi scenari, il quadro cambia, almeno in parte. Sono molte le giornaliste, analiste e commentatrici che interpretano i conflitti e le crisi globali. Come quelle de la Stampa, con Anna Foa che analizza gli effetti psicologici della guerra sui soldati israeliani, di Anna Zafesova che interpreta le strategie di Kiev, di Nathalie Tocci sul confronto Trump-Xi, di Caterina Soffici e quelle del Corriere Viviana Mazza, Sara Gandolfi, Greta Privitera e Marta Serafini sui dossier più delicati di guerra e diplomazia. Firme di punta degli esteri sono anche quelle di Angela Napoletano  (Avvenire ) e di Costanza Cavalli  (Libero).Tre i filoni su cui si sono focalizzati i quotidiani: le guerre in Medio Oriente e Ucraina, le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina, la crisi britannica. C’è poi il tema dei diritti umani, dove, qui sì,  troviamo figure femminili forti. Uno dei casi più seguiti in questo ambito è quello della premio Nobel iraniana Narges Mohammadi. La Stampa dell’11 maggio richiama il suo caso attraverso l’appello del marito, che ricostruisce i 105 giorni di detenzione dell’attivista. Anche Repubblica segue la vicenda con più articoli: racconta il trasferimento della dissidente dal carcere all’ospedale e anticipa le memorie pubblicate dal Guardian, in cui Mohammadi denuncia torture e violenze subite. Sul fronte mediorientale il tema delle violenze nella guerra israelo-palestinese torna più volte. Domani del 13 maggio, con un articolo di Davide Lerner su un’inchiesta del New York Times, che denuncia gli abusi sessuali subiti da detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. In risposta,  per Libero, Costanza Cavalli, accusa il NYT di doppiopesismo per aver dato spazio alle accuse contro Israele tacendo le violenze sessuali commesse da Hamas.

Per la guerra in Ucraina il Corriere intervista Svetlana Gannushkina, storica esponente di Memorial, secondo cui Putin teme di apparire debole mettendo fine alla guerra. Nello stesso giorno, Il Fatto Quotidiano racconta la polemica scoppiata attorno all’ex portavoce presidenziale Yuliia Mendel, accusata di propaganda filorussa. Crisi britannica: Avvenire pubblica il commento di Angela Napoletano sulla strategia di Starmer dopo la sconfitta alle elezioni locali e sia Corriere della Sera sia Repubblica si concentrano sulle possibili successioni presentando Angela Rayner, “Angela la Rossa”, come figura popolare e radicale capace di inquietare i mercati finanziari. Sempre il Corriere ospita un’intervista alla premier nordirlandese Michelle O’Neill, esponente dello Sinn Féin, favorevole a un’Irlanda unita dentro l’Europa dopo i danni della Brexit.

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Perchè le donne dovrebbero leggere giornali scritti da uomini, con gli occhi degli uomini?
Perchè non avere giornali scritti da donne con la sensibilità delle donne?


sabato, agosto 08, 2026

LIBRO: "La voce delle donne. Pioniere e ispiratrici del giornalismo italiano" di Valeria Palumbo

 
Già prima dell’Unità, per tutto l’Ottocento e sempre di più poi nel Novecento, furono numerose le italiane che vollero essere giornaliste, a tutti gli effetti e correndone tutti i pericoli, affrontando gli ostacoli di una misoginia ostinata e feroce. 
In questo la monarchia cosiddetta liberale e il fascismo si passarono il testimone e perfino la Repubblica, in barba alla sua Costituzione, fece fatica a cambiare passo. 
Di questo racconta questo libro: della scalata per appropriarsi di una voce pubblica, ma anche della libertà di movimento, del potere contrattuale, dell’autorevolezza che il giornalismo impone. 
L’esempio veniva dall’estero, da nomi grandissimi come George Sand e Nellie Bly. 
Ma, benché in Italia gli ostacoli furono spesso ceppi, molte furono anche da noi le protagoniste di un’epopea che è incredibilmente ricca di figure, alcune delle quali molto note: da Matilde Serao a Flavia Steno, da Olga Ossani a Oriana Fallaci. 
Era ora di raccontare questa storia e chiedersi se la parità di genere è stata raggiunta e grazie a quali battaglie.

venerdì, agosto 07, 2026

Francesco Guccini: ora ci restano le tue opere

 
Ora ci restano le tue opere
Grazie Francesco

Album 


Saggistica e narrativa

Racconti

Fumetti

  • Galassia che vai..., con Bonvi, in "Psycho", 1969.
  • Vivere ricchi e felici, con Bonvi, in "Psycho", 1970.
  • Legione dello spazio, con Bonvi, in "Psycho", 1970.
  • Pugni, pupe e robot, con Bonvi, in "Psycho", 1970.
  • Chi cerca trova e i cocci sono suoi, con Bonvi, in "Psycho", 1970.
  • Storie dello spazio profondo, con Bonvi, 1972.
  • Poche ore all'alba, con Magnus, in "Lo Sconosciuto", n. 1, luglio 1975.
  • Vita e morte del brigante Bobini detto "Gnicche", 1980.
  • Barbùn vs. Realtà, disegni di Filippo Scozzari, in "Re nudo", 1981.
  • Gerry Pompa, disegni di Massimo Cavezzali, in Vincenzo Mollica e Sergio Sacchi (a cura di), Caro diario. Taccuino visivo del Tenco '82, Sanremo, Il Ponente, 1983.

Filmografia

Attore

Colonne sonore

Riconoscimenti

  • Nell'ambito della Rassegna della canzone d'autore del Club Tenco, Guccini riceve:
  • Nel 1992 gli viene conferito il Premio Librex Montale "Poetry for Music" per Canzone delle domande consuete.[249]
  • Dal 1992 al 1997 ha ricoperto il ruolo di presidente della giuria per l'assegnazione del premio letterario "Ghostbusters"[250]
  • Nel 1992 un entomologo appassionato alla musica di Guccini scoprì una nuova specie di farfalla nell'Appennino tosco-emiliano e le diede il nome Parnassius mnemosyne guccinii.
  • Nel 1997 la coppia Guccini-Macchiavelli si aggiudica il Premio Alassio Centolibri - Un Autore per l'Europa, con Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti.
  • Nel 1995 riceve il premio Tributo ad Augusto Daolio, per la sua partecipazione all'album a scopo benefico Tributo ad Augusto.
  • Nel 1998 Guccini e Macchiavelli vincono l'edizione annuale del Police Film Festival con Macaronì: romanzo di santi e delinquenti.
  • Nel 1997 Luciano Tesi e Gabriele Cattani scoprirono un asteroide a cui successivamente diedero il nome 39748 Guccini.
  • Nel 2000 "Via Paolo Fabbri 43" è diventato anche uno spettacolo teatrale di notevole successo, interpretato da Toni Mazzara e Stefano Dell'Accio, dedicato ovviamente a Francesco Guccini.[251]
  • Nel 2001 il suo racconto "La Cena" viene inserito nell'Antologia "Racconti italiani del Novecento" (I Meridiani – Mondadori).[252][253]
  • Nell'autunno del 2003 Il comune di Carpi (Modena) celebra il quarantennale di carriera di Guccini, dedicandogli la mostra Stagioni di vita quotidiana.[254]
  • Nel 2004 ha ricevuto la Targa Ferrè, prestigioso premio dedicato al celebre poeta.
  • Nel 2005 gli viene conferito, nella seconda edizione nazionale, il premio "Giuseppe Giacosa – Parole per la musica".[255]
  • Il 17 giugno 2006 vince il Premio Città di San Lazzaro, riconoscimento promosso dall'Amministrazione Comunale e volto a riconoscere il legame con San Lazzaro di Savena di personalità che, «indipendentemente dalla residenza anagrafica», siano riconosciute quali membri della comunità locale.
  • Il 29 luglio 2006 il Consiglio comunale di Porretta Terme lo nomina Cittadino Onorario per aver dato lustro alla città e a tutta l'alta valle del Reno nonché per il suo particolare impegno civile e morale.
  • Il 6 agosto 2006 ha ricevuto, durante il tradizionale Campionato italiano della bugia a Le Piastre, sulla Montagna Pistoiese, il Bugiardino ad honorem. Guccini si era presentato sul palco con la bugia: «Salve, sono Lucio Dalla!».
  • Nel marzo del 2007 viene premiato a Catanzaro con il "Riccio d'argento" per il miglior album live d´autore.[256][257]
  • Nel giugno del 2007 viene premiato dalla manifestazione "Serravalle Noir 2007" insieme a Loriano Macchiavelli per il romanzo "Tango e gli altri – romanzo di una raffica, anzi tre".[258]
  • L'8 dicembre 2007 – "Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre" vince il Premio Scerbanenco con la seguente motivazione: "Imperniato su un lontano delitto dei giorni delle brigate partigiane, il romanzo esprime, con collaudata perizia narrativa, un attualissimo desiderio di non rifuggire le verità della Storia".
  • Il 15 marzo 2008 a Pistoia riceve il premio "Ceppo Cultura del Verde".
  • Il 3 ottobre 2008 a Carpi riceve il premio Arturo Loria per il libro di racconti "Icaro".[259]
  • Nel 2010 riceve il Premio Chiara nella categoria Premio Le Parole della Musica. È il primo cantautore a ricevere questo premio.[260]
  • Nel 2013 riceve il Premio Amnesty Italia con Enzo Avitabile.[198]
  • Cittadinanza onoraria del comune di Sambuca Pistoiese conferitagli nell'anno 2016 per aver portato lustro al territorio, per aver preservato e promosso la cultura locale a vaste pluralità di persone

Onorificenze

Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
26 maggio 2004[261]
Laurea honoris causa in Scienze della Formazione Primaria - nastrino per uniforme ordinaria
«Alla sua più nota veste di cantautore, Francesco Guccini ha sempre abbinato un interesse profondo per gli aspetti e le forme della narrativa, della comunicazione e dei linguaggi, trovando un seguito straordinario e continuato presso tutti i giovani delle generazioni con cui è entrato in contatto. Pertanto, data l'efficacia e la rispondenza di queste sue multiformi capacità espressive, è lecito riconoscergli un ruolo di formatore extrascolastico. Si può in sintesi affermare che la sua opera di mediatore culturale si è rivolta sovente al di fuori della sua rinomata attività di cantautore, a cui del resto va riconosciuta una non comune profondità di messaggio e di contenuti. Di questa poliedricità sono prova le sue numerose realizzazioni e pubblicazioni, tutte scaturite da un'attenta e consapevole preparazione e dal ricorso a ricerche documentarie metodologicamente corrette e coerenti, spaziando in diversi generi letterari. Dietro il prodotto della sua opera artistica si scopre un gusto raffinatissimo per la ricerca espressiva, per la valorizzazione di certe forme di linguaggio, che mai sono affidate al caso: poggiano su studi attenti, sul piacere di condurre approfonditi percorsi culturali, sono elementi di costruzione di una proposta musicale, che lo hanno distinto positivamente nel panorama degli altri cantautori. Anche se il paragone può, forse, apparire imbarazzante ed azzardato, per il differente spessore del riconoscimento che ha ricevuto Dario Fo, da molti definito , con la consegna del Premio Nobel per la letteratura, direi che col conferimento della laurea a Francesco Guccini i nostri Atenei intendono esprimere apprezzamento per il valore dell'opera di un uomo che saputo incessantemente rappresentare la solida ed antica tradizione italiana dei medioevali.»
Università di Bologna e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, 21 ottobre 2002.
Laurea honoris causa in Scienze umanistiche - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea honoris causa in Scienze umanistiche[265]
«Le consegniamo questa laurea per le sue canzoni che sono amate da tutte le generazioni, come lo dimostrano i suoi concerti, sempre pienissimi. Canzoni che sanno raccontare con poesia, ironia e rabbia le piccole e le grandi storie dei nostri tempi. Con le sue canzoni lei ha anche portato un pezzo di America in Italia. Lei è una delle più importanti figure culturali italiane, non ha avuto paura di prendere posizione o di sfidare lo status quo con un linguaggio diretto e incisivo e la sua opera costituisce un dialogo stimolante e continuo con il suo pubblico. Ispirato da musicisti come Bob Dylan, le sue canzoni hanno anche contribuito a portare in Italia una certa idea di America, Paese che ha conosciuto prima attraverso le storie del prozio Amerigo, emigrato e poi tornato in Italia, e più tardi attraverso la letteratura e la musica della Beat Generation. Siamo quindi felici di accoglierla nella nostra famiglia.»
American University of Rome, 21 maggio 2012.