Restare Umani
Circolo Culturale di Paderno Dugnano
giovedì, febbraio 26, 2026
LIBRO: "Volti italiani" di Victoria Karam
mercoledì, febbraio 25, 2026
LIBRO: "Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino" di Carlo Verdelli
martedì, febbraio 24, 2026
LIBRO: "Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri" di Riccardo Staglianò
Eppure, se non soluzioni, almeno strade giuste da percorrere se ne intravedono rispetto a quelle sbagliate imboccate sin qui.
Tra le più ovvie ci sarebbe quella di ripensare il sistema fiscale in modo che torni, come prevede la nostra Costituzione, a chiedere di più a chi ha di più per alleggerire il carico di chi ha di meno.
Oggi le cose stanno all’opposto.
Il 7 per cento più ricco degli italiani paga meno tasse di quanto faccia un onesto rappresentante del ceto medio.
Per correggere la rotta si potrebbe iniziare da una misura semplice, dagli effetti rapidi e – guardando ai sondaggi – anche estremamente popolare: una patrimoniale sui multimilionari.
Una tassa sin qui considerata radioattiva solo perché spiegata malissimo.
lunedì, febbraio 23, 2026
LIBRO: "Missione impossibile: Il superconsulente che tentò di salvare il suo Paese" di Sergio Luciano
- il benessere petrolifero degli anni Settanta,
- la crisi del Viernes Negro del 1983,
- la «década perdida» dominata da austerità e corruzione,
- il trauma del Caracazo
- e infine l'avvento del chavismo, tra utopia rivoluzionaria e fallimento dello Stato.
domenica, febbraio 22, 2026
LIBRO: "Sopravvivere nell'era dell'intelligenza artificiale" di Walter Ferri
sabato, febbraio 21, 2026
Tassa Zucman: in Francia l'imposta sugli ultra-ricchi sta diventando una proposta concreta
La misura prevede un’imposta del 2% sui patrimoni superiori ai 100 milioni di euro, che colpirebbe solo 1.800 contribuenti e potrebbe garantire 20 miliardi di euro annui allo stato, riducendo deficit e debito
Un minimo sforzo per pochissimi, con risvolti positivi per tutta la popolazione
In Francia, il Primo Ministro Lecornu nel tentativo (comunque complicato) di sperare di restare in sella al governo, obbligato dalle proteste dei cittadini a non aumentare il gravio fiscale sulla gran parte dei Francesi, si è visto suo malgrado obbligato a riflettere su un prelievo ad hoc sugli ultra-ricchi che risiedono in Francia.
La tassa Zucman, insomma, è entrata nel vivo del dibattito politico. Si tratta in realtà di un prelievo decisamente contenuto, pari a appena il 2%, che come base imponibile prevede unicamente i patrimoni che superano i 100 milioni di euro.
In termini concreti, a essere tassati sarebbero soltanto 1.800 contribuenti.
Persone che però sono talmente ricche da far sì che, secondo i calcoli dello stesso Zucman, il gettito fiscale per lo stato francese potrebbe raggiungere i 20 miliardi di euro all’anno.
Quanto basta, dunque, per dimezzare lo sforzo richiesto alla popolazione francese per ridurre deficit e debito pubblico.
Prenderebbe la forma di un’addizionale: si andrebbe cioè a sommare al totale delle imposta già versate, qualora queste siano inferiori al 2%. Già, perché le pratiche di “ottimizzazione fiscale” presentano talmente tanti rivoli e scappatoie legali da permettere a chi guadagna cifre enormi di pagare tasse infinitamente inferiori a chi percepisce uno stipendio normale.
L’idea è quella di un’aliquota all’1,3% che colpisca l’1% dei contribuenti, circa 500.000 ultramilionari e miliardari.
Ci sarebbero più soldi per la Salute pubblica, l'istruzione, i servizi sociali
venerdì, febbraio 20, 2026
LIBRO: "Anche i cani a volte volano. Storie di animali per tornare umani" di Dacia Maraini
Dacia Maraini ha sempre scritto del suo rapporto speciale con i nostri «fratelli» del mondo animale.
giovedì, febbraio 19, 2026
SPETTACOLO: "Tra le spine di una rosa - nell'80° anniversario del voto alle donne" Cinema Metropolis - Mercoledì 4 Marzo ore 20.45
Emergono storie di donne spesso trascurate dalla storia ufficiale, che hanno lottato e lottano ancora oggi contro dittature, violenze, guerre, difficoltà, talvolta a costo della vita, giocando un ruolo fondamentale nella difesa della libertà e dei diritti umani.
Il concerto prevede l'alternanza di canti eseguiti dal coro Storie, Canti, Fogli Volanti con accompagnamento di un ensemble strumentale e di letture, poesie, testimonianze, immagini.
mercoledì, febbraio 18, 2026
Remigration, la risposta viene dai dati
Lombardia: 1,2 milioni di stranieri, il 12,1% dei residenti
La Lombardia concentra quasi un quarto della popolazione straniera nazionale: oltre 1,2 milioni di persone, il 12,1% dei residenti regionali.
Gli stranieri sono più giovani, fanno più figli, sono più precari e hanno salari più bassi
Sul versante demografico, la popolazione straniera è mediamente più giovane: in provincia di Varese il 52,9% è composta da donne e il saldo naturale è positivo, con oltre 800 nascite nel solo 2024, a fronte di un saldo naturale fortemente negativo della popolazione italiana.
Un dato che incide direttamente su scuola, servizi educativi e politiche sociali.
Il rapporto evidenzia anche il ruolo centrale del lavoro.
In Lombardia gli occupati stranieri sono oltre 600 mila, pari al 13,2% del totale, concentrati nei settori a maggiore precarietà e più bassi livelli salariali.
Una condizione che produce maggiore esposizione al bisogno di welfare e alimenta conflitti redistributivi sui territori.
Non solo immigrati: Lombardia prima regione italiana per espatri, oltre 22.000 nel solo 2024
Un doppio movimento che interroga il modello di sviluppo, i salari e le opportunità offerte dal territorio.
Il peso delle politiche migratorie ricade in larga misura sui Comuni.
Da un lato le difficoltà legate a scuola, welfare e sicurezza urbana; dall’altro il ruolo dei servizi educativi, dello sport e delle politiche abitative come strumenti di inclusione e prevenzione dei conflitti.
Al centro del problema anche la gestione dei minori stranieri non accompagnati e la carenza di risorse statali a sostegno degli enti locali.
Per tenere insieme i diversi aspetti è necessaria una visione di lungo periodo.
La sicurezza non si costruisce solo con la repressione, ma con la coesione sociale e l’integrazione.
Solo nella parità di trattamento, nel contrasto allo sfruttamento e nel rafforzamento del welfare universale è possibile trovare la soluzione per evitare dumping salariale, guerre tra poveri e nuove fratture sociali.