https://www.corriere.it/buone-notizie/26_ottobre_19/magdy-dall-egitto-a-rozzano-e-in-due-giorni-ripara-gratis-la-scuola-cittadina-devastata-c45fd66e-edf3-43df-80a4-b8c9828edxlk.shtml
Magdy Shalaby era arrivato in Italia a 16 anni dall'Egitto, senza nessuno. Cresciuto nella comunità di don Massimo Mapelli oggi è sposato, ha quattro figli e una piccola ditta di ristrutturazioni.
Quando l'istituto «Calvino» di Rozzano è stato devastato si è messo al lavoro gratis e con i suoi operai ha aggiustato tutto consentendo la ripresa delle lezioni. Il grazie del sindaco.
Quando l'istituto «Calvino» di Rozzano è stato devastato si è messo al lavoro gratis e con i suoi operai ha aggiustato tutto consentendo la ripresa delle lezioni. Il grazie del sindaco.
Sarebbe bello che quelli del coro «rimandateli a casa» venissero a conoscere Magdy.
Incontrerebbero un ragazzo arrivato dall'Egitto anni fa senza nessuno, cresciuto in una comunità, oggi giovane giovane imprenditore dell'edilizia, sposato, quattro figli, che dopo la devastazione di una scuola a Rozzano ha chiamato a raccolta i suoi dipendenti e ha lavorato gratis con loro per tutto il finesettimana.
Per aggiustare tutto quanto era stato spaccato da altri.
E consentire il lunedì mattina le lezioni riprendessero regolarmente. Con i ringraziamenti del sindaco e di tutti i genitori della scuola, molti dei quali piuttosto commossi.
Lui si chiama Magdy Shalaby. La scuola è l'Istituto comprensivo Italo Calvino di Rozzano in cui la scorsa settimana, come in altri istituti del Milanese e tu tutta Italia, gli studenti erano riuniti in assemblea. Del tutto pacificamente.
Finché a un certo punto, come altrove, un gruppo da fuori ha fatto irruzione spaccando un po' tutto. Condanne, prese di distanza. Ma i danni sono grossi, la scuola è inagibile. Genitori in ansia, lezioni sospese.
Poi c'è Magdy, l'egiziano.
E lui decide che l'ansia non basta, e neanche esprimere ferme condanne.
Era arrivato in Italia quando aveva poco più di 16 anni. La sua fortuna fu quella di incrociare la comunità di accoglienza che l'associazione Ucapte - Una casa anche per te, presieduta da don Massimo Mapelli, gestisce appunto alle porte di Milano.
«È cresciuto con noi - racconta il sacerdote - e poi con gli insegnamenti di Enzo Del Fraro.
Una volta maggiorenne viene inserito a lavorare nella cooperativa Ies allora operava nel settore dei bancali. Per dodici anni sgobba senza risparmiarsi, diventa anche responsabile della cooperativa.
Finché fa il grande salto e apre una sua impresa. Fa piccole ristrutturazioni e impianti.
«Fin dall'inizio - racconta don Massimo - si è inserito molto bene nella comunità cittadina.
Rozzano ha una sua complessità, anche quando c’era qualche straniero che creava problemi lui era quello sempre pronto a intervenire per tradurre, mediare, cercare soluzioni».
Oggi lo conoscono tutti. «Quando ha visto il Calvino devastato si è reso subito disponibile a riparare quei danni. Con la sua ditta hanno lavorato senza sosta». E hanno aggiustato tutto, in due giorni. Con i complimenti dell'amministrazione comunale e dei genitori.
Ecco, conclude don Mapelli:
«Questa è la storia di uno dei ragazzi minorenni
che arrivano da noi senza nessuno, con la vita davanti e nient'altro.
Ciascuno dal proprio Paese, Magdy dall'Egitto.
Ora sta restituendo ciò che ha ricevuto».

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