martedì, ottobre 20, 2026

Magdy, della comunità di don Massimo Mapelli, dall'Egitto a Rozzano: e in due giorni ripara gratis la scuola cittadina devastata

dal Corriere della Sera del 20 ottobre 2026 di Paolo Foschini

https://www.corriere.it/buone-notizie/26_ottobre_19/magdy-dall-egitto-a-rozzano-e-in-due-giorni-ripara-gratis-la-scuola-cittadina-devastata-c45fd66e-edf3-43df-80a4-b8c9828edxlk.shtml 

Magdy Shalaby era arrivato in Italia a 16 anni dall'Egitto, senza nessuno. Cresciuto nella comunità di don Massimo Mapelli oggi è sposato, ha quattro figli e una piccola ditta di ristrutturazioni. 
Quando l'istituto «Calvino» di Rozzano è stato devastato si è messo al lavoro gratis e con i suoi operai ha aggiustato tutto consentendo la ripresa delle lezioni. Il grazie del sindaco.

Sarebbe bello che quelli del coro «rimandateli a casa» venissero a conoscere Magdy. 
Incontrerebbero un ragazzo arrivato dall'Egitto anni fa senza nessuno, cresciuto in una comunità, oggi giovane giovane imprenditore dell'edilizia, sposato, quattro figli, che dopo la  devastazione di una scuola a Rozzano ha chiamato a raccolta i suoi dipendenti e ha lavorato gratis con loro per tutto il finesettimana. 
Per aggiustare tutto quanto era stato spaccato da altri. 
E consentire il lunedì mattina le lezioni riprendessero regolarmente. Con i ringraziamenti del sindaco e di tutti i genitori della scuola, molti dei quali piuttosto commossi.

Lui si chiama Magdy Shalaby. La scuola è l'Istituto comprensivo Italo Calvino di Rozzano in cui la scorsa settimana, come in altri istituti del Milanese e tu tutta Italia, gli studenti erano riuniti in assemblea. Del tutto pacificamente. 
Finché a un certo punto, come altrove, un gruppo da fuori ha fatto irruzione spaccando un po' tutto. Condanne, prese di distanza. Ma i danni sono grossi, la scuola è inagibile. Genitori in ansia, lezioni sospese. 
Poi c'è Magdy, l'egiziano. 
E lui decide che l'ansia non basta, e neanche esprimere ferme condanne.
Era arrivato in Italia quando aveva poco più di 16 anni. La sua fortuna fu quella di incrociare la comunità di accoglienza che l'associazione Ucapte - Una casa anche per te, presieduta da don Massimo Mapelli, gestisce appunto alle porte di Milano. 

«È cresciuto con noi - racconta il sacerdote - e poi con gli insegnamenti di Enzo Del Fraro. 
Una volta maggiorenne viene inserito a lavorare nella cooperativa Ies allora operava nel settore dei bancali. Per dodici anni sgobba senza risparmiarsi, diventa anche responsabile della cooperativa. 
Finché fa il grande salto e apre una sua impresa. Fa piccole ristrutturazioni e impianti.

«Fin dall'inizio - racconta don Massimo - si è inserito molto bene nella comunità cittadina. 
Rozzano ha una sua complessità, anche quando c’era qualche straniero che creava problemi lui era quello sempre pronto a intervenire per tradurre, mediare, cercare soluzioni». 

Oggi lo conoscono tutti. «Quando ha visto il Calvino devastato si è reso subito disponibile a riparare quei danni. Con la sua ditta hanno lavorato senza sosta». E hanno aggiustato tutto, in due giorni. Con i complimenti dell'amministrazione comunale e dei genitori.

Ecco, conclude don Mapelli: 
«Questa è la storia di uno dei ragazzi minorenni 
che arrivano da noi senza nessuno, con la vita davanti e nient'altro. 
Ciascuno dal proprio Paese, Magdy dall'Egitto. 

Ora sta restituendo ciò che ha ricevuto».

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