martedì, ottobre 13, 2026

Le emozioni suscitate dal "Sudario per Gaza" in una poesia di Sandro Bovassi



L'esposizione domenica a Paderno Dugnano del Sudario per Gaza, con i nomi di più di 18.000 bambini uccisi a Gaza è stato sicuramente un momento emozionante per tutti i presenti.

In particolare pubblichiamo qui la poesia scritta da Sandro Bovassi, scritta sull'onda di emozioni vissute:

di Sandro Bovassi - 12 Ottobre 2026

se appoggio le mani sul tavolo
e dovrei ringraziare qualcuno per averlo
sento le vibrazioni che si trasmettono
se cammino a cerchio
attorno ad un sudario
piango a non saper neppure pronunciare
la parola bambini distrutti
cammino avvolto dal verde dei miei abiti
dagli alberi che ancora abbiamo
e non trovo di meglio che guardare al cielo
che è così bello ovunque
senza confini e senza bandiere
devo stare in silenzio per
ascoltare i silenzi di chi ha smesso
di correre e ridere e tornare
papà voglio andare a casa
così chiedeva un bambino
e non sapeva di avere un posto
una famiglia a cui tornare
tutti se ne vanno
resto ancora un po' al sole
se chiudo gli occhi sento il canto
degli alberi al vento che dicono?
se allungo la mano c'è chi la stringe e mi accompagna
qui dove il mondo sa cantare
e restare in silenzio
senza piangere e ricordare
sono così tanti che
il mio cielo non riesce a contenerli
alle porte dei campi si raccoglievano
i nomi di chi usciva?
ho studiato come si dava la morte
e mi hanno spiegato che può essere giusto se siamo i vincitori
ho imparato a girarmi se ci sono come posso?
non ho tempo per dire i nomi e i giorni
di chi è andato con la condiscendenza
che si deve a chi governa
permettetemi di rifiutare
che sono avvolto in migliaia di vite rubate
e non desidero fermarmi a discutere con chi
disquisisce sulle parole e dichiara
che non si può dimenticare
il passato di vergogna
di cui siamo colpevoli
ma il mio nonno è sopravvissuto ai fasci e
ha continuato senza sapere che
sarei arrivato io a piangere con il suo nome
i bambini sanno solo giocare
e non hanno mai ucciso un adulto
che fosse da questa parte e dall'altra
i bambini distruggono ciò che non conoscono
ma solo per gioco
gli adulti distruggono
anche solo obbedendo
camminavo in tondo e ascoltavo il sole
i richiami e le chiacchere
ero avvolto di verde e non mi vergognavo
se non dei nomi che sventolavano senza che nessuno di qui
li riconoscesse
un nome non è niente se
non è il tuo
nuvole di polvere e cenere
aspettiamo le ruspe che coprano

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