venerdì, aprile 04, 2025

Domenica 6 Aprile raccolta firme alla FIERA di PRIMAVERA per l'iniziativa "PARCO BORGHETTO - Luogo del Cuore FAI"

 

Domenica 6 Aprile, Restare Umani sarà presente 
con un gazebo alla FIERA di PRIMAVERA 
in Via Roma, 68  - dalle 9.30 alle 18.00
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Sarà possibile visitare 2 mostre:

 Storico/Archeologica - Fotografica "Il recupero della dependance del Parco Borghetto nei contesti protostorici e conurbativi" curata da Giovanni Moretti
 
 Storico/Culturale - Fotografica "Come Eravamo" allestita da Patrizia Cibin
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Si potrà  firmare per il 'Parco Borghetto -Luogo del Cuore FAI'
Ricordo anche che è possibile votare online al seguente link:

https://fondoambiente.it/luoghi/parco-borghetto-di-palazzolo-milanese?ldc

giovedì, aprile 03, 2025

MILANEIDE: Itinerario 9 - dal Castello alla prima casa di Giò Ponti

Itinerario 9 - dal Castello alla prima casa di Giò Ponti

Gli autori, che ringraziamo per la disponibilità, ma soprattutto bravura, sono:

Giovanni Carlo Biffi - per la fotografia
Luigi Destri - per i testi
Angelo Destri - per i disegni


Link interattivo all' Itinerario 9 - Google Map

Buona passeggiata !

 

mercoledì, aprile 02, 2025

LIBRO: “Il lavoro delle donne? Una questione redistributiva” di Luisa Corazza

I dati empirici indicano il persistere della penalizzazione delle donne nel mercato del lavoro remunerato.

Indagando le cause e l'esatta distribuzione di questa diseguaglianza, è possibile proporre un nuovo programma, che affianchi al diritto antidiscriminatorio policies in grado di superare il gender gap.

Promuovere il lavoro delle donne non significa accettare la mera annessione delle donne a un mondo del lavoro costruito intorno al soggetto maschile né rimuovere il carattere plurale che si nasconde dietro all'universo femminile.

È fondamentale riflettere e proporre una nuova prospettiva, finalmente attenta ai bisogni della società contemporanea, alla redistribuzione del lavoro di cura e alle differenze che attraversano lo stesso mondo delle donne.

Grazie alle acquisizioni del pensiero femminista contemporaneo, è possibile mettere a fuoco la diversificazione dell'universo femminile: le donne non sono tutte eguali.

La discussione deve essere dunque spostata all'interno di quest'ambito problematico.

I dati sul lavoro delle donne in Italia certificano, infatti, tutti i limiti di interventi che finiscono per riprodurre nel rapporto "tra" le donne quel gap che ancora divide profondamente uomini e donne di fronte al grande tema del lavoro.

Tale finalità richiede che l'approccio classico con il quale viene affrontato il problema del lavoro delle donne, e cioè la lotta alle discriminazioni, venga integrato con l'attenzione alle più complesse questioni redistributive.

Dal pensiero della differenza all'analisi intersezionale, si propone qui una rilettura critica degli strumenti giuridici e delle politiche pubbliche che mirano a promuovere il lavoro delle donne, per comprendere dove si annidano le radici redistributive delle diseguaglianze di genere e valutarne le azioni di contrasto. Prefazione di Silvana Sciarra.


martedì, aprile 01, 2025

LIBRO: “Il suicidio della pace – Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito” di Alessandro Colombo

 

Dopo quasi quarant'anni dalla fine della Guerra fredda, la guerra è tornata dalla periferia al centro del sistema internazionale, costringendo l'Europa e il mondo a confrontarsi persino con il rischio di uno scontro diretto tra grandi potenze.

Questo disincanto e il segno per eccellenza del collasso dell'ordine internazionale: un collasso che investe i rapporti diplomatici, le istituzioni internazionali, la globalizzazione economica e le norme fondamentali della convivenza internazionale - a cominciare da quelle sull'uso e sui limiti dell'uso della forza.

Da qui, allora, l'urgenza di chiedersi come sia stato possibile ricadere in questa condizione, dopo le illusioni e l'euforia di soli trent'anni fa.

Rinunciando come prima cosa a contrapporre una presunta età dell'oro dell'apertura e dell'ottimismo a una regressione nella chiusura e nel risentimento.

E riconoscendo come, in realtà, la condizione attuale sia in larga parte figlia delle forzature, delle amnesie e dei veri e propri errori che l'ordine internazionale liberale ha accumulato già a partire dalla sua fondazione.