venerdì, marzo 22, 2013

"Storie di viaggi": Il viaggio verso dove tutto è cominciato



IL VIAGGIO VERSO DOVE TUTTO È COMINCIATO
 (il viaggio verso il luogo dove sono nata)

di Paola Di Furia


Largo Ferrandina, 1 80100 Napoli. “Caserma della cavalleria secolo XVIII, già villa di Don Garcia di Toledo”. La casa dove sono nata è monumento nazionale, ma tra i due fatti non c’è nessun nesso causa-effetto.

Lì tutto è cominciato, dietro la penultima finestra a destra, ultimo piano, con tre dolori forti, nel liquido amniotico e nel sangue, sono uscita dal corpo di mia madre. Dietro l’ultima finestra a destra, ultimo piano, qualche giorno prima, ha cacciato l’ultimo respiro mio nonno che, così, non ho mai conosciuto. Da quei vetri sottili e vibranti al sole, alla pioggia e al vento, la sua anima è uscita e la mia è arrivata.

Napoli è città solare solo nel suo paravento esterno, prospiciente il grande mare e il respiro vulcanico del Vesuvio, ma la sua vera essenza è oscura e sotterranea. E’ la realtà delle strade che, anche quando qua le consideriamo larghe, sono strette e il cielo è compresso in alto sopra le vecchie case che, per guardarlo, ti viene il torcicollo.

Tornare a Napoli, per me, è calarmi nelle grotte di tufo che stanno sotto l’impiantito, lucido alla pioggia e secco all’aria, delle strade. In quel sotterraneo c’è il mio Centauro personale (chi non ha letto Caduto fuori dal tempo di David Grossman lo faccia subito, per favore!) che, mezzo uomo e mezzo cattedra, sta scrivendo la mia storia.

Sta lì, scrive e mi aspetta. Se voglio sapere come va a finire, devo avere il coraggio di avvicinarmi a lui, mettere la mia testa accanto alla sua, spaventosa, e chinarmi a leggere la riga dopo.

(8 dicembre 2012)





Letto da: Daniela Camorali

sabato, marzo 09, 2013

"Storie di viaggi": Crescere, Hai scritto ti amo sul fondo del mare e Il treno del tempo


di Dalila Festosi



CRESCERE
Ascolto silenziosa
gli echi stanchi
del mio passato
la lotta infinita
tra cuore e ragione
che lacerò
la mia anima.
Ascolto in silenzio
i resti esanimi
di parole,
di attimi,
di sogni infranti
e percorro la mia strada,
il continuo viaggio
verso me stessa.

HAI SCRITTO TI AMO SUL FONDO DEL MARE
C'era il sole caldo
quel giorno
e il mare col suo ritmo
incessante
a farmi compagnia.
Il futuro un'incognita,
i sogni una necessità.
Tu leggesti nei miei occhi
la foschia dei dubbi
così hai scritto
un pegno d'amore
in fondo al mare
regalandomi una certezza,
un posto nel mondo
dove iniziare il nostro viaggio.

IL TRENO DEL TEMPO
Ci sono giorni che non aspettano,
Corrono
Inafferrabili
Come un treno diretto.
Aspetti inutilmente di salire
Corri
Mentre il fumo
Offusca i pensieri
La paura
Fischio senza fine,
Riecheggia nel cuore
Eco di ciò che non avrai.
Speri in un altra fermata
Un treno
Fantasma del tempo che hai perduto.

martedì, marzo 05, 2013

"Storie di viaggi": Penelope


PENELOPE

di Stefania Peverati


Scende la tenebra ancora e – ancora sola, disfo la tela.
Mi muovo piano, compio gesti accorti, con gli occhi socchiusi nella penombra.
Mi sento così stanca questa notte, sebbene in apparenza non ne abbia ragione.
Non ho solcato onde tumultuose, non ho valicato aspre alture,
non ho consumato le mie suole lungo strade desolate di pietre sconosciute.
Non mi sono allontanata dal mio telaio, dalla mia stanza a picco sul mare, dalla mia finestra aperta sull’oscurità,
da cui posso ascoltare laggiù, le onde infrangersi sulla scogliera,
e in alto nel cielo ammirare la luna, rotonda come una madre benevola.
Eppure sono andata così lontano, in questo mio viaggio invisibile e lungo, lungo e lento, lento e profondo.
Profondo - quanto è profonda la mia solitudine.
A me non è occorso recarmi altrove, per sostenere grandi sfide.
A me non è occorso andare a cercare orribili creature da affrontare su isole remote,
perché ho potuto incontrarne negli abissi del mio cuore, negli antri bui della mia mente.
Non mi sono sfuggiti, né io ho potuto negarmi a loro.
Qui, tra le quattro mura di questa stanza, siamo stati soli - io e i miei mostri.
Notte dopo notte, li ho guardati diritto negli occhi, li ho affrontati a mani nude,
con movimenti precisi, puliti e ripetuti.
Mentre disfacevo la mia tela, uno a uno li ho debellati.
Uno a uno, meticolosamente, di loro mi sono liberata.
Ogni fibra che ho sciolto da questa tela è un vincolo allentato intorno al mio cuore,
ogni nodo districato è un soffio di vento che porta profumi di zagare e di mare e gonfia le vele dell’anima mia,
ed ora, in piedi sul davanzale di questa finestra spalancata, la sento – la brezza che mi sfiora la pelle,
e la vedo – quella carezza di luce laggiù all’orizzonte, è proprio in quell’immensità che voglio andare a riposare.
Mancava un ultimo nodo, un passo nel nulla soltanto –  ora sono pronta a salpare.

Corso di giornalismo: Restare Umani presenta PADERNO è


Il corso di giornalismo e scrittura giornalistica, organizzato dal Circolo Culturale Restare Umani, si è praticamente concluso con la realizzazione del periodico “PADERNO é”, un tabloid a 4 pagine ideato e scritto dalla redazione costituita dai partecipanti al corso.
Il tabloid è in fase di chiusura e contiene numerosi articoli e interviste su temi quali, l'associazionismo sportivo, la musica autoprodotta a Paderno, la creazione di nuove imprese locali, il cinema tra grande distribuzione e cineforum, storie urbane e nuove tendenze di consumo.
Quando sarà finalmente chiuso, "PADERNO è", verrà stampato in poche copie su carta e diffuso invece in centinaia di copie in formato digitale tramite la posta elettronica. Ma non si tratterà solo di un saggio di fine corso, destinato a restare numero unico. L'idea della redazione è far seguire al numero uno il numero due e via via tutti gli altri che verranno realizzati e distribuiti ogni mese. Paderno Dugnano si arricchità così di una nuova voce.
Hanno partecipato alla redazione: Beatrice Feudale, Claudia Romanò, Franco Grigioni, Ruggiero Molinari, Ilaria Cardellicchio, Lucia Genco

domenica, marzo 03, 2013

"Storie di Viaggi": L'amore infinito


L'AMORE INFINITO

di Simona Rossi (8 anni)


Tu mi guardi io ti guardo
Tu con gli occhi di smeraldo
Tu lassù
Io quaggiù.
Cosi' lontani i sentimenti si formano
Ti starei vicino come un fiore che sboccia su un ramo
E ora ho l'unico pensiero di dirti ti amo.

giovedì, febbraio 28, 2013

"Storie di viaggi": Viaggiare e Lo Spazio


di Vezio Ugo Mari


VIAGGIARE

Nello spirito dell’uomo
v’è la voglia d’avventura
di sentir un altro suono
e scoprir l’estrema dura.

C’è chi viaggia per piacere
c’è chi viaggia per lavoro
per chi vuole poi tenere
un ricordo, un ninnol d’oro.

C’è chi pensa alla scoperta
di trovare cose nuove
con la mente molto aperta
riportando delle prove.

Ma chi viaggia perché costretto
dal bisogno del lavoro
si sacrifica poveretto
per trovar il suo coro.

Poi esiste l’avventura
che nel viaggio si ritrova
di  aver anche paura
o per mettersi alla prova.

Imbarcatevi ragazzi
siate forti e coraggiosi
su, viaggiate come pazzi
per paesi favolosi.

Questo mondo vi aspetta
per scoprire altri paesi
o da soli, o con navetta
voi sarete sempre attesi.


LO SPAZIO

Nelle sere in Estate
si rimira tante stelle
cono tutte illuminate
sono grandi e belle.
C’è la stella più brillante
e la piccola lontana
una immagine eclatante
una storia molto arcana.
Ci poniamo una domanda
che sappiamo delle stelle
una incognita umana
noi vediam che sono belle.
Chi può dire con certezza
quanti mondi ha lo spazio
noi vediamo la bellezza
come fosse un Topazio.
Il mistero nello spazio
è profondo e segreto
sembra quasi un miraggio
una storia di Amleto.
La scoperta dei pianeti
sarà dunque il futuro
noi sapremo i segreti
dello spazio tanto scuro.
Tanti uomini e donne
se ne andran nella galassia
astronavi senza gomme
messaggeri di ambascia.
Con la Luna e anche Marte
noi abbiamo conoscenza
è con Giove che si parte
è il nuovo della scienza.
Nello spazio è l’imprevisto
che gli uomini affronteranno
mai nessuno ancora ha visto
i pericoli e il danno.
L’uomo ama l’avventura
anche per necessità
e la vita sarà dura
in tanta immensità.
                                               
                               

martedì, febbraio 26, 2013

"Storie di viaggi": viaggio Milano - Legnano




 VIAGGIO MILANO- LEGNANO

di Maria Antonietta Peverati

Nei primi anni del dopo guerra, fine anni quaranta, inizio anni cinquanta, era grande festa per me e mia sorella quando mamma e papà decidevano di andare a Legnano dove vivevano i parenti da parte di papà. Ciò succedeva tre o quattro volte all’anno.


Ci si alzava presto la domenica mattina perché da Viale Monza, dove abitavamo a Milano, si doveva arrivare in Corso Sempione, nei pressi dell’Arco della Pace, al capolinea del mitico tram chiamato “El gamba de legn”, percorso Milano-Legnano. 
Con il grande entusiasmo dei bambini prendevamo posto sui sedili di legno accanto ai finestrini dove, con i visi incollati ai vetri seguivamo il percorso in città e poi oltre la Gallaratese, attraverso piccoli borghi, paesini e tanta campagna coltivata che secondo le stagioni ci offriva i suoi colori, il verde tenue della primavera, l’oro delle messi d’estate e gli splendidi contrasti in autunno. La velocità ridotta ci permetteva di osservare questa parte di mondo così diversa dal nostro vivere in città. Le numerose fermate ad ogni borgo di quattro case erano un continuo saliscendi di persone, quasi sempre contadini vestiti a festa con grandi ceste e grossi fagotti, probabilmente in visita a parenti. In un periodo in cui ci si spostava in bicicletta oppure su carretti, almeno la domenica si concedevano il lusso di viaggiare più comodi.
Dopo circa due ore di viaggio scendevamo a Legnano, altri venti minuti a piedi ed eccoci arrivati dalla zia Marietta, la sorella maggiore di papà, la zia ricca dicevamo perché aveva una grande casa con un bellissimo giardino. La zia era piccola e grassottella, severa e benestante ma molto avara, solo quando arrivava papà, il fratello prediletto, allentava i cordoni della borsa e ci offriva un lauto banchetto, apparecchiato nell’antica sala da pranzo, aperta solo per le occasioni speciali. Il primo ad accoglierci era Silvio(nome abbastanza insolito per quei tempi), un cagnolino che fungeva da guardiano che abbaiava e ringhiava ferocemente finché non veniva slegato, dopo di ché era tutto un correre e saltarci addosso festoso. Assomigliava tantissimo alla zia, praticamente una palla di lardo, ma più simpatico ed affettuoso con noi bambine, era il nostro giocattolo della giornata.
Lo zio Amerigo, su di un lato del giardino aveva un bel laboratorio di falegnameria e a volte ci faceva trovare un giocattolo di legno.
A pranzo terminato mentre gli adulti, allegri dopo aver bevuto qualche bicchiere in più se la raccontavano, noi scorrazzavamo per il giardino in assoluta libertà, seguiti da Silvio, il cagnolino. Gli alberi da frutto, secondo le stagioni, erano un dolce invito e spesso salivamo tra i rami meno alti a coglierne i frutti. Sul limitare del giardino, in fondo e quasi abbandonato, c’era un piccolo bosco, umido e ombroso e qui era il nostro mondo fantastico, dove tra rami di noccioli gli uccellini cantavano indisturbati, la luce filtrava tra le foglie ed era tutto avvolto in un alito di mistero che ci trasformava in fate e folletti, finché il richiamo dei genitori ci riportava alla realtà.
Il viaggio di ritorno era quasi un’incognita perché poco dopo essere saliti sul tram che ci riportava a Milano, con il buio e lo sferragliare delle rotaie, ci addormentavamo stanche ma felici della nostra bella giornata trascorsa nientemeno che a Legnano.

domenica, febbraio 17, 2013


RAP A PADERNO DUGNANO

Il rap a Paderno Dugnano è arrivato con Mirko Minniti. Ha 30 anni , lavora come addetto alle vendite nella grande distribuzione. Sberla è il suo nome d’arte, asciutto e spontaneo come la sua musica. Priva di volgarità,  racconta di amicizia e storie di tutti i giorni, come vuole la cultura hip hop, della quale il rap è la “voce narrante”. Nel suo  Rhithm And Poetry (RAP) il  rapper padernese spesso cita Paderno Dugnano, città dell’ hinterland milanese nella quale abita.

Il 13 febbraio è uscito il suo nuovo singolo, dal titolo “Di fronte alle difficoltà”, il disco è in vendita on line al costo di 1 euro, la metà del ricavato andrà in beneficenza, per la difesa dei diritti umani.
Ma Mirko coniuga la passione della musica con lo studio. Affascinato dalla storia dell’ Hip Hop, da anni si occupa seriamente di questa musica, tanto da disporre già di un curriculum di tutto rispetto: nel 2006 esce il suo primo cd e segna la sua crescita alimentata dallo studio e dall’applicazione.
Il primo album, “Distanze”, è uscito su Myspace, nota comunità virtuale e propone 5 brani prodotti da Hiko della Ov Grooverz Crew.  La determinazione di Mirko lo  porta a  collaborazioni preziose e ad alto livello, come, ad esempio, quella con Molella, disc jockey radiofonico  e produttore discografico italiano, e alla pubblicazione di un singolo in una compilation di Radio 105, prestigioso network milanese.
Convinto delle proprie scelte, Mirko Minniti nel 2011 apre  “Back Jump”, una creative factory che, oltre ad altre proposte, si occupa di video, grafica e graffiti e nella quale Sberla cura  il settore audio. I progetti musicali di Mirko sono caratterizzati da freschezza e originalità, ma soprattutto attraverso la musica e le parole, Sberla spera di riuscire a trasmettere quella positività che ispira il rap e si realizza nei suoi testi.  Il rapping di Mirko può essere ascoltato da chiunque e a qualsiasi età e a noi piace che trasmetta i principi ispiratori di pace, amore e fratellanza e , per dirla come Sberla, “Peace for all!!!” .

giovedì, febbraio 14, 2013

Giovanni Giovannetti e una pista di letture

Abbiamo conosciuto Giovanni Giovannetti grazie al Circolo Restare Umani il 12 gennaio alla Tilane dove, insieme alla bella mostra fotografica “Occupy Wall Street”, c’è stato un incontro con uno straordinario fotoreporter e giornalista che ci ha parlato della sua esperienza professionale. 
Ci ha mostrato degli scatti dei suoi lavori e ci ha parlato della sua passione civile in difesa della libertà e dei diritti umani nella città dove vive e lavora: Pavia. Proprio in quella settimana c’era un lungo articolo dell’Espresso sulla criminalità organizzata a Pavia e un servizio sull’attentato che lui aveva subito. Ignoti avevano cercato di incendiare,danneggiandolo,il suo ufficio e archivio proprio in concomitanza con le sue denunce contro la criminalità mafiosa nell’urbanistica cittadina. Lui stesso ci aveva presentato anche la sua casa editrice Effige ed alcuni suoi volumi. Mi sono rimaste alcune impressioni: Giovannetti, urbanistica, Pavia, n’drangheta.
Di lui e del suo lavoro poi abbiamo parlato con Giampaolo Spinato, ad un’altra iniziativa di Restare Umani, il “2°reading di Poesia e narrativa” del 26 gennaio. Spinato ci aveva raccontato del suo book fotografico realizzato proprio con Giovannetti che possiede la più grande raccolta di ritratti fotografici di poeti e scrittori . In quell’occasione Spinato mi ha ricordato che devo ancora leggere il suo libro sul rapimento Moro e sui misteri che lo avvolgono e che lui,in qualche maniera, ha sfiorato con la sua creatività letteraria. Il libro si chiama “Amici e nemici”.
Mi sono rimaste alcune impressioni: Giovannetti, Moro, mafia, Roma.
Proprio in quei giorni stavo leggendo un libro,del 1995,di Giorgio Galli dal titolo “La regia occulta. Da Enrico Mattei a Piazza Fontana”.La tesi di quel libro è che quasi tutti i misteri italiani siano da ricondurre ad uno stato parallelo, inquinato dalla criminalità organizzata che si è inserita in tutti i momenti difficili della storia del nostro Paese. Quel libro parla a lungo dei misteri legati alla morte di Enrico Mattei, della vicenda del petrolio e del ruolo di Cosa Nostra. Siamo nel 1962. Ma poi il racconto di Galli arriva ai giorni nostri e accenna anche al rapimento Moro. Mi sono rimaste alcune impressioni: Mattei, petrolio, Pavia, mafia, Moro.
Qualche giorno dopo, il Corriere della Sera del 6 febbraio, ha dato ampio spazio al libro del ”nostro” Giovanni Giovannetti, ”Frocio e basta”, sull’omicidio di Pasolini. Un’omicidio tra sfondo sessuale e documenti scomparsi su Cefis. Il libro parte dalla scomparsa di 78 fogli dell’ultimo manoscritto di Pasolini “Petrolio”. Pagine che parlerebbero degli intrecci tra petrolio servizi segreti, politica, ambienti economici e criminalità organizzata sullo sfondo delle vicende di Cefis e della morte di Mattei. Fogli che sarebbero stati anche in possesso del senatore Marcello Dell’Utri. Salvo poi sue smentite. Mi sono rimaste alcune impressioni: Giovannetti, petrolio, Pasolini, criminalità organizzata.
Da questi incontri ho tratto la convinzione di consigliare la lettura di tre libri ”Frocio e Basta” di Giovanni Giovannetti, ”La regia occulta”di Giorgio Galli e “Amici nemici” di Giampaolo Spinato perché anche se io non credo alle tesi “complottiste”, a volte la realtà, sotto i nostri occhi, non è così comprensibile. E’ vero che la storia può essere più semplice di come ci viene raccontata. Non esiste un’unica regia e nemmeno Belzebù. Però molti sono gli indizi e quando le “coincidenze” sono troppe ..non si dice che cambiano di nome e diventano “prove”? Non è forse che la realtà sia più terribile di come la vediamo. E poi riusciamo a veder davvero quello che succede? Qualche giorno fa ho sentito un bravo reporter (Riccardo Diacona) dire che bisogna vedere quelle che è sotto gli occhi di tutti e di cui invece non ci accorgiamo.Gli scoop e le notizie e gli intrecci sono lì davanti ai nostri occhi. Come si accumula la ricchezza? Dove e chi evade le tasse? Chi e come non paga i contributi ai propri dipendenti, non fattura, specula sui terreni, ruba, fa i falsi in bilancio? E questa illegalità diffusa e spicciola è sotto gli occhi di tutti. E’ così scontata che a volte non riusciamo a vederla, proprio come i grandi enigmi.
Gianfranco Massetti

lunedì, febbraio 04, 2013

Il Reading sulla stampa locale


La stampa locale ha seguito il 2° Reading di Poesia e Narrativa di Paderno Dugnano e ne ha dato conto ai lettori con annunci e servizi. Qui sopra potete vedere quello pubblicato venerdì scorso da Il Notiziario firmato da Enrico Englaro.