domenica, marzo 10, 2024

Donne e Scienza… e l’effetto Matilda

 

L’effetto Matilda è il fenomeno che vede i risultati ottenuti da una donna attribuiti del tutto o in parte a un uomo e che colpisce vari campi del sapere, tra cui anche quello delle discipline STEM (dall'inglese Science, Technology, Engineering and Mathematics) è un termine utilizzato per indicare le discipline scientifico-tecnologiche (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

L’effetto Matilda è di fatto una pratica discriminatoria di genere che ha come oggetto principale le donne nella comunità scientifica. È un fenomeno che ha origini antichissime ma venne descritto per la prima volta solo nel 1870 dalla scrittrice e attivista statunitense Matilda Joslyn Gage, a cui deve il nome.

Alcuni esempi? 

Rosalind Franklin nacque nel 1920 nel Regno Unito, a Londra. Sin da molto giovane mostrò una forte attitudine per la Scienza, distinguendosi per le sue capacità in campo accademico. Studiò Fisica e Chimica alla Newnham College di Cambridge, dove si interessò particolarmente alla cristallografia, la disciplina che indaga la struttura intima della materia. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca nel 1945, Rosalind lavorò prima a Cambridge, dedicandosi alla struttura dei carboidrati e in seguito, nel 1951, si trasferì come ricercatrice al King's College di Londra, dove iniziò a studiare la struttura del DNA.

Fu proprio nei laboratori del King’s College che Franklin utilizzò la tecnica della diffrazione dei raggi X per ottenere immagini di alta qualità delle fibre di DNA e nel 1952 ottenne un'immagine nota come Fotografia 51, che restituì prove fondamentali a favore della struttura a doppia elica del DNA.

Purtroppo, però, la fotografia venne mostrata senza il permesso della scienziata a James Watson e Francis Crick, rispettivamente un giovane biologo e un fisico in servizio presso il Dipartimento di Fisica di Cambridge. I due utilizzarono l’immagine come base per le loro ricerche, teorizzando la struttura a doppia elica del DNA nel 1953 e pubblicando il loro lavoro sulla rivista Nature.

Nonostante l'essenzialità del suo contributo, Rosalind Franklin non venne nemmeno nominata nella pubblicazione dei due scienziati. Nel 1962, James Watson, Francis Crick e Maurice Wilkins, ricevettero il Premio Nobel per la scoperta della struttura del DNA, ma il contributo di Rosalind Franklin venne ufficialmente riconosciuto solo alla fine degli anni Novanta del ‘900.

Fatta luce sulla vicenda, oggi Rosalind Franklin viene ampiamente celebrata come una delle scienziate più influenti del Novecento.

 Lungi dall'esser stata risolto, l’effetto Matilda resiste tutt'ora e colpisce ancora…

Vedi

GEOPOP - l'effetto Matilda

Donne dimenticate dalla scienza 


sabato, marzo 09, 2024

Dalla Raccolta RISSO un altro spunto di riflessione: ‘Con la Palestina nel cuore’

 


La raccolta di manifesti di Sergio Risso ci sorprende ancora una volta!

Dai ‘vecchi’ manifesti emergono echi di una storia che ciclicamente si ripete e allo stesso tempo, sembrano stampati ieri.

Una storia, quella del popolo palestinese, che pare raccontare le vicende del popolo più sfortunato della terra. E’ di oggi la notizia che alcuni Palestinesi sono morti, colpiti dai pacchi di cibo lanciati dagli aerei a cui non si è aperto il paracadute…

L’inaugurazione della mostra, il 14 marzo, sarà un’occasione per rivivere le vicende palestinesi intrecciate ai nostri ricordi personali.

Grazie Sergio!

Per richiedere l'invito, scrivi a restareumani2011@gmail.com

venerdì, marzo 08, 2024

8 marzo - per riflettere su come eravamo, cosa è cambiato, e quanto c’è ancora da fare

 

Per la Giornata della Donna 2024, mi sembra interessante proporre il Podcast di Serena Dandini dal titolo ‘SIGNORINE’, registrato nel 2023, dove si raccontano le tappe del lavoro femminile in Italia attraverso alcune professioni che hanno significato molto per le donne.

Si parla di infermiere, dattilografe, art director, ingegnere, ma anche di alcune tappe della storia del lavoro femminile in Italia.

Nel 1860 il legislatore francese Jules Simon disse che “una donna che lavora non è più una donna”. 

C’è però un equivoco di fondo: le donne, in qualsiasi epoca storica, hanno sempre lavorato, ma spesso lo hanno fatto senza tutele e riconoscimenti. Questa disparità si esprimeva anche con le parole. “SIGNORINE”, ad esempio, è il modo in cui venivano chiamate fino a non molto tempo fa impiegate e segretarie nei documenti ufficiali.

Ricordando che quelle “Signorine” che si sono barcamenate fra pregiudizi e discriminazioni di ogni tipo, in fondo, volevano solo lavorare in pace.

SERENA DANDINI: 

Le donne, noi donne, siamo vittime della storia

Le donne per gran parte della prima parte del 900 prendono in media circa 1/3 del salario degli uomini.

La dattilografia è stata una professione magica in un certo senso, perché ha emancipato generazione di ragazze specialmente nella prima metà del 900.

In quegli anni non ci sono le università per le donne per diventare medico, ingegnere...

Ci sono state delle donne che hanno raggiunto delle posizioni, ma sono singole stelle nel cielo, singole grandi stelle, noi però, abbiamo bisogno che diventino delle costellazioni.

Esiste una figura mitologica entrata ormai nell'immaginario, quella della casalinga anni 50’, sempre in ordine, sempre felice di preparare il pranzo al marito e a orde di figli, sempre sorridente. Dietro quel sorriso sembra quasi si nasconda un incipiente esaurimento nervoso e in effetti le donne ne hanno dovute mandar giù di ingiustizie, soprattutto sul lavoro.

Sì, perché loro, anzi NOI, in qualsiasi epoca storica abbiamo sempre lavorato, i diritti però non si sono fatti vedere tanto spesso.

Nel Podcast SIGNORINE, prodotto esclusivo di Intesa San Paolo e Chora Media, Serena Dandini, racconta in 5 episodi alcune tappe di questa lunga battaglia, ricostruite attraverso le testimonianze di molte ospiti e attraverso materiali di diversi archivi, tra cui i documenti dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo.

Link : Ascolta "Signorine" | Serena Dandini | Podcast Chora Media   

Episodio 1 – Una donna che lavora non è più una donna

Il 23 giugno del 1902, Milano si sveglia con un gran vociare di bambine per strada, erano centinaia, quasi tutte fra i 7 e i 14 anni, vestite con gonne colorate, urlavano e cantavano, ma non erano ragazzine qualsiasi, erano Piscinine, cioè le giovanissime apprendiste che lavoravano nelle sartorie milanesi e non stavano giocando, stavano scioperando.

Avete capito bene, queste bambine avevano deciso di scioperare e scendere in piazza per rivendicare i loro diritti, chiedevano salari più dignitosi perché venivano pagate una miseria e turni di lavoro più umani perché lavoravano anche 15 ore al giorno.

Chiedevano anche che le datrici di lavoro insegnassero loro il mestiere invece di sfruttarle per compiti di fatica come consegnare pacchi pesantissimi da un lato all'altro della città.

Guidate dalla quattordicenne Giovannina Lombardi e supportate dall'Unione Femminile Nazionale fondata solo pochi anni prima, le Piscinine vengono ricevute alla Camera del Lavoro, dove presentano le loro richieste.

Non si era mai visto niente del genere! Il Corriere della Sera scrive con sarcasmo che quel giorno la Camera del Lavoro si era riempita di un cinguettio di voci infantili, allegro e irrequieto. Quando finalmente riescono a entrare nell'edificio, le scioperanti sono costrette ad ascoltare la ramanzina del funzionario. Siate donnette perbene dice loro, tornando a casa non fate chiasso come stamani che andavate in processione.

Nonostante il predicozzo non richiesto, le Piscinine avevano fatto bene ad alzare la voce perché, dopo una settimana di sciopero, riescono ad ottenere qualche diritto in più. Un piccolo passo. Certo la loro vita resta faticosa e complicata, ma la storia del lavoro femminile in fondo è fatta di passi piccoli che uno dopo l’altro hanno trasformato la vita di milioni di donne, anche la mia e la vostra ….

Clicca al seguente link per ascoltare tutti gli episodi: SIGNORINE di Serena Dandini

Episodio 2 - Nel nostro Stato essa non deve contare - Benito Mussolini
Episodio 3 - Poco adatte a comandare
Episodio 4 - Alle donne non piace la fisica (
ospite Amalia Ercoli-Finzi)
Episodio 5 - Presente (Molto interessante!)

e il FUTURO ?

Secondo il Global Gender Gap Report 2023, il mondo raggiungerà una vera parità di genere solo tra 132 anni… un po' troppo in là, non vi sembra?

Ad oggi, il gap di condizioni tra uomini e donne medio mondiale si attesta al 68,1%, variando dal 91,2% dell’Islanda, fino al purtroppo bassissimo 40,5% dell’Afganistan (in peggioramento), al 146° posto.

E l’Italia? L’Italia è in 79° posizione, con un gap di 70,5%, perdendo 16 posizioni rispetto al 2022 quando il gap era di 72%. Con una differenza salariale per le donne, rispetto agli uomini, più basse di circa il 18%.

Direi che non sta andando bene… e più che festeggiare la Giornata della Donna sarebbe il caso di lottare per conquistare i Diritti delle Donne. 

La superiorità non ci interessa, ma la parità sì! E finché non arriverà, noi saremo qui a reclamarla, ci auguriamo di non dover aspettare 132 anni…


giovedì, marzo 07, 2024

Bocconi – Changed by Woman – evento gratuito

 


8 marzo 2024 ore 20:30 - 22:00

Aula Magna, Via Roentgen 1, 20136, Milano  - Partecipazione gratuita

Le iscrizioni per partecipare in presenza sono ormai chiuse, ma l''evento potrà essere seguito in diretta streaming al seguente link: Changed by woman 

Scommettere sul futuro, ma anche ispirare le prossime generazioni di ragazze che vogliono costruire il loro percorso di vita ed avere un impatto positivo sulla società.

Tutto questo è Changed by Women, il progetto che raccoglie le storie straordinarie di 99 donne che hanno inseguito il loro sogno e cambiato il futuro.

ISPIRARSI
Diyala D’Aveni, head of Vento, the Italian chapter of Exor Ventures
Simona Maellare, global co-head of alternative Capital group di UBS
Tia Taylor, imprenditrice digitale, content creator
Dialogano con Claudia de Lillo, giornalista e conduttrice radiofonica

SOGNARE DI CAMBIARE IL MONDO
Giovanna Li Perni, head of private partnerships e philanthropy per UNHCR in Italia

PREPARARSI
Sophia Giacchi, product manager di SkinCeuticals
Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
Monica Possa, group chief HR & organization officer di Generali
Dialogano con Silvia Sciorilli Borrelli, corrispondente per l’Italia di Financial Times

RISCRIVERE IL FINALE
Silvia Cerolini, CEO Eyes on the Future

SCOMMETTERE
Benedetta Arese Lucini, founder di Otter Finance
Bianca Arrighini, co-fondatrice di Factanza
Alice Bordini Staden, Comitato investimenti National Trust
Dialogano con Virginia Stagni, chief marketing officer di Adecco Group Italy

 

Parole e musica di Elasi, cantautrice, producer e Dj

Con la partecipazione straordinaria di Donna Javotte Manca di Villahermosa, presidentessa dell’Università Bocconi (1932-1957) interpretata da Gledis Cinque, attrice


Una mostra per ricordare le LAVORATRICI del Novecento di Paderno Dugnano

 


Una mostra fotografica che celebra le Lavoratrici di Paderno Dugnano durante il Novecento.

La mostra è un’occasione per immergersi nella storia e nei cambiamenti della nostra città e per scoprire il ruolo delle donne nel mondo del lavoro, nel corso del secolo scorso.

Attraverso fotografie autentiche e testimonianze raccolte da Mario Colnaghi, è possibile ricordare o conoscere storie di coraggio, volontà e resilienza nate dalla determinazione delle donne di Paderno Dugnano, donne che hanno contribuito in modo significativo alla comunità e allo sviluppo della nostra città.

La mostra è visitabile dal 1 – 18 Marzo nel foyer della biblioteca Tilane.

Grazie Mario!

mercoledì, marzo 06, 2024

L’8 marzo sta arrivando… Giornata delle Donne… perché solo un giorno?

Un solo giorno per le Donne è un po' poco, non vi pare? Detto tra noi, penso sia doveroso dedicare molto più tempo a tematiche che riguardano le donne...

Negli ultimi anni ci siamo rese conto che, se vogliamo migliorare la condizione delle Donne, anche gli Uomini devo essere coinvolti e convinti che è necessario rispettare molto di più anche i diritti delle Donne, oltre a quello degli Uomini naturalmente, perché è l’unico modo per vivere meglio tutti. 
Iniziamo quindi questo ampio angolo dedicato alle Donne in modo un po' soft, ma anche con un poco di Storia.

Iniziamo con un articolo che riprendo dal sito Piante in Viaggio che parla di mimosa, fiore che riscopriamo tutti gli anni solo in occasione dell’ 8 Marzo, ma che forse non tutte/i sanno perché proprio la mimosa è diventata il simbolo della Giornata delle Donne.

La Mimosa, la Giornata delle Donne e la Resistenza
Nella ricorrenza dell’8 marzo, la Giornata delle Donne, il fiore da dedicare alle rappresentanti del gentil sesso è oggi quasi universalmente la mimosa. 
È stata certamente una buona idea, perché si accorda con l’aspetto delicato, il colore luminoso della sua infiorescenza, e con il suo profumo intenso, (n.d.r.: anche se forse il profumo non è tra i migliori...).
 
Ma forse, tutti noi abbiamo notato anche qualche incongruenza, sia storica che geografica: 
L’episodio che si ricollega all’8 marzo è avvenuto a New York (tra l’altro non l’8 marzo del 1908, ma il 25 marzo 1911); 
La scelta di celebrare la Giornata Internazionale della Donna fu fatta indicando inizialmente l’ultima domenica di febbraio, e la prima celebrazione, con la dicitura completa di “Giornata Internazionale della Donna operaia”, si tenne in Russia. 
E allora cosa c’entra la mimosa? 

Chi ha deciso che il fiore delle donne fosse la Mimosa, e non ad esempio la rosa, la camelia, la violetta, il non-ti-scordar-di-me? 
La Mimosa della Festa delle Donne è la Acacia dealbata, una delle tante Acacie che popolano la fascia intertropicale del pianeta. Originaria della Tasmania e del sud-est dell’Australia, la mimosa è stata introdotta in Europa all’inizio del secolo scorso. Quindi la Mimosa era già molto diffusa in Italia negli anni della Seconda Guerra Mondiale. 

Durante la Resistenza, una giovane staffetta, soprannominata Chicchi, rischiava la vita fra le strade di Firenze, portando i messaggi ai partigiani; alla fine di una missione, le fu regalato un rametto di mimosa. 

Quella giovane donna era Teresa Mattei, nata a Genova nel 1921, futura dirigente dell’UDI (Unione Donne Italiane); fu anche la più giovane deputata al Parlamento, eletta nella Costituente. 

Teresa si ricordò di quell’episodio quando, ai lavori dell’Assemblea Costituente, seppe che si stava cercando un fiore come simbolo per la Giornata delle Donne. 
Pietro Longo, ad esempio, aveva proposto la violetta, e le partigiane francesi premevano per il mughetto, tuttora usato oltralpe come simbolo della Giornata delle Donne. 
Ma Lei pensò che la Mimosa fosse una pianta ben acclimatata da noi, facilmente reperibile, molto meno costosa di una orchidea, o di una rosa; 
e se ne poteva staccare un rametto senza danneggiare troppo la pianta. 
La storia della Mimosa come fiore delle donne è nata così.

Teresa_Mattei si è spenta nel 2013, il 12 marzo, comunque in tempo per vedere, ancora una volta, tante Mimose intorno a lei. 

Grazie Teresa!
 

Ricordiamoci sempre l’ Articolo 3 della Costituzione Italiana:

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»


martedì, marzo 05, 2024

Riparte l’attività del Circolo Culturale RESTARE UMANI

 

Pur essendo Paderno Dugnano ricca di eventi importanti e significativi, l’associazione, nata nel 2011, voleva e vuole sperimentare un nuovo approccio alla promozione e produzione culturale padernese, per rispondere a una domanda che non sempre viene colta. 

Vogliamo guardare dentro, ma anche fuori dai suoi confini, per far emergere un’immagine padernese nuova, che nasce dal confronto culturale presente nel nostro territorio e per stimolare i creativi locali, mettendo a confronto le loro opere con quelle di altri attori di livello nazionale.

A Milano sono attive alcune delle più importanti Università, centri di ricerca scientifica, istituzioni e fondazioni culturali d’Europa, e qui si trova la massima concentrazione nazionale di produzione mediatica e di contenuti informativi.

Paderno Dugnano deve acquisire la consapevolezza di far parte di questo denso nodo metropolitano europeo attorno al quale gravitano sette milioni di abitanti che ovviamente rappresentano anche uno straordinario bacino di utenza.

Proprio per questo il Circolo Culturale Restare Umani ha scelto di non esaurire la sua iniziativa occupandosi di una sola disciplina, ma si propone piuttosto come hub di temi e interessi diversi, collaborando sinergicamente con singoli autori, creativi e associazioni tematiche.

Si intende pertanto facilitare la comunicazione e stimolare le iniziative che si svolgono nella rete urbana di cui la città fa parte, in particolare per quanto riguarda la letteratura, la fotografia e la pittura, le discipline bionaturali, la danza, la musica pop, jazz, rock, lo sviluppo urbanistico e sociale, l’architettura, il design, l’economia e il lavoro, la scienza, la tecnologia e l’ambiente.

Il motto “Restare Umani” che abbiamo fatto nostro, si ispira alla parola d’ordine di uno straordinario testimone del nostro tempo, Vittorio Arrigoni, un giovane reporter, scrittore e attivista internazionale che a un certo punto non si è più limitato a testimoniare la sua solidarietà, a raccontare la realtà che vedeva davanti ai suoi occhi, ma ha cercato di viverla divenendone parte fino alle estreme conseguenze: per “restare umano”.


La storia di Vittorio Arrigoni, attuale nel 2011 quando Restare Umani é stata creata, è quanto mai attuale anche ora, purtroppo:

Il 14 aprile 2011 all’uscita dalla palestra di Gaza nella quale era solito recarsi venne sequestrato da un commando terrorista che chiedeva, per la sua liberazione, il rilascio immediato dal carcere dei loro “confratelli” arrestati negli ultimi mesi nella Striscia.

Primo tra tutti lo sceicco salafita Abu al Walid al Maqdisi. In un video immediatamente pubblicato su YouTube, in cui Vittorio Arrigoni veniva mostrato bendato e legato, i rapitori accusavano l’Italia di essere uno “stato infedele” e l’attivista di essere entrato a Gaza “per diffondere la corruzione”.

Il giorno successivo Vittorio fu ucciso, sembra per strangolamento. Aveva 36 anni. 

Le motivazioni restano oscure.

L’omicidio di Arrigoni suscitò sdegno e proteste in tutto il mondo e fu condannato in modo unanime dalle Nazioni Unite e da vari Capi di Stato.

Le autorità della striscia di Gaza tributarono un “saluto solenne” con centinaia di partecipanti alla salma di Arrigoni prima del suo trasferimento in Italia.

Per rispettare le volontà di Vittorio Arrigoni, la famiglia dispose che la sua salma tornasse in Italia passando dall’Egitto e dal valico palestinese di Rafah anziché attraversando il territorio di Israele. I funerali, svoltisi a Bulciago furono celebrati da Monsignor Hilarion Capucci. Vi parteciparono migliaia di persone giunte da tutta Europa.

 

Che dire, oggi, nel 2024, dopo 13 anni, sembra che nulla sia cambiato, anzi, forse le cose sono peggiorate, o perlomeno ancor più incancrenite.

La storia e l’impegno di Vittorio devono però essere da stimolo per noi, oggi, a resistere e cercare sempre una soluzione per un domani migliore, per RESTARE UMANI.

Se anche tu condividi il bisogno di esprimere ed affermare, con i mezzi e gli strumenti della cultura, il desiderio di “restare umani” al di là di ogni contrasto, trasformando questa impegnativa aspirazione in progetti, eventi, opere ed iniziative, contattaci 

alla seguente email: restareumani2011@gmail.com 

o seguici su Facebook : Restare Umani Paderno Dugnano

lunedì, marzo 04, 2024

Impariamo qualcosa di nuovo ogni giorno con i corsi EDULIA dal Sapere Treccani

Dal Sapere Treccani, nel luglio 2022 è iniziata l’avventura di Eduliauna piattaforma in abbonamento ( a partire da 8,33€ al mese) rivolta a docenti (con Edulia Treccani Scuola), e da poco tempo, grazie alla sezione Edulia Masterclass, anche a tutti coloro che vogliono arricchire, in modo indipendente, il loro bagaglio di conoscenze o competenze. Al momento sono  disponibili circa 300 corsi, ma l’obiettivo, molto ambizioso, è quello di avere un palinsesto con più di 1.000 corsi.


In particolare, è disponibile una sezione Edulia Masterclass OPEN, Lezioni gratuite Open | edulia Masterclass dove ogni mese vengono rilasciati nuovi corsi, da seguire in diretta, ma con la possibilità di rivedere i corsi/lezioni già svolti.

Le lezioni sono GRATUITE in forma di webinar, scelte direttamente dai docenti di Edulia Masterclass.

Argomenti trattati:

  • Arte, cultura, e filosofia
  • Business e management
  • Coding e programmazione
  • Comunicazione e scrittura

Come esempi, che meritano di essere citati:

Si stava meglio con la penna d'oca - Paranoie da scrittori in un mondo che cambia | edulia Masterclass il 6 Marzo 2024 alle 18.30


Leadership al femminile | edulia Masterclass in calendario l’8 Marzo 2024 alle 13.00




domenica, marzo 03, 2024

Corsi dell'Università IULM aperti a tutta la cittadinanza

L'Università IULM conferma il suo ruolo centrale come polo di attrazione culturale per la città di Milano, consolidando la sua posizione come punto di riferimento nel panorama culturale milanese. Già partita a settembre 2023, prosegue l'iniziativa "IULM for the City", con un ciclo di lezioni gratuite aperte a tutti i cittadini, che affronta temi fondamentali legati al mondo della comunicazione. 

A partire da febbraio, si conferma la partecipazione di rinomati docenti come il professor Gianni Canova, il professor Roberto Vecchioni, la docente di Archeologia classica Stefania Mancuso, il politologo Angelo Panebianco e il manager e imprenditore Pierfrancesco Barletta. 

Questi i corsi del 2° semestre: 
Il Professor Gianni Canova, nel corso "Storia del cinema italiano", stimolerà la riflessione critica sui modelli estetici, linguistici, produttivi e comunicazionali che hanno influenzato la cultura di massa italiana, attraverso l'analisi di alcuni dei capolavori del cinema italiano. Il corso è aperto a tutti i cittadini e agli studenti dei corsi di studio di primo livello. 

Angelo Panebianco, nel corso "Teoria delle relazioni internazionali", offrirà una visione completa sui principali orientamenti e teorie dei rapporti internazionali passati e presenti. Il corso è aperto a tutti i cittadini e agli studenti dei corsi di studio di secondo livello. 

Roberto Vecchioni e Stefania Mancuso terranno il corso "La contemporaneità dell'Antico", che esplorerà come l'antichità influenzi la creazione dell'immaginario contemporaneo attraverso l'archeologia, la letteratura, la poesia e la musica. Il corso è aperto a tutti i cittadini e agli studenti dei corsi di studio di primo livello. 

Il corso "Comunicazione sportiva", tenuto a partire da febbraio 2024 dal manager ed imprenditore italiano Pierfrancesco Barletta, esaminerà lo sport dal punto di vista della comunicazione e del marketing e sarà aperto a tutti i cittadini e agli studenti dei corsi di studio di primo livello. 

I corsi di IULM for the City 2024 sono aperti alla partecipazione di studenti e uditori fino a esaurimento dei posti disponibili. 
In particolare, per gli esterni uditori: è necessaria l'iscrizione alle singole lezioni utilizzando il modulo disponibile in fondo a questo link: IULM for the City 2024

Di seguito il dettaglio dei corsi: 

Storia del cinema italiano (Gianni Canova): 
Aula 401 (IULM 4) – dalle 15:00 alle 18:00 
Febbraio: 22 febbraio, 29 febbraio 
Marzo: 7 marzo, 14 marzo, 21 marzo, 28 marzo 
Aprile: 18 aprile 
Maggio: 2 maggio, 9 maggio, 16 maggio, 23 maggio 

Teoria delle relazioni internazionali (Angelo Panebianco): 
Aula 122 (IULM 1) – dalle ore 9:00 alle 12:00 
Febbraio: 21 febbraio, 28 febbraio 
Marzo: 6 marzo, 13 marzo, 20 marzo, 27 marzo 
Aprile: 17 aprile, 24 aprile 
Maggio: 8 maggio, 15 maggio, 22 maggio 

Comunicazione sportiva (Pierfrancesco Barletta): 
Aula Mike Bongiorno (IULM 1) – dalle ore 10:30 alle 13:30 
Febbraio: 22 febbraio, 29 febbraio 
Marzo: 7 marzo, 14 marzo, 21 marzo, 28 marzo 
Aprile: 18 aprile 
Maggio: 2 maggio, 9 maggio, 16 maggio, 23 maggio
 
La contemporaneità dell'antico (Roberto Vecchioni e Stefania Mancuso): 
Le lezioni del 20 e 21 febbraio si terranno in Aula Mike Bongiorno — IULM 1. Dal 27 febbraio le lezioni con il docente Vecchioni si terranno in Aula 131, mentre le lezioni con la docente Mancuso si svolgeranno in Aula 144. 
Tutti i martedì con il docente Roberto Vecchioni dalle 15:00 alle 16:30 in Aula 131. 
Tutti i mercoledì con la docente Stefania Mancuso dalle 16:30 alle 18:00 in Aula 144. 
Febbraio: 20 febbraio (Aula Mike Bongiorno — IULM 1), 21 febbraio (Aula Mike Bongiorno — IULM 1), 27 febbraio, 28 febbraio 
Marzo: 5 marzo, 6 marzo, 12 marzo, 13 marzo, 19 marzo, 20 marzo, 26 marzo, 27 marzo 
Aprile: 16 aprile, 17 aprile, 23 aprile, 24 aprile, 30 aprile 
Maggio: 7 maggio, 8 maggio, 14 maggio, 15 maggio, 21 maggio, 22 maggio

sabato, marzo 02, 2024

Innamoramento ed educazione emotiva: Madame Bovary

 

Il Circolo dei Lettori (ilcircolodeilettori.it) di Milano organizza presso Mare Culturale Urbano  (Via Gabetti, 15 - Milano – Zona San Siro) tre incontri sull’educazione sentimentale – percorsi di letteratura e di socializzazione per la prevenzione della violenza di genere.


Sabato 9 marzo alle ore 18.30: Laura Lepri racconterà Madame Bovary di Gustave Flaubert, la cui protagonista, ambiziosa e sognatrice, persiste nella ricerca di amore e felicità. Ma, tra le pagine di quei romantici libri di cui è avida lettrice, Emma si perde. 

Chissà se un’altra educazione sentimentale l’avrebbe salvata.

L’incontro, in presenza, sarà corredato da splendide immagini e verrà trasmesso in streaming sul canale YouTube del Circolo dei Lettori.

 

Domenica 7 aprile dalle 17.00 alle 19.00: Per chi volesse approfondire la lettura del romanzo e le sue tematiche è previsto un gruppo di lettura, guidato dalla stessa Laura Lepri e destinato a un massimo di 20 partecipanti,. Per partecipare inviate una mail a comunicazione@ilcircolodeilettori.it.

 

Sabato 13 aprile dalle 17.00 alle 18.00, i personaggi del romanzo di Flaubert prenderanno vita, grazie alla lettura espressiva dell’attore Valerio Bongiorno, che ne interpreterà i passi più significativi.