La crisi dei migranti di Ceuta ha mandato in fibrillazione la politica dell'intero continente ma la prima metà del 2026 ha fatto registrare un ulteriore calo degli arrivi su tutte le rotte del Mediterraneo; calo che è solo la prosecuzione di una flessione in atto già da alcuni anni. Le migrazioni irregolari insomma sono ai minimi storici e negli ultimi sei mesi hanno fatto registrare una ulteriore diminuzione del 37%: sono questi i dati resi noti da Frontex, l'agenzia della Ue che si occupa proprio della vigilanza sui confini esterni dell'Unione.
«Nei primi sei mesi del 2026, il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere verso l'Unione Europea ha continuato a diminuire, con un calo del 37% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo i dati preliminari raccolti da Frontex, sono stati registrati 49.000 attraversamenti. Il calo riflette la costante cooperazione con i paesi partner e le misure preventive adottate nei principali paesi di partenza» scrive Frontex in un rapporto pubblicato il 10 luglio scorso.
Entrando nel dettaglio, l'agenzia sottolinea che tutte le destinazioni, dalla sponda sud a quella nord del Mediterraneo hanno subito un rallentamento. Il più marcato riguarda la rotta occidentale, quella che si dirige verso la Spagna crollata del 67% rispetto a un anno fa, superando di poco i 10.000 sbarchi. Solo le partenze dall'Algeria sono in lieve aumento. Dimezzamento invece degli ingressi in Italia che sono stati 14.340 (-55%). Il copione si ripete nella parte orientale del Mediterraneo dove la Grecia registra un -29% (16.643 migranti). «Prosciugata» infine anche la rotta terrestre che risale i Balcani (4.000 attraversamenti, -24%).
I numeri, in altri termini, fotografano una situazione non propriamente da emergenza, ben lontana dalle fasi acute delle crisi migratorie, quando gli sbarchi in Europa erano dieci volte superiori.
Tra Italia e Spagna è in più scoppiato un duello diplomatico con accuse reciproche sulle politiche migratorie. L'Italia ha accusato Madrid di avere favorito l'immigrazione attraverso una recente legge che ha concesso il permesso di soggiorno e di lavoro a circa 500.000 stranieri. In realtà il governo Meloni sta seguendo una politica non dissimile: ha varato un decreto flussi che prevede l'ingresso in Italia, nell'arco di tre anni di oltre 400.000 extracomunitari. Nell'uno e nell'altro caso una forte spinta a questi provvedimenti è arrivato dal mondo delle imprese, in difficoltà nel reperire manodopera.
Detto questo, il mare continua a essere la tomba per troppe persone che intraprendono la traversata. Ecco ancora cosa riporta il dossier di Frontex:
«Il costo umano rimane elevato. Secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, quasi 1.300 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno. Ognuna di queste morti è un monito sui rischi che le persone sono costrette a correre. Le reti di trafficanti continuano a mandarle in mare su imbarcazioni sovraffollate e non idonee alla navigazione, a prescindere dalle condizioni».
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