Nel 2024 Susan Abulhawa, autrice del romanzo Ogni mattina a Jenin, ha organizzato nei campi tenda una serie di laboratori di scrittura con giovani palestinesi sfollati, le cui vite sono state sconvolte dalla violenza, dalla fame, dalla perdita della casa, della famiglia e di ogni forma di normalità.
Da quell’esperienza nasce questa antologia: diciotto racconti brevi e intensi, scritti durante il genocidio perpetrato da Israele, nei quali la vita reale assume la forza della letteratura.
Queste storie aprono uno squarcio sull’esistenza a Gaza sotto le bombe.
Raccontano l’orrore dall’interno, nei gesti della vita quotidiana, nei suoni, negli odori: l’odissea per un buono alimentare, recuperare i propri vestiti dalle macerie, il viaggio in ospedale per partorire, dare un nome a un bambino salvato dalla morte, bere un caffè davanti al mare dopo aver perso tutto.
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