da "La CITTA'" del 4 Febbraio 2026 di Daniela Gasparini
Paderno Dugnano sta portando avanti una politica ambientale che guarda oltre i confini comunali, inserendosi nella prospettiva del Parco fluviale della Valle del Seveso e nel percorso di trasformazione del PLIS GruBrìa in Parco regionale.
Una visione che nasce dalla consapevolezza che il cambiamento climatico, la gestione delle acque e il consumo di suolo non possono più essere affrontati a scala locale.
Come spiega Walter Tiano a La Città, l’assessore all’Ambiente all’Ambiente, Mobilità sostenibile e Verde pubblico: il contrasto ai cambiamenti climatici è diventato una priorità politica dell’amministrazione padernese, tanto da portare all’istituzione di una delega specifica. L’obiettivo è tradurre gli impegni dell’Agenda 2030 in azioni concrete, costruendo una strategia coerente e misurabile sul territorio. Paderno Dugnano guarda sempre più oltre i propri confini comunali.
Come si inseriscono le politiche ambientali dell’amministrazione nella prospettiva del Parco fluviale del Seveso e della trasformazione del GruBrìa in Parco regionale?
Il contrasto ai cambiamenti climatici è una priorità politica per questa amministrazione, tanto che la Sindaca ha voluto istituire una delega specifica su questo tema.
Questo significa lavorare su una strategia concreta, coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030, capace di tradursi in azioni reali sul territorio. Ma il cambiamento climatico non si affronta a scala comunale: serve una visione sovracomunale.
Per questo stiamo rafforzando il confronto con i Comuni vicini e con gli enti territoriali, costruendo percorsi condivisi. I Comuni devono diventare laboratori di buone pratiche, anche sperimentando soluzioni innovative. Solo così si possono individuare modelli efficaci da estendere all’intero territorio.
In questo quadro si inseriscono sia
- il progetto finanziato da Fondazione Cariplo attraverso il bando “aGreenment”, sviluppato insieme al Parco Grubria e ad altri Comuni Brianza Centrale: Allearsi per il clima: aGREENment cambia prospettiva alla Brianza
- sia il percorso di trasformazione del PLIS GruBrìa in Parco Regionale, nella visione più ampia del Parco della Valle del Seveso. Parco GruBrìa
Gestione delle acque e consumo di suolo sono oggi temi strettamente collegati.
Quali interventi concreti avete messo in campo per ridurre l’impermeabilizzazione e il rischio idraulico?
Paderno Dugnano ha scelto di proporsi come territorio di sperimentazione, lavorando insieme a CAP Holding su soluzioni innovative per la gestione delle acque meteoriche.
Un primo esempio è il progetto di “Città Spugna” realizzato presso il centro sportivo: una grande superficie asfaltata è stata trasformata in area verde, ampliando il Parco Toti. I parcheggi sono stati riprogettati con sistemi completamente drenanti, che permettono all’acqua piovana di infiltrarsi nel terreno invece di finire in fognatura e, nei momenti di piena, nel Seveso. L’acqua viene oggi gestita attraverso stalli verdi, trincee drenanti e pozzi perdenti, riducendo in modo significativo il carico idraulico sulla rete.
Stiamo inoltre lavorando al progetto del Seveso River Park a Calderara, che permetterà di disconnettere le acque meteoriche di un intero quartiere. Le piogge verranno convogliate in un sistema di fitodepurazione e poi in bacini di ritenzione e infiltrazione, favorendo anche la ricarica della falda. Oltre alla sicurezza idraulica, si creerà una grande area verde pubblica, con benefici ambientali e sociali. Questi interventi segnano un cambio di paradigma rispetto al passato, anche grazie ai fondi PNRR.
Qual è il vero valore aggiunto di questo nuovo approccio?
In passato si interveniva soprattutto con opere ingegneristiche “hard”: soluzioni efficaci dal punto di vista idraulico, ma spesso a discapito del paesaggio, della biodiversità e della qualità urbana.
Oggi puntiamo su infrastrutture verdi e soluzioni basate sulla natura, che garantiscono sicurezza ma allo stesso tempo migliorano l’ambiente e rendono gli spazi più vivibili.
Sono interventi che ricuciono il rapporto tra città e natura, anche culturalmente: non tutto deve essere rigidamente artificiale per funzionare. In più contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico, riducendo le isole di calore, assorbendo CO₂ e migliorando la qualità dell’aria.
Paderno Dugnano può diventare un modello per l’intera Valle del Seveso?
Assolutamente sì.
Gli interventi che stiamo realizzando vogliono essere buone pratiche replicabili in tutto il territorio.
La sperimentazione è fondamentale per trovare soluzioni alternative alla gestione tradizionale delle acque e del suolo.
Ma altrettanto importante sarà monitorare gli effetti nel tempo e coinvolgere la cittadinanza, anche attraverso progetti di "citizen science".
L’idea di un grande Parco regionale della Valle del Seveso nasce proprio da questa esigenza: studiare soluzioni adatte a un territorio densamente urbanizzato e poi diffonderle su scala più ampia.
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