L’inaugurazione della Mostra RISSO
"CUBA e il manifesto rivoluzionario"
avvenuta Giovedì 22 Gennaio, è iniziata con gli interventi di Sergio Risso, l’Assessore Marco Coloretti e Pierfranco Arrigoni, rappresentante dell’Associazione Italia-Cuba (italiacuba.it).
La mostra resterà aperta dal 23 al 29 Gennaio dalle ore 10.00 alle 12.00 in Via G. Rotondi, 44 /Via 25 Aprile, 19 (interrato)
Come sempre è stata l’occasione per numerosi cittadini per ricordare avvenimenti e coinvolgimenti passati, ma anche per discutere di fenomeni e problemi che continuano a risultare di scottante attualità. Dopo gli ultimi avvenimenti in Venezuela sembra che la lunga mano degli USA intenda ricadere di nuovo su Cuba...
Sergio Risso ha allestito la mostra
sul “Manifesto Rivoluzionario Cubano” con ricchezza espositiva
considerevole, sia per numero e per varietà di pezzi: 109 poster, 71 xilografie
e serigrafie e una fotografia originale in bianco e nero del CHE.
L'esposizione si apre con due manifesti
che propongono il Leader Maximo - Fidel Castro e che presentano alcune
caratteristiche fondamentali in cui il volto di Fidel, viene rielaborato
graficamente da una fotografia, o attraverso la raffigurazione popolare ingenua
dello stesso resa con colori primari, brillanti e dal forte contrasto. Sebbene
diverse, le due tecniche sono entrambe efficaci dal punto di vista comunicativo
ed estetico.
Il percorso prosegue con un primo
gruppo di manifesti dell’OSPAAAL (Organizzazione di Solidarietà con i Popoli
dell'Africa, Asia, America Latina) che pubblicava la rivista TRIcontinental (tiratura
50.000 copie La Rivista
Tricontinental) con all'interno di ogni numero un manifesto con la
rielaborazione grafica di un leader antimperialista o della condizione umana
dei movimenti di liberazione accompagnate da messaggi in francese, inglese,
spagnolo e poi anche arabo. Alcuni esempi:
- Il profilo del volto di Lumumba che coincide con i confini del Congo,
- la capigliatura del guerriero angolano corrispondente a un nastro di proiettili,
- il filo spinato dell'apartheid sudafricano,
- il cavallo di Troia dell'imperialismo statunitense,
- le fauci spalancate della pantera del Black Power,
- il povero sudamericano crocifisso al dollaro del debito estero.
La mostra prosegue poi con i
manifesti riguardanti il Partito Comunista Cubano (PCC) e le sue organizzazioni,
i personaggi popolari della storia e della rivoluzione e gli anniversari più
importanti:
- Moncada (l’assalto alla caserma che ha dato inizio alla Rivoluzione Cubana),
- Baia Giron (o Baia dei Porci, nota per fallito tentativo di invasione americana per rovesciare il governo rivoluzionario di Fidel Castro),
- Primo Maggio, ingresso all'Avana, produzione agricola e industriale, temi sociali.
Sono posti in bella evidenza una
serie di 11 serigrafie a sostegno del Vietnam (unica copia presente in Italia),
con uno splendido gioco di colori (almeno 7) e figure che rivendicano il
diritto a una dimensione umana e pacifica dell'esistenza di un popolo aggredito
dagli USA.
Al di sopra delle serigrafie sono
collocate 11 xilografie (ottenute da incisioni su tavolette di legno) che, con
pesanti tratti in nero su bianco, evidenziano in modo drammatico i tentativi di
un popolo di uscire dalla schiavitù coloniale. (Messe a disposizione da Loris
Brioschi)
Ovviamente non può mancare, da
protagonista con Fidel Castro, il personaggio che, a prezzo della sua tragica
morte in Bolivia, ha fatto della rivoluzione cubana il paradigma della lotta di
liberazione di tutti i popoli dell'imperialismo.
La figura del guerrigliero eroico
Che Guevara si può vedere rielaborata in ben 8 varianti e ripresa inoltre in una curiosa fotografia in
cui appare in un informale gruppo di persone all’interno di un negozio, forse
una farmacia.
La mostra si conclude con la denuncia della repressione
in Cile, con l'invito al turismo cubano, con la specificità culturale e
l'originale pubblicità cinematografica.
Su quest'ultimo tema la grafica è
particolare, mostrando un rifiuto della tipica cartellonistica occidentale
caratterizzata da fotogrammi o disegni realistici, in favore di opere con illustrazioni
dagli aspetti molto creativi.
Se il piccolo Stato di Cuba è
oggi alla deriva, schiacciata dalle sanzioni del gigante USA, se non è più la
sua spina nel fianco, se non causa più timori di una guerra atomica, se non
allarma più l'imperialismo sostenendo tutte le lotte di liberazione nazionale
(con la speranza che riesca a resistere ancora dopo i fatti in Venezuela), grazie
al cartellone pubblicitario come mezzo di informazione di massa sviluppato ai
massimi livelli di originalità e creatività, abbiamo la testimonianza della sua
rivoluzione.
Se nei paesi occidentali il
cartellone pubblicitario è nato per persuadere il consumatore, nella
Rivoluzione Cubana è stato invece utilizzato per informare, costruire rapporti
umani, educare alla socialità e al gusto estetico, istruire e dare una dignità
storica ad una popolazione semianalfabeta.
Nel manifesto cubano vengono rielaborati tutti gli stili dell'arte figurativa del Novecento, da parte di artisti che sovente rinunciavano a firmare le proprie opere per segnalare la vicinanza al popolo.
Testo di Giuseppe Paolin
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