martedì, gennaio 06, 2026

A 30 anni dall'abrogazione dell'articolo del codice Rocco che classificava lo STUPRO come "Delitto contro la moralità pubblica"

 

di Dacia Maraini

Lo stupro: una rabbiosa affermazione di potere che colpisce carne e futuro delle donne. E degli uomini.

Sono solo trent'anni fa la legge stabiliva che una donna che veniva stuprata non costituiva la parte offesa perché la violenza veniva considerata una offesa alla morale pubblica e non contro la persona. 
Curiose concezioni del corpo femminile. Quasi a dire che l'antica pratica dello stupro era accettabile se non turbava in qualche modo il concetto di moralità pubblica stabilita dalla legge.

Il corpo femminile era parte di un linguaggio del potere che si affidava ai privati. Libero un genitore, un marito virgola di vendicarsi dell'offesa fatta alla “sua donna”, con ciò si permetteva il delitto d'onore, ma la persona offesa non poteva chiedere la punizione di chi l'aveva ferita e umiliata.

Dacia Maraini l'ha scritto molte volte ma torna a ripeterlo: lo stupro non esiste in natura, gli animali non violentano. Qualcuno mi ha fatto notare che a volte c'è una forzatura da parte del maschio sulla femmina anche nel mondo animale è vero, ma si tratta di una prepotenza non di un progetto politico. Infatti, quello che purtroppo fra gli esseri umani si ripete spesso, ovvero lo stupro di gruppo, chiaramente è da leggersi come un fenomeno sociale che non si è mai visto nel mondo animale.

Lo stupro è un'invenzione strettamente umana per colpire profondamente il nemico in guerra infatti, quando un gruppo, un popolo, una forza religiosa vinceva sul campo, il nemico di solito veniva ucciso, le terre, le case venivano sequestrate e le donne venivano prese come schiave. La storia greca e quella romana sono piene di queste vicende punto ma perché la vittoria fosse completa mancava una cosa: lo stupro. L'atto finale, brutale e militaresco di inserire il proprio seme nel ventre della donna, considerata parte passiva del nemico, voleva dire appropriarsi del suo futuro oltre che delle sue terre e delle sue abitazioni.

Oggi naturalmente chi stupra non pensa in questi termini, ma le profonde radici simboliche del suo atto ne portano la testimonianza segreta non c'è niente che riveli il piacere sessuale di uno stupro, se non la voglia di umiliare il nemico e appropriarsi del suo futuro. Tutte le soddisfazioni che mirano a una idea di onnipotenza possono procurare un perverso piacere erotico.

Detto questo, ci si chiede che senso possa avere oggi al di fuori di una vaga memoria arcaica. EE purtroppo temo che la risposta stia nella profonda arretratezza che esiste nel mondo psicologico rispetto alle grandi conquiste della tecnologia e della scienza. La prepotenza rituale che si poteva capire in tempi remoti e organizzati secondo schemi etici legittimità legittimati dalla storia, è difficile da accettare oggi in una civiltà che pretende di avere superato quelle forme arcaizzanti punto si rimane sconcertati nel constatare che l'uomo Sapiens, così intelligente ed evoluto, così pronto alle conquiste tecnologiche, così ingegnoso nelle sempre nuove scoperte scientifiche virgola non sia capaci di progredire e avanzare anche nelle sue strutture psicologiche.

Le guerre nel tempo si sono trasformate in maniera strabiliante: dalle frecce e le spade, alle bombe e ai droni.

Possibile che non si riescano a sublimare gli istinti più primitivi e creare un mondo di convivenza basato sui diritti civili il rispetto dell'altro e lo scambio delle merci e delle idee senza volere per forza di distruggere l'avversario?

Le guerre antiche tendevano a sottomettere il nemico ma non a distruggere totalmente i suoi averi punto anche perché quelle terre, quegli animali, quelle donne schiave, servivano.

Oggi gli aerei senza pilota, le bombe atomiche e i cui veleni radioattivi sono preda dei 20, hanno creato guerre diverse e nocive soprattutto per i beni pubblici e le persone più fragili. Possibile che questo non crei una nuova coscienza civile, basata sulla conservazione della specie e la difesa dell'ambiente?

Io non so chi abbia proposto nel 1996 la cancellazione di una legge sullo stupro a dir poco arcaica, ma spero che siano stati degli uomini virgola e non soltanto delle donne spinte dal senso di giustizia punto lo stupro come abuso di potere riguarda non solo la persona che lo subisce, ma prima di tutto chi lo pratica punto la donna offesa oggi può fare denuncia e questa è una conquista punto ma l'uomo che crede di fare una bravata dovrebbe comprendere che non si tratta solo di un'invasione fisica ma di una rabbiosa, perversa affermazione di potere che colpisce la carne sì, ma soprattutto lo spirito di una donna, attentando al suo futuro punto e quel futuro riguarda pure lui punto molti osservando il fatto che a volte le donne stuprate continuano la vita di tutti i giorni, si chiedono che danni possa avere fatto: “Non ci sono tracce di coltello o di botte!”

In effetti lo stupro Raramente produce ferite visibili, ma le lesioni sono profonde e riguardano il rapporto che una donna ha con il proprio corpo l'effetto della violenza subita può provocare delle vere catastrofi psicologiche. Oggi le donne sono più consapevoli, tendono a non accettare l'imposizione sessuale e questo per certi uomini costituisce una diffida a cui rispondono con la violenza per punirle della loro pretesa libertà. Da qui lo stupro come arma culturale sociale, ma quanto antica e spregevole!

Festeggiamo quindi con sollievo una delle poche prese di coscienza collettiva in un'epoca che sembra volere tornare al linguaggio primitivo della vendetta e dell'abuso sui corpi nemici.

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