Nella classifica mondiale redatta
da Mercer, l’Italia si riconferma sotto la media europea per adeguatezza
(mentre per sostenibilità e integrità del sistema pensionistico lo studio
rileva un lieve miglioramento)
Il Global Pension Index
2024
La classifica del Mercer CFA Institute Global Pension Index
2024 pone al primo posto il sistema pensionistico
olandese, seguito da quelli di Islanda e Danimarca. Per l’Italia, ma non è
una sorpresa, solo il 35esimo posto a livello globale. Peggio fa il
Giappone.
Il Global Pension
Index compara 48 modelli pensionistici a livello globale per una
copertura del 65% della popolazione mondiale, indagando 3 diversi ambiti.
Il primo
riguarda la «sostenibilità», che identifica la solidità attuariale tra
contributi e prestazioni;
Il secondo
invece l’«adeguatezza», ovvero l’ammontare delle prestazioni
pensionistiche e il supporto governativo al sistema pensionistico rilevato per
ciascun Paese.
Infine, il
terzo, l’«integrità», rileva il livello di governance e regolamentazione
dei sistemi pensionistici, con particolare attenzione al settore privato.
Alla luce di tutto questo, i Paesi
Bassi realizzano il punteggio complessivo più elevato dell’indice
(84.8), tallonati dall’Islanda (83.4) e dalla Danimarca (81.6).
Oltre alla presenza di normative
strutturate e di servizi di assistenza a disposizione dei partecipanti, spiega
il report pubblicato da Mercer, il sistema pensionistico dei Paesi
Bassi continua a godere dei benefici dettati dal passaggio da una struttura
collettiva a prestazione definita a un approccio più individuale, a
contribuzione definita.
L’Italia penultima in
Europa per sostenibilità pensionistica
Veniamo all’Italia. Il report
conferma il nostro Paese sotto la media europea su tutte e 3 le dimensioni
dell’indice, insieme ad Austria, Polonia e Turchia, sebbene con un
leggero decremento totale rispetto al 2023 (da 56,3 a 55,4).
Nell’ambito dell’adeguatezza, l’Italia ha leggermente peggiorato la propria posizione vedendo passare l’indice da 72,7 a 68,2. E se l’indice di sostenibilità è in leggero miglioramento (da 23,7 a 25,1), cosa ricollegabile principalmente a un piccolo aumento del numero di persone con età superiore ai 50 anni iscritte a un fondo pensione, il nostro Paese si conferma comunque per questo indice nella parte più bassa della classifica europea, posizionandosi al penultimo posto.
- il debito pubblico elevato,
- il basso tasso di crescita,
- l’elevata spesa governativa per le pensioni e
- il livello di adesione alla previdenza complementare ancora molto basso.
Il valore del terzo sotto-indice
considera invece l'integrità del sistema pensionistico complessivo, ma con
un'attenzione particolare al settore privato. Qui l’Italia registra il
valore più alto dei tre sotto-indici (77,2), con un rilevante
miglioramento rispetto allo scorso anno (75,9), dovuto principalmente
all’aumento del capitale pensionistico detenuto dai maggiori fondi pensione
privati e alla reperibilità delle informazioni in merito alla propria posizione
individuale per i membri iscritti a un fondo pensione.
Grado A: Un sistema di reddito
pensionistico solido e di prim'ordine, che offre buoni benefici, è sostenibile e
ha un alto livello di integrità
Grado B e B+: Un sistema che
ha una struttura solida, con molte buone caratteristiche ma ha alcune aree di miglioramento
che lo differenziano da un sistema di grado A
Grado C e C+: Un sistema che
presenta alcune buone caratteristiche ma anche grandi rischi e/o carenze che dovrebbero
essere affrontati; Senza questi miglioramenti, la sua efficacia e/o sostenibilità
a lungo termine può essere messa in discussione. L’Italia è classificata con
il Grado C.
Grado D: Un sistema che presenta
alcune caratteristiche desiderabili, ma anche importanti debolezze e/o omissioni
che devono essere affrontate; Senza questi miglioramenti, la sua efficacia e sostenibilità
sono in dubbio
Grado E: Un sistema scadente
che potrebbe essere nelle prime fasi di sviluppo o inesistente
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