venerdì, novembre 23, 2012

Sesso e Design alla Triennale di Milano


Triennale Design Museum presenta KAMA. Sesso e Design, una grande mostra che analizza il rapporto tra eros e progetto. Fin dal titolo, che rievoca il dio indiano del piacere sessuale, dell'amore carnale e del desiderio, KAMA prova a fare i conti con uno dei fantasmi più esasperati, ma al contempo più rimossi, della contemporaneità.
Sono così indagati modi, forme e strategie con cui la sessualità si incorpora nelle cose e ne fa strumento di conoscenza. Per chi le progetta, ma anche per chi le usa.
Cuore della mostra è una rassegna, a cura di Silvana Annicchiarico, che rintraccia radici storiche, mitiche e antropologiche per arrivare fino ai giorni nostri, con oltre 200 fra reperti archeologici, disegni, fotografie, oggetti d’uso e opere di artisti e designer internazionali. Una selezione ampia e sfaccettata che vuole andare oltre la stereotipizzazione delle luci rosse, della pruderie o dei facili scandali: dai vasi a figure rosse etruschi agli amuleti fallici di epoca romana, dai disegni di Piero Fornasetti alle fotografie di Carlo Mollino e di Ettore Sottsass, dal divano Mae West di Salvador Dalí fino al sorprendente e provocatorio The Great Wall of Vagina di Jamie McCartney, formato dai calchi dei genitali di 400 donne.
In parallelo, per ampliare i punti di vista e restituire un racconto corale e collettivo, otto progettisti internazionali - Andrea Branzi, Nacho Carbonell, Nigel Coates, Matali Crasset, Lapo Lani, Nendo, Italo Rota e Betony Vernon - si confrontano con questo tema e ne presentano la propria personale interpretazione attraverso inedite installazioni site-specific.

Triennale Design Museum
viale Alemagna, 6 - Milano
5 dicembre 2012 - 10 marzo 2013
martedì-domenica: 10,30-20,30
giovedi: 10,30-23,00

mercoledì, novembre 21, 2012

IL SILENZIO DELLA GUERRA

Immagini  di  corpi  straziati ,immagini  di  città  rase al  suolo, immagini  di  donne, bambini  sanguinanti  che corrono, corrono per sfuggire alla morte...dalla  Siria, da  Gaza,dal  Congo....oggi noi  spettatori inermi con  le  mani  in  mano senza parole, perchè  la  guerra non  ha parole  ma  solo  suoni  terribili a  cui  seguono  altrettanti  silenzi  devastanti. Ho  trovato  una  poesia  di  un  poeta  palestinese che  Vik  tanto  amava

PENSA AGLI  ALTRI

Mentre prepari la tua  colazione,pensa agli  altri,
non dimenticare il cibo delle  colombe
Mentre fai le tue guerre,pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell'acqua,pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua,pensa agli  altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti,pensa agli  altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore,pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di  esprimersi.
Mentre pensi agli altri,quelli lontani,pensa a te stesso
e di':magari fossi una candela in mezzo al buio.

Mahmoud Darwish

martedì, novembre 20, 2012

MARY SETRAKIAN E AVANT ORCHESTRA IN CONCERTO

Mary Setrakian artista di fama mondiale che ha debuttato a Broadway e si è esibita in numerosi musicals,
sarà presente al teatro Cinema Nuovo di  Novate M.se il  23 novembre 2012 alle ore 21.00 per un  concerto con  gli  Avant Orchestra. Californiana di San Francisco Mary, ha anche preparato Nicole Kidman nella famosa performance del musical Moulin Rouge. Dotata di un  timbro vocale particolarmente brillante che  le  consente di far notare le sue  enormi  capacità interpretative, si  cimenta anche in numerosi brani classici soprattutto di  Giacomo Puccini.
Il  gruppo di  musicisti che accompagna l'artista ,gli Avant Orchestra provengono dall'area milanese e dopo aver maturato esperienze musicali in grandi  big band hanno  deciso  di  unirsi sotto  la  guida del  direttore Marco Fior.Un repertorio  complesso quello che verrà proposto in questo concerto anche in previsione del loro  primo  album nel 2013 con pezzi  scritti proprio  da Fior che è  anche uno  dei  soci fondatori  del  nostro circolo culturale. Ovviamente  un  grande augurio da  parte  di  tutti  a Marco e a tutti  i  musicisti  anzi  un  VAIII  MARCOOO  non  guasta  proprio  mai!!!!

lunedì, novembre 19, 2012

Via Giovanni Pesce, Paderno Dugnano

A.N.P.I. Paderno Dugnano
Sez. “A. Cazzaniga”



invita tutti gli iscritti e simpatizzanti Domenica 25 Novembre 2012 ore 12.30 al Pranzo Partigiano presso il centro diurno Ein Karem Via Gadames, 47 - Villaggio Ambrosiano. Nel corso della giornata ricorderemo il Comandante Partigiano

Giovanni Pesce 

alle 11.30 con una  cerimonia nella Via che Paderno Dugnano, prima città in Italia, gli ha dedicato,  nel pomeriggio con la figlia Tiziana e Roberto Farina , che presenteranno  il libro di Nori Brambilla Pesce,  “Il pane bianco”,  e  a seguire con una lettura di poesie sulla lotta partigiana. Sarà inoltre esposta la mostra “Brianza Partigiana. Ricordare, progettare il futuro” a cura dell’  ANPI – Comitato Provinciale Monza e Brianza


Nori Brambilla e Giovanni  Pesce, due  figure  indimenticabili soprattutto  per  l'esempio  che  hanno  saputo trasmettere  a tutti  noi  in  questi  anni. Vi  aspettiamo  numerosi per  ricordare l'importanza della  Resistenza e di coloro  che  hanno lottato per la  libertà  e la  democrazia

giovedì, novembre 15, 2012

Il viaggio di Vittorio continua per chi vuole la pace

(dal sito: http://www.ilfattoquotidiano.it/)

La storia di Vittorio Arrigoni, raccontata dalla madre: “Vive per chi vuole la pace”

E' uscito "Il viaggio di Vittorio", il libro di Egidia Beretta, mamma dell'attivista ucciso a Gaza nel 2011. "La cosa che mi turba di più è non sapere perché è morto. Noi eravamo preoccupati, ma non gli avremmo mai impedito di andare. Aveva visto violenza e atrocità, ma la sua passione per i diritti umani lo riportava sempre lì"

Egidia Beretta Arrigoni

La signora Egidia Beretta è la mamma di Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano ucciso a Gaza la notte tra il 14 e il 15 aprile 2011. Una donna forte e determinata, da sempre impegnata nel sociale. Ancora oggi si reca nelle scuole a parlare dell’esperienza di suo figlio. Ma, come lei stessa ammette, sotto la corazza che si è costruita nasconde un dolore lacerante. “Certi giorni, quando sono sola, mi rifugio nella stanza segreta del mio cuore e lascio che il dolore mi strazi, e piango e lo chiamo, chiamo forte il mio bambino che non c’è più”, scrive Egidia nel libro “Il viaggio di Vittorio” (Dalai editore) uscito in questi giorni. In questo volume ha scelto di raccogliere lettere e scritti, passioni e angosce di suo figlio, dall’infanzia fino a oggi. Sì, perché Vittorio non è morto. Per Egidia vive ancora nel loro intenso scambio epistolare, nei reportage, nella rete, nei libri, nella sua testimonianza, anche nei temi delle elementari in cui già manifestava sensibilità e attenzione per i diritti umani.
Perù, Europa dell’Est, Africa, l’attivista italiano ha portato il suo contributo ovunque ve ne fosse bisogno. Quando andò in Congo nel 2006, come osservatore dell’Onu, alla madre disse: “Vorrei far vedere agli africani che c’è anche un Occidente amico e non solo quello neocolonialista e sfruttatore”.
In Palestina, invece, arrivò la prima volta nel 2002. Proprio quell’anno avvenne la sua iniziazione come scudo umano davanti a una scuola piena di bambini assediata dai carri armati israeliani. Da quel momento Vittorio affrontò molti rischi per aiutare la gente del posto e raccontare ciò che vedeva: i bombardamenti, la morte di ragazzini inermi, il dolore negli ospedali, le abitazioni distrutte. Fu anche malmenato e poi espulso dalle autorità israeliane, rimandato in Italia in camicia e ciabatte. “Tieni forza e coraggio. Opera per la pace, anche se ti e ci vien voglia di rispondere occhio per occhio alle offese. Ma, come diceva il Mahatma Gandhi, a furia di dire occhio per occhio, resteremo tutti ciechi”, gli scrisse Egidia il 20 aprile del 2004.
Ne aveva viste tante Arrigoni, gli era capitato di raccogliere pezzi dei suoi amici e teste di bambini. Del suo ultimo ritorno a casa, nel 2009, la mamma ricorda le urla notturne, l’inquietudine, gli incubi di chi aveva assistito ad atti disumani. “Noi eravamo preoccupati, ma non gli avremmo mai impedito di andare. Era la sua vita. Nonostante avesse visto tanta violenza e tante atrocità, la sua sfrenata passione per i diritti umani lo riportava sempre lì. Si sentiva amato dalla gente, accettato da tutti. Mi disse una volta che se non fosse tornato a Gaza, sarebbe andato altrove a cercare qualcuno da aiutare”.
Arrigoni ripartì per l’ultimo viaggio nel 2010. Passando dall’Egitto riuscì a rientrare a Gaza. Riprese ad aiutare “i fratelli palestinesi”, come lui li chiamava, e a raccontare ciò che vedeva attraverso il suo blog, Guerrilla Radio, e la collaborazione con PeaceReporter. Fino alla notte tra il 14 e il 15 aprile del 2011, quando venne ucciso da una cellula  jihadista salafita, a quanto pare fuori controllo, con motivazioni che ancora oggi appaiono poco chiare. “La cosa che mi turba di più è non sapere la vera motivazione della sua morte – ha continuato Egidia – È il pezzo che manca. Non penso che lo conosceremo mai. Mi consola ricevere ancora oggi lettere di stima e di affetto nei confronti di Vittorio. Voglio che lui venga ricordato per quello che ha dato alla gente”.
Dal 2004 la signora Egidia, che a dicembre dell’anno scorso ha perso anche suo marito Ettore, è sindaco del Comune di Bulciago, in provincia di Lecco, un paesino di circa 3000 anime che la vede sempre in prima linea nel sociale e nel miglioramento della qualità della vita sul territorio. “A Bulciago abbiamo avuto il problema, soprattutto in passato, di tantissime industrie chimiche che operavano nella zona. Ci siamo battuti molto per la salvaguardia dell’ambiente e delle nostre terre. Ora per fortuna sono diminuite queste industrie. Continuo però a lavorare per migliorare le condizioni dell’ “ambiente umano”, anche con l’apertura e la cura di giardini pubblici e luoghi di incontro. Mi sto occupando anche di casi particolari. Proprio stamattina ho avuto una riunione con l’assistente sociale per discutere le situazioni di alcuni bambini del paese che vivono in condizioni di disagio”. Oltre a tenere vivo il ricordo del figlio, nel suo piccolo Egidia segue la scia di Vittorio che difendeva i “suoi” bambini a Gaza. L’altruismo è proprio un “vizio” di famiglia, passato prima di madre in figlio e poi di figlio in madre.

giovedì, novembre 08, 2012

Restare Umani, difendere il suolo



Ogni giorno in Lombardia si consumano 117 mila mq, pari a 7 volte piazza Duomo, con una velocità doppia della media italiana. Si può continuare così?
In tutta Europa, nelle Università italiane, sui giornali e nel mondo ambientalista si discute da tempo di consumo di suolo e di come fermarlo.
Per questo il Circolo Culturale Restare Umani di Paderno Dugnano ha proposto ieri sera nell'Auditorium Tilane un confronto e una riflessione su questo importante tema di attualità. Una riflessione puntuale perché entro dicembre i padernesi dovranno affrontare con la discussione pubblica del PGT in Consiglio comunale, il nuovo documento urbanistico che disegnerà il futuro della nostra città.
Di "consumo di suolo zero", infatti, si parla molto nel nuovo documento urbanistico che dovrebbe disegnare la la città del futuro. Ma cosa prevede il PGT padernese a questo proposito? Cosa significa consumo di suolo zero?
Per parlarne più approfonditamente il Circolo ha pensato di utilizzare due mezzi: un libro "Malacittà. La finanza immobiliare contro la società civile" scritto da Mario De Gaspari, e un film "I 40 passi: la verde Brianza e la città infinita", realizzato dal regista Andrea Boretti, in collaborazione con i docenti Paolo Pileri e Arturo Lanzani del Politecnico di Milano e del giornalista , Andrea Di Stefano, direttore del mensile di finanza etica, economia sociale e sostenibilità, "Valori".
Nel filmato di cui all'inizio dell'incontro si è proiettata la prima parte, si afferma una realtà che molti ignorano. La "verde Brianza", non è più il polmone verde del Nord Milano, come molti ancora pensano, ma è la seconda provincia più urbanizzata d’Italia. Passando per Monza, Triuggio, Desio, Caponago, Seregno e Seveso (i 40 passi del titolo sono quelli che separano Meda da Seregno e dimostrano materialmente che la Brianza è ormai un continuum urbano, un territorio senza orizzonti che non siano le costruzioni), il documentario spiega cos’è  il suolo, cosa significa consumarlo e quali sono le conseguenze su ambiente e popolazione. I due docenti hanno spiegato con chiarezza che il suolo è la pelle del nostro pianeta che produce cibo e nutrimento, basato su un equilibrio idrogeologico naturale e soprattutto che è una risorsa non rinnovabile, da difendere impedendo che venga usato esclusivamente come supporto per operazioni finanziarie private di tipo speculativo.

venerdì, novembre 02, 2012

Autunno senza raccolto



GIORNO D'AUTUNNO

Signore: è tempo. Grande era l'arsura.
Deponi l'ombra sulle meridiane,
libera il vento sopra la pianura.

Fa' che sia colmo ancora il frutto estremo;
... concedi ancora un giorno di tepore,
che il frutto giunga a maturare, e spremi
nel grave vino l'ultimo sapore.

Chi non ha casa adesso, non l'avrà.
Chi è solo a lungo solo dovrà stare,
leggere nelle veglie, e lunghi fogli
scrivere, e incerto sulle vie tornare
dove nell'aria fluttuano le foglie.

Rainer Maria Rilke  

martedì, ottobre 30, 2012

Consumo di suolo: un libro e un film per discuterne


"Il consumo di suolo a Paderno Dugnano" è il tema proposto dal Circolo Culturale Restare Umani che ha organizzato, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale un evento che si terrà all'Auditorium Tilane di Piazza Divina Commedia, Mercoledì 7 Novembre 2012, alle ore 21.
Ogni giorno in Lombardia si consumano 117 mila mq, pari a 7 volte piazza Duomo, con una velocità doppia della media italiana. Si può continuare così?
In tutta Europa, nelle Università italiane e nel mondo ambientalista si discute da tempo di consumo di suolo e di come fermarlo. Cosa prevede il PGT di Paderno Dugnano a questo proposito? Cosa significa consumo di suolo zero?
A queste domande cercheremo di dare risposta in due modi: alle ore 21.00 con la proiezione di parti del film "I 40 passi: la verde Brianza e la città infinita" (regia di Andrea Boretti) e a seguire, con la presentazione del libro di Mario De Gaspari “ Malacittà: La finanza immobiliare contro la società civile ” (Mimesis 2011, 169 pagg.). Seguirà un dibattito aperto ai cittadini.

lunedì, ottobre 01, 2012

Una giornata con Don Gallo

Sabato sera a Senago, al Centro Sportivo, era stato organizzato un incontro con Don Gallo, per parlare del lavoro: Lavorare per vivere e non per morire.
Per problemi di traffico in tangenziale l’incontro è iniziato con un’ora di ritardo, ma quando è entrato tutti in piedi per una grande ovazione e lui, questo ragazzo di 84 anni ha iniziato a modo suo, ringraziandoci per essere venuti li nonostante il brutto tempo a sentirlo, lui che ogni anno fa 300.000 km per girare in lungo e in largo, ma penso che ne faccia un’altra buona dose a piedi camminando in lungo e in largo, come ieri sera in 2 ore senza mai fermarsi né di parlare, né di camminare avanti e indietro a destra e a sinistra raccogliendo applausi in continuazione. Ne  ha avuto per tutti, politici, clero. E’ stato un fiume in piena, ha raccontato aneddoti di Don Milani, di sua mamma quando è diventato Don, dei suoi continui battibecchi con i vari cardinali succedutisi nella sua diocesi. Dei politici che sperperano denaro e che ricevono a “propria insaputa” case e denaro, delle olgettine etc. etc.
Ha parlato del G8 di Genova, della rivoluzione del  ’68 iniziata con la strage di circa 250 persone a Città del Messico e continuata poi in tutto in mondo, di M. L. King, della marcia pacifica del Subcomandante Marcos con i suoi zapatisti giunti disarmati a Città del Messico. Di Padre Zanotelli, di Don Bizzotto e dei Beato Costruttori di Pace e ha ricordato Vik Arrigoni e il suo motto ‘ Restare Umani’
Ha ricordato di come un giorno ad una domanda di un cardinale sui Vangeli, gli ha risposto che lui ne seguiva 5 e il 5’ non erano quelli apocrifi come credeva lui, ma quello secondo De Andre.
Ma ha parlato, in bene, degli emarginati, degli immigrati, di chi non ha il lavoro o di chi l’ha perso per colpa di industriali (industriali?) che impongono il voto ai referendum nelle proprie fabbriche.
Dopo un’ora e mezza ha cominciato a dire che raccontava un’ultima cosa e cosi via per un’altra mezz’ora che è volata via. Al termine ha salutato tutti ballando con la bandiera della Pace.  Possiamo dire due ore di grande cabaret intelligente e che lascia il segno, raccontato  come solo lui sa fare.
Alla serata era presente anche il Comitato per i famigliari delle vittime dell’Eureco con un banchetto.