GAZA: immaginidi di Google map - Rafah, quartiere Tal as-Sultan 2023-2026
da " l'Internazionale" del 2 Ottobre 2026
In Israele politici, leader militari e gran parte dei
mezzi di informazione cercano di screditare un
documentario che quasi nessuno di loro ha vi
sto.
Naza analizza il sistema di intelligenza artificiale usato dall’esercito israeliano per selezionare i bersagli nei bombardamenti su Gaza.
Si
basa sulle interviste a 24 fonti anonime.
I leader
israeliani hanno bollato il film come una “storia
inventata” che diffama il paese.
I registi Yuval
Abraham e Rachel Szor rischiano di essere privati della cittadinanza per tradimento.
È assurdo.
Naza mostra in che modo la di
stanza burocratica e la routine possono trasformare la violenza estrema in un lavoro ordinario.
Una democrazia che riconosce il valore
della vita come minimo avvierebbe un’indagine.
Le testimonianze vengono da persone in
terne alle forze armate.
Quello che le ha spinte
a parlare non sembra essere il rimorso, anzi
alcune sono orgogliose di ciò che hanno fatto.
Di base spiegano che l’esercito considera come
un prezzo accettabile fare un gran numero di
vittime palestinesi per uccidere un singolo
esponente di Hamas.
Naza non parla solo di
morte e distruzione, ma anche di chi le rende
possibili: israeliani gentili e istruiti della classe
media progressista.
Il sistema che hanno costruito li avvertiva che donne e bambini sarebbero morti in massa.
Eppure si sono detti che la
responsabilità era di altri.
La moralità è svanita
da qualche parte ai vertici della catena di comando.
I politici israeliani sostengono che la condotta dell’esercito non può sottostare a una valutazione indipendente, cosa difficilmente compatibile con il rispetto dello stato di diritto.
Il film si
basa su rivelazioni già pubblicate dal sito israelo-palestinese +972 Magazine, dalla sua versione in ebraico Local Call e dal Guardian tra il
2023 e il 2025.
E c’è un risvolto inquietante: l’intelligence israeliana potrebbe avviare un’in
chiesta sulla fuga di notizie.
Usando l’esercito
contro i registi del documentario, Israele vuole
punirli in modo esemplare.
Il Committee to protect journalists e altre
organizzazioni per la libertà di stampa hanno
chiesto a Israele di proteggere giornalisti e registi.
Ma il premier Benjamin Netanyahu ha minacciato di revocare la cittadinanza a chiunque
diffonda “calunnie” sui soldati israeliani.
Invece di indagare sui presunti crimini, vuole punire
chi li denuncia.
I leader israeliani dovrebbero
proteggere quelli che vigilano sul potere, non
scatenargli contro le folle.
NdR:
"La responsabilità era di altri...hanno solo eseguito dei comandi..."
Sembrano frasi molto simili alle giustificazioni dei soldati tedeschi che uccidevano ebrei nei lager e nei campi di concentramento...
Ricordo che il film NAZA è in programmazione il 2, 3, 4 e 7 Ottobre al Cinema Metropolis di Paderno Dugnano
Nessun commento:
Posta un commento