venerdì, ottobre 09, 2026

LIBRO: "A volte ti amo: La rivoluzione dei rapporti nel mondo fragile delle nuove generazioni" di Matteo Lancini

 
Ha ancora senso pensare a un futuro a due, soprattutto per le nuove generazioni, sempre piú combattute tra il bisogno profondo di intimità e il timore di dipendere dall'altro? 
Con la sensibilità clinica e lo sguardo attento che contraddistinguono il suo lavoro, Matteo Lancini aggiunge una nuova tessera a quel grande puzzle che sta costruendo in questi anni per aiutarci a comprendere il mondo degli adolescenti e dei giovani adulti, che nei confronti delle relazioni amorose mettono in luce quella paura verso un sentimento intenso e totalizzante che in fondo spaventa tutti, non solo loro.

A breve la coppia potrebbe non esistere piú. 
In senso tradizionale è già scomparsa da tempo, ma l'incontro quotidiano con ragazze e ragazzi testimonia quanto sia sempre piú complicata l'integrazione tra i bisogni individuali e l'investimento progettuale richiesto da qualsiasi relazione di coppia. 

Il mandato familiare e sociale che ha orientato la crescita delle nuove generazioni è quello di essere autonomi e di non dipendere da nessuno sin dalla piú tenera età. 
Il progetto individuale è tutto e oggi il sesso interessa sempre meno. 
Del resto, si tratta delle prime generazioni della storia dell'umanità che crescono in una società in cui l'atto sessuale non è piú necessario alla sopravvivenza della specie e mettere al mondo un figlio non implica necessariamente l'unione con il corpo dell'altro. 

Che senso ha la coppia oggi per gli adolescenti e i giovani adulti? 
Perché si predilige una «frequentazione» a una vera relazione? 
Perché il corteggiamento è difficile, se non impossibile? 
Che significato ha il controllo del partner tramite geolocalizzazione e conoscenza delle reciproche password dello smartphone? 
La dipendenza affettiva è davvero un problema? 
A quali emozioni si deve fare fronte quando ci si lascia?
 
Queste sono solo alcune delle domande a cui questo libro prova a dare risposta, come una bussola per orientarsi nelle relazioni evitate o intrattenute da parte di ragazze e ragazzi. 
Perché l'educazione affettiva e il contrasto alla violenza di genere non sono didattica, ma una delicata e autorevole identificazione con le emozioni e i vissuti delle nuove generazioni.

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