Un 13% degli intervistati anticipa ulteriormente questa consapevolezza, collocandola prima dei 25 anni. Complessivamente, il 51% degli intervistati afferma di pensare all’invecchiamento almeno qualche volta. Non si tratta però soltanto di una questione legata al corpo o al passare del tempo. Secondo la ricerca, a pesare sono anche le aspettative sociali associate alle diverse fasi della vita.
Percorsi professionali meno lineari, maggiore difficoltà nel raggiungere l'autonomia economica e percorsi familiari meno prevedibili possono alimentare la sensazione di essere in ritardo rispetto alle tappe considerate tradizionalmente normali. A questo si aggiunge il confronto con modelli di successo e realizzazione personale diffusi attraverso i social.
Il quadro è ben diverso quando si passa dalla consapevolezza dell'invecchiamento alla percezione della propria età.
Il 49% degli italiani dichiara infatti di sentirsi più giovane rispetto agli anni indicati dalla carta d'identità. Una sensazione aumenta proprio con l'età.
La consapevolezza dell'età che avanza non produce automaticamente un sentimento negativo:
tra i «Mindful», il 41% considera l'invecchiamento una parte naturale della vita, mentre solo il 19% ammette di averne paura. Il timore è particolarmente presente tra i 25-34enni, proprio la fascia nella quale più spesso emerge la prima riflessione sul tema.
Per altri, invece, prendere coscienza del passare del tempo diventa uno stimolo a cambiare priorità: il 15% sente l'esigenza di gestire meglio tempo ed energie e il 13% dichiara di voler dedicare maggiore attenzione alla cura di sé. Per il 51% degli intervistati vivere meglio e più a lungo significa infatti occuparsi quotidianamente del proprio benessere, attraverso relazioni, qualità del sonno, movimento, alimentazione, benessere mentale e senso della vita.
Il cambiamento nella percezione del tempo e dell'età si riflette anche sul rapporto con le marche.
Il 31% degli italiani dichiara di sentirsi più vicino ai brand capaci di evolvere insieme ai bisogni delle diverse fasi della vita. Il 29% apprezza invece quelli in sintonia con il presente, mentre il 22% premia chi innova senza rendere la vita più complicata. La richiesta principale è quindi quella di prodotti utili, semplici e adatti alla vita reale, indicata dal 27% del campione.
Una prospettiva che mette in discussione l'idea di utilizzare l'età anagrafica come principale criterio per descrivere consumatori e generazioni.
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