giovedì, settembre 03, 2026

FOTO da Gaza in tre scatole rosse


da L'Internazionale del 21 Agosto 2026

Nel 1944 Kegham Djeghalian fondò il primo studio fotografico di Gaza. Il suo archivio è stato ritrovato dal nipote solo pochi anni fa e ora è in mostra a Marsiglia
Nel 2018 Kegham Djegha lian Jr ha ricevuto dal padre tre scatole rosse che erano nascoste in fondo a un armadio nel la loro casa al Cairo. 
Contenevano negativi, documenti, cartoline e ricordi di famiglia: un archivio che restituiva una memoria visiva della Stri scia di Gaza, in Palestina, dove il nonno nel 1944 aveva fondato Photo Kegham, il primo studio fotografico della città di Ga za, in cui lavorò per quasi quarant’anni. 
Si chiamava come lui, Kegham Djeghalian (1915-1981), ed era sopravvissuto al genocidio armeno. 
Le sue fotografie in bianco e nero raccontano la vita quotidiana di un luogo che oggi si conosce solo attraverso immagini di guerra e distruzione. 
Una famiglia durante un picnic in spiaggia; una festa in maschera; una bambina che sfoglia una rivista. Nel corso della sua carriera Djeghalian fotografò matrimoni, feste e famiglie, ma documentò anche le visite di Che Guevara e Simone de Beauvoir. 
“Appena mio nonno capiva che stava per succedere qualcosa di importante in Palestina, andava lì”, racconta il nipote, che è un artista visivo e direttore artistico. 

Dopo il ritrovamento delle scatole, Djeghalian Jr ha avviato un lungo lavoro di catalogazione e studio dell’archivio del nonno. Per anni aveva conosciuto quelle foto solo attraverso i racconti di famiglia.
 
Ora quelle immagini sono state raccolte nella mostra itinerante Photo Kegham de Gaza: une archive inachevable, che sarà al Centre photographique di Marsiglia, in Francia, fino al 12 settembre.

L’esposizione è stata concepita come un archivio “aperto”: le foto sono voluta mente prive di date e didascalie perché invitano il pubblico a osservare la vita quotidiana di Gaza senza essere influenzati dagli eventi politici dell’epoca e di oggi. “In un territorio così profondamente segnato dalla storia, ho preferito lascia re che le immagini parlassero prima di tutto della loro dimensione umana”, ha detto Djeghalian Jr.







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