L’enciclica di Leone XIV si legge come un manifesto di resistenza al totalitarismo digitale - Lucy
La Chiesa oggi vuole porsi come argine e alternativa alla dottrina disumanizzante dei capitalisti digitali, come dimostra "Magnifica humanitas", la prima enciclica di Leone XIV.
Magnifica humanitas non è semplicemente, come pure si propone di essere, un’enciclica sociale sul solco della Rerum novarum e delle encicliche successive che hanno rinnovato la cosiddetta “dottrina sociale della Chiesa”. Certo, Prevost aveva chiarito fin dal discorso ai cardinali all’indomani della sua elezione che la scelta del suo nome si legava al Leone XIII della Rerum novarum, poiché occorreva che la Chiesa si occupasse delle “res novae del nostro tempo”, segnatamente l’intelligenza artificiale e le sue conseguenze sul lavoro e la dignità umana; ma il pontefice, nel definire la struttura dell’enciclica, ha dovuto constatare che la riflessione intorno all’intelligenza artificiale in Vaticano stava già maturando da tempo nei documenti dottrinali (tant’è che qualche giorno fa, per fare ordine, ha istituto una commissione interdicasteriale sull’intelligenza artificiale che include rappresentanti delegati sull’IA di quattro dicasteri e tre pontificie accademie).
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