venerdì, giugno 12, 2026

Parole O_Stili: I giornali degli studenti

 

Il 23 Maggio scorso, a Modena, un uomo di 31 anni ha investito volontariamente con la sua macchina diverse persone nel centro città, ferendone sette. Nelle ore successive, alcune delle principali testate italiane hanno pubblicato la foto di una persona completamente estranea ai fatti, scambiata per l'autore dell'investimento a causa di una quasi omonimia. L’immagine è stata rimossa dopo quasi 48 ore, ma in questo lasso di tempo è stata ripresa da diversi profili di estrema destra e dai canali della Lega, che l’hanno utilizzata per insinuare un movente religioso mai confermato dalle indagini.

Quello che è successo a Modena non è un incidente di percorso: è la conseguenza diretta di una cultura dell'informazione che privilegia la velocità sulla correttezza. Una cultura che non nasce dal nulla, ma che è il prodotto di un settore in profonda crisi, dove la pressione a pubblicare prima degli altri è sempre più intensa e penalizza la cura che dovrebbe essere propria del mestiere.
In questo contesto difficile continuano, per fortuna, a esistere testate, redazioni e firme che puntano su un giornalismo fatto con attenzione e responsabilità. Alcune di queste si trovano in un posto che sembra essere il più improbabile di tutti: la scuola.
Secondo le rilevazioni del Convegno Italiano della Stampa Studentesca che dal 2008 si riunisce ogni anno a Perugia durante il Festival del Giornalismo, in Italia esistono più di un centinaio di redazioni studentesche attive su blog, podcast, webtv e, ovviamente, le immancabili pubblicazioni ancora cartacee interamente autogestite.
Il 5+ del Liceo G. Oberdan di Trieste è una delle voci più longeve di questo panorama, con alle spalle una tradizione cinquantennale di studenti e studentesse che, per anni, si sono occupati della raccolta e della scrittura degli articoli, della loro organizzazione nel menabò di ciascun numero, della stampa delle pagine con lo storico ciclostile Arturo, della realizzazione fisica delle copie e della loro distribuzione, classe per classe.

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