mercoledì, febbraio 11, 2026

PAROLE O_STILI: contrastare bullismo e cyberbullismo

 

Ecco una storia che chiede tutta la nostra attenzione. 

È una storia raccontata dal Corriere della Sera dal punto di vista di una madre che prova a rompere il silenzio intorno alla violenza che sua figlia di 14 anni subisce ogni giorno nella chat di classe. 
Parole di scherno e derisione che arrivano da mesi, già dalle prime ore del mattino.

Quello raccontato dal Corriere non è un caso isolato. 

Secondo lo studio ESPAD Italia 2024, oltre un milione di studenti e studentesse tra i 15 e i 19 anni ha subito episodi di cyberbullismo nel corso dell’ultimo anno e il 32% degli adolescenti dichiara inoltre di aver agito almeno una volta come cyberbullo. Le forme di aggressione più diffuse passano proprio dalle chat di gruppo, con modalità diverse tra ragazzi e ragazze, ma con un elemento comune: la difficoltà di interrompere dinamiche che si alimentano nella quotidianità digitale.

È per questo che il contrasto a bullismo e cyberbullismo non può essere delegato a singoli interventi o alla sola buona volontà delle famiglie. Serve una responsabilità adulta condivisa. 

Episodi come questo, quando non si trasformano in tragedia, non sono “ragazzate” ma segnali chiari di dinamiche che si costruiscono nel tempo e che vivono nell’assenza di intervento. 
Dinamiche la cui responsabilità non ha nulla a che fare con l’eventuale fragilità della persona bullizzata, e tutto a che fare con il contesto che rende possibile la violenza.

Come ha sottolineato Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, la responsabilità delle parole non è solo di chi le pronuncia, dei ragazzi e delle ragazze che scelgono di dirle o non dirle: è prima di tutto di noi adulti, che abbiamo il dovere di osservarli, ascoltarli, accompagnarli nella vita.”

Parole O_Stili crede che il contrasto a bullismo e cyberbullismo passino necessariamente da un presa di parola consapevole: rimanere in silenzio significa tollerare e avallare la violenza. 
Per questo abbiamo deciso di rispondere a questa madre con una lettera aperta nata grazie al contributo di Barbara Laura Alaimo, pedagogista e formatrice.

Lettera ad Amelia | Parole O_Stili

Educare alle parole significa educare alla responsabilità e al rispetto delle persone. Agli adulti intorno a lei spetta il compito di scegliere di esserci davvero.


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