Donne e scienza, nuovi mattoni per costruire il futuro
Le barriere invisibili che allontanano le ragazze dalle STEM
Nonostante i progressi degli ultimi decenni, le discipline STEM continuano a essere percepite come spazi non pienamente accessibili.
Tra i primi fattori resistono bias culturali e sociali che, presenti nei contesti educativi, influenzano l’orientamento dei ragazzi e delle ragazze nei diversi percorsi scolastici, limitando l’accesso delle donne in opportunità di formazione e carriera scientifica.
Modelli di riferimento e ambienti inclusivi: una questione culturale
Una scarsa visibilità di scienziate, ricercatrici e professioniste STEM nei ruoli apicali riduce la possibilità, per le giovani, di immaginarsi in quei percorsi. A questo si affiancano contesti lavorativi e accademici che non sempre favoriscono l’inclusione, la conciliazione tra vita professionale e personale o una reale parità nelle opportunità di crescita.
Pubblicità, giochi e campagne di comunicazione giocano un ruolo altrettanto importante nella valorizzazione della partecipazione delle donne negli ambienti STEM. Le scelte di immagini, claim e visibilità, generano stereotipi nei generi, idee preconcette su come maschi e femmine dovrebbero comportarsi, agire e quali ruoli ricoprire nella società.
Parità di genere e scienza: il legame con l’Agenda 2030
La Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza si inserisce pienamente nel quadro dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare nel Goal 5, dedicato al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e all’empowerment di tutte le donne e le ragazze.
Garantire pari accesso all’istruzione, alle risorse, alla leadership e alle tecnologie non è solo una questione di diritti, ma una condizione necessaria per uno sviluppo sostenibile, inclusivo e duraturo. La scienza gioca un ruolo chiave in questo processo, perché produce conoscenza e influenza per il futuro delle comunità.
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