domenica, gennaio 04, 2026

Salvare il corsivo: la raccolta di firme per proporlo come patrimonio immateriale dell'Umanità dell'Unesco


Digitale e IA rendono sempre meno usata la scrittura manuale corsiva. 

L’Unesco ha presentato un progetto per la salvaguardia della «scrittura manuale corsiva», minacciata dalla diffusione della scrittura digitale, sempre più utilizzata, che ha sostituito in grande parte quella manuale corsiva, da sempre ritenuta un’abilità acquisita con l’evoluzione della specie umana e pertanto diventata nel tempo un tratto antropologico fondamentale. 

Già prima del sopravvento della grafia digitale l’insegnamento della «bella scrittura» aveva perso il suo valore. Ma, oltre al depauperamento culturale, studi scientifici e pedagogici dimostrano che il poco utilizzo da parte dei bambini della scrittura corsiva comprometta le loro abilità cognitive, in quanto quella digitale non favorisce lo sviluppo della psicomotricità fine e della combinata letto-scrittura.

Queste criticità sono, purtroppo, collegate anche ai disturbi specifici dell’apprendimento, come, la disgrafia, dislessia e discalculia.

Difendere il corsivo

Il progetto presentato dall’Unesco coinvolge differenti aspetti, culturale, educativo e economico e ha finalità diverse: difendere la scrittura manuale corsiva recuperando il suo ruolo nei processi educativi e di insegnamento; prevenirlo attraverso la normale pratica, in particolare nelle fasi più critiche dell’età evolutiva; promuoverne la pratica durante tutto l’arco della vita; valorizzare l’accesso e la conoscenza dell’inestimabile valore storico, culturale e artistico del patrimonio documentale codificato attraverso la scrittura manuale.

In ITALIA
La giornata della scrittura 
Nella stessa direzione va la proposta di legge italiana, ora al vaglio della Commissione cultura e istruzione della Camera dei Deputati, che propone di istituire una celebrazione annuale della stessa scrittura, con la costituzione di un comitato interministeriale, coadiuvato da esperti, a sostegno della sua candidatura Unesco. 
La stessa Commissione sta, inoltre, lavorando, a un’altra proposta di legge finalizzata all’istituzione della «Settimana della scrittura Manuale». 
«Ottima idea quella di rilanciare la scrittura manuale corsiva nelle scuole - ha commentato Carlo Nofri, presidente di Ossmed, Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Linguistica e Culturale - anche perché questa rappresenta oggi una vera e propria emergenza educativa. 
Non lo attestano solo gli insegnanti, ma lo testimonia anche una crescente letteratura scientifica che evidenza le conseguenze negative sullo sviluppo cognitivo dei bambini causate dalla sostituzione in età precoce del corsivo con lo stampatello e la scrittura digitale. 
Bentornata dunque calligrafia! Adesso però è necessaria adottare anche misure di accompagnamento come, ad esempio, corsi di aggiornamento professionale per i docenti con lo scopo di fornire loro un supporto metodologico e tecnico offerto da professionisti del gesto grafico».

Patrimonio dell'Umanità

Lo scorso 15 dicembre è partita una raccolta pubblica di firme, finalizzata a candidare la scrittura manuale corsiva, basata sull’alfabeto latino come patrimonio immateriale dell’umanità, presso l’Unesco; propugnatore dell’iniziativa è un Comitato Promotore formato dall’Istituto Grafologo G. Moretti di Urbino, dall’Associazione Grafologa Italiana (Agi) e dall’Ossmed.
L’idea nata, tempo fa, da un gruppo di «addetti ai lavori», ossia organismi che si occupano professionalmente di scrittura manuale, ha preso piede dopo la pubblicazione delle nuove «Indicazioni Nazionali per il Curricolo Scuola dell’Infanzia e Scuole del Primo ciclo di Istruzione» emanata nello stesso dicembre dal Mim. 
In tali linee guida viene enfatizzato il rilancio dell’insegnamento della scrittura manuale corsiva, auspicandone la convivenza con altre forme, come la scrittura digitale.

La scrittura come patrimonio immateriale
Secondo l’UNESCO, il patrimonio culturale immateriale comprende pratiche, conoscenze e tecniche tramandate nel tempo, che rappresentano un’identità collettiva. La scrittura corsiva, in quanto pratica viva, si inserisce perfettamente in questa categoria. Essa non è solo un modo di comunicare, ma un linguaggio che racconta storie di comunità, valori e tradizioni. La trasmissione di questa abilità favorisce il dialogo intergenerazionale e rafforza l’identità culturale, mantenendo vivo il senso di appartenenza e la diversità delle culture. 

Requisiti per il riconoscimento UNESCO
Per essere riconosciuta come patrimonio immateriale, una pratica deve essere trasmessa di generazione in generazione, svilupparsi nel rispetto della propria storia e ambiente, rafforzare l’identità culturale e promuovere la diversità. La scrittura manuale corsiva italiana soddisfa pienamente questi criteri, grazie alla sua lunga tradizione e al ruolo pedagogico che svolge nelle scuole. La sua candidatura a patrimonio dell’umanità porterebbe attenzione e tutela ufficiale, valorizzando questa tradizione come bene collettivo da preservare per le future generazioni.

Gli esempi internazionali
Numerose forme di calligrafia sono già riconosciute dall’UNESCO come patrimoni culturali: la scrittura araba, armena, iraniana, mongola, cinese, nonché gli alfabeti georgiani e la calligrafia islamica Hüsn-i Hat. Questi esempi dimostrano che l’arte della scrittura manuale ha un valore universale e storico, che merita una tutela globale. La candidatura italiana della scrittura corsiva rappresenterebbe un passo importante verso una maggiore consapevolezza del valore culturale di questa pratica.

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