L’Unesco ha presentato un progetto per la salvaguardia della «scrittura manuale corsiva», minacciata dalla diffusione della scrittura digitale, sempre più utilizzata, che ha sostituito in grande parte quella manuale corsiva, da sempre ritenuta un’abilità acquisita con l’evoluzione della specie umana e pertanto diventata nel tempo un tratto antropologico fondamentale.
Già prima del sopravvento della grafia digitale l’insegnamento della «bella scrittura» aveva perso il suo valore. Ma, oltre al depauperamento culturale, studi scientifici e pedagogici dimostrano che il poco utilizzo da parte dei bambini della scrittura corsiva comprometta le loro abilità cognitive, in quanto quella digitale non favorisce lo sviluppo della psicomotricità fine e della combinata letto-scrittura.
Queste criticità sono, purtroppo, collegate anche ai disturbi specifici dell’apprendimento, come, la disgrafia, dislessia e discalculia.
Difendere il corsivo
Il progetto presentato dall’Unesco coinvolge differenti aspetti, culturale, educativo e economico e ha finalità diverse: difendere la scrittura manuale corsiva recuperando il suo ruolo nei processi educativi e di insegnamento; prevenirlo attraverso la normale pratica, in particolare nelle fasi più critiche dell’età evolutiva; promuoverne la pratica durante tutto l’arco della vita; valorizzare l’accesso e la conoscenza dell’inestimabile valore storico, culturale e artistico del patrimonio documentale codificato attraverso la scrittura manuale.
Nella stessa direzione va la proposta di legge italiana, ora al vaglio della Commissione cultura e istruzione della Camera dei Deputati, che propone di istituire una celebrazione annuale della stessa scrittura, con la costituzione di un comitato interministeriale, coadiuvato da esperti, a sostegno della sua candidatura Unesco.
La stessa Commissione sta, inoltre, lavorando, a un’altra proposta di legge finalizzata all’istituzione della «Settimana della scrittura Manuale».
«Ottima idea quella di rilanciare la scrittura manuale corsiva nelle scuole - ha commentato Carlo Nofri, presidente di Ossmed, Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Linguistica e Culturale - anche perché questa rappresenta oggi una vera e propria emergenza educativa.
Non lo attestano solo gli insegnanti, ma lo testimonia anche una crescente letteratura scientifica che evidenza le conseguenze negative sullo sviluppo cognitivo dei bambini causate dalla sostituzione in età precoce del corsivo con lo stampatello e la scrittura digitale.
Bentornata dunque calligrafia! Adesso però è necessaria adottare anche misure di accompagnamento come, ad esempio, corsi di aggiornamento professionale per i docenti con lo scopo di fornire loro un supporto metodologico e tecnico offerto da professionisti del gesto grafico».
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