Dal 4 al 28 settembre, presso la Sala Messina della Fabbrica del Vapore a Milano, si terrà una mostra dedicata ai 10 anni di attività della ONG Sea-Watch nel Mediterraneo centrale a ingresso gratuito.
In programma teatro, street art e dibattiti all'interno di una mostra dedicata ai 10 anni di attività della ONG Sea-Watch nel Mediterraneo centrale
“Di cosa parliamo quando parliamo di salvataggio in mare, condizioni migratorie, respingimenti e politiche dell’immigrazione?
Non è Stato il mare - spiega la curatrice della mostra Elisa Medde - propone un percorso transmediale, articolato tra immagini, audio, video ed oggetti, che ha come obiettivo facilitare e riportare in cima alle priorità questa fondamentale conversazione.
Questo anche adoperando un processo di riscrittura delle narrative derogatorie e distorte che il tema del soccorso in mare ha subito nel corso degli anni da parte di media e governi.
È una mostra che parte dalla necessità di guardare, vedere; si interroga sul come guardiamo e cosa guardiamo, e sul come si possa passare dal guardare all’agire. Non per pietà, ma per giustizia.”.
Tra le opere esposte vi sará anche una tela dell* street artist Laika 1954 che, oltre a firmare la locandina dell’evento parteciperà con una performance all’opening del 4 settembre. La ricostruzione delle dinamiche in atto nel Mediterraneo centrale è anche uno degli obiettivi delle agenzie di ricerca Forensic Architecture, Border Forensic e Liminal Laboratory, che hanno contribuito al progetto con quattro investigazioni, presentate sotto forma di video e piattaforme interattive.
Non è Stato il mare sarà uno spazio di memoria e di costruzione, in un momento in cui la società civile dovrà farsi sentire più che mai.
Spiega Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch: “Quando nel 2015 siamo arrivati nel Mediterraneo per vedere cosa stava succedendo e assicurarci che nessuno fosse abbandonato in mare, mai avremmo pensato che dieci anni dopo saremmo stati ancora lì, nel ruolo di attori e testimoni scomodi.
Il decennale di Sea-Watch è un anniversario anomalo: finché nel Mediterraneo ci saranno persone in pericolo, in mano ai trafficanti, ignorate e rinnegate dai governi, non ci sarà niente da festeggiare.
Sea-Watch è arrivata nel 2015 per colmare un vuoto istituzionale che si è acuito con politiche di abbandono e chiusura, facendo pericolosi passi indietro sui diritti.”
Nessun commento:
Posta un commento