martedì, giugno 09, 2026

Corso di nuoto GRATUITI per over 65 a Paderno Dugnano

 

L’Amministrazione Comunale ripropone per l’anno sportivo 2026-2027 l’opportunità ai cittadini padernesi, che abbiano compiuto 65 anni, la possibilità di frequentare gratuitamente un corso di nuoto mono-settimanale, e per chi intendesse aumentare la frequenza a due giorni settimanali una seconda lezione a tariffa  agevolata.

Requisiti

  • residenza nel Comune di Paderno Dugnano
  • aver compiuto i 65 anni di età
  • essere in possesso di certificazione ISEE ordinario

La domanda d’iscrizione al corso “NUOTO ANZIANI” è scaricabile in questa pagina e può essere presentata, dal 3 al 30 giugno 2026, attraverso una delle seguenti modalità:

Il corso è gratuito con frequenza mono-settimanale il lunedì dalle ore 10.15 alle ore 11.00. È possibile aggiungere una seconda lezione settimanale, scegliendo tra il mercoledì dalle ore 11.00 alle ore 11.45 oppure il giovedì dalle ore 10.15 alle ore 11.00, con un costo calmierato di € 4,28 a lezione.



Cosa cambia dal 9 giugno 2026 con la «trasparenza salariale»

 
dal Corriere della Sera del 7 Giugno 2026

Entra in vigore il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea. L’obiettivo è rendere più meritocratiche le retribuzioni. E ridurre il divario tra uomini e donne

Colloqui di lavoro

Prima novità: nei colloqui di lavoro toccherà all’azienda a proporre il livello di inquadramento e la retribuzione «in funzione di criteri oggettivi e neutri». Questo significa che il responsabile del personale non potrà chiedere: «Lei quanto si aspetta come compenso per questa attività?». Oppure fare proposte del tipo: «Quanto guadagna oggi? Le diamo 200 euro in più». Questo penalizzerebbe chi, pur capace e meritevole, arriva da realtà che pagano poco. È l’azienda a dover fare un’offerta coerente con il ruolo proposto. Informazioni sulle retribuzioni dei candidati nei ruoli precedenti non possono essere assunte nemmeno per via indiretta, cioè chiedendo a terzi o alle agenzie che hanno fatto da intermediario nella ricerca del personale. 


Informazioni sulle retribuzioni medie dei colleghi (ma solo in generale)

Potremo conoscere la busta paga del collega? Non proprio. Si potranno chiedere le «retribuzioni medie» ripartite per sesso dei colleghi che fanno lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Questo è sancito dall’articolo 7 ed è uno dei punti su cui il recepimento della direttiva ha generato le maggiori attese. 
Ogni singolo lavoratore potrà fare la sua richiesta al massimo una volta all’anno e avrà diritto a una risposta scritta entro due mesi. 

Attenzione, però: il decreto legislativo che ha recepito la direttiva consente di conoscere le retribuzioni lorde, esclusi i superminimi e gli ad personam. In pratica consente di conoscere quanto è stabilito per tutti dai contratti nazionali di categoria. Visto che dagli anni Sessanta del secolo scorso i contratti non stabiliscono più paghe diverse per uomini e donne con la stessa mansione, viene da sé che difficilmente i dati forniti dall’azienda riserveranno sorprese e mostreranno disparità. 

Parità salariale, le donne prendono il 25% in meno degli uomini (e non chiedono aumenti): cosa cambia dal 7 giugno | Corriere.it

Un ruolo centrale per i contratti nazionali di lavoro

L’applicazione dei contratti nazionali è considerata già una garanzia. Il decreto legislativo considera l’applicazione di un contratto nazionale di lavoro «stipulato da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative» come presunzione di conformità ai principi di parità retributiva e trasparenza salariale.  

Onere della prova

Cosa si può fare in caso di trattamenti discriminatori. Tocca al lavoratore dimostrare l’esistenza di «trattamenti retributivi individuali discriminatori». Si tratta di un punto discusso della nuova normativa perché la direttiva 970/2023 disponeva qualcosa di diverso. E cioè che toccasse al datore di lavoro rendere trasparenti i criteri con cui erano state decise le retribuzioni e quindi dimostrare l’assenza di discriminazioni.  

Nuovi obblighi informativi per le imprese

Alle imprese con più di 100 dipendenti sono assegnati nuovi oneri informativi. Già oggi le imprese con oltre 50 dipendenti devono compilare un rapporto biennale sui divari di genere che va inviato al ministero del Lavoro, alle rappresentanze sindacali aziendali e alle consigliere regionali di parità. Il decreto legislativo che entra in vigore il 7 giugno aggiunge nuove incombenze alle imprese con più di 100 dipendenti. Una serie di dati sulle retribuzioni, divisi per genere, dovranno essere consegnati a un organismo ad hoc che deve ancora essere creato. I dati dovranno essere raccolti entro il 7 giugno 2027 per chi occupa almeno 250 dipendenti (e poi aggiornati ogni anno); sempre entro il 7 giugno 2027 per chi ha tra i 150 e i 249 dipendenti (ma in questo caso dovranno essere aggiornati ogni tre anni). Infine, per chi ha tra i 100 e i 149 dipendenti i dati dovranno essere raccolti entro il 7 giugno 2031 e aggiornati ogni tre anni. Da notare: in questo caso l’informativa riguarda i livelli retributivi compresivi delle parti individuali e ad personam. I dati così raccolti serviranno a verificare se esiste un divario significativo tra le retribuzioni degli uomini e donne donne. Quando la forbice è superiore al 5% si prevede una valutazione congiunta con i sindacati.

lunedì, giugno 08, 2026

TEATRO: "Le Baccanti" di Atelier Selvaggio Teatrodanza corso teatro adulti a RHO il 12 e 13 Giugno - GRATUITO

 

🎭 LE BACCANTI 🔱
Un gruppo di donne attraversa il mito di Dioniso per riscoprire ciò che la quotidianità spesso soffoca: desiderio, rabbia, libertà e trasformazione. 
Un viaggio tra mito antico e presente, in cui sotto la cenere continua a respirare il fuoco


Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Atelier selvaggio teatrodanza - corso teatro adulti
🦌 inserito in Selvatica, la rassegna degli spettacoli degli allievi della scuola di Caminante | Teatro selvaggio 🦌
🗓️ prima replica venerdì 12 giugno
🗓️ seconda replica sabato 13 giugno
🕔 ore 21:00
📍 Via San Martino, 22 Rho (MI)

Per info e prenotazioni: caminanteaps@gmail.com tel. 351 634 8833

LIBRO: "Dentro la testa di Trump. Storia delle idee che non sa di avere" di Mattia Ferraresi

 

Donald Trump ha ricostruito a propria immagine il Partito repubblicano lanciando un movimento popolare eterogeneo con il cappellino rosso MAGA in testa, grazie alle sue doti carismatiche e sfruttando risentimenti e complotti. 
La razionalità del discorso politico non gli appartiene, anzi, ha fatto dell'anti-intellettualismo una bandiera. 
Dietro l'apparente caos del Trump-pensiero, però, si è aggregato un movimento molto più strutturato di quanto si creda: una galassia di intellettuali, attivisti e politici che ha elaborato una critica radicale alla democrazia liberale americana. 
Questa galassia si divide in tre aree: post-liberali, illiberali e iperliberali. 
I post-liberali includono accademici come Patrick Deneen e Adrian Vermeule, che vedono nella democrazia liberale un sistema logorato dalle proprie contraddizioni. 
Gli illiberali comprendono i nazional-conservatori, l'hub della destra globale installato in Ungheria sotto il patrocinio di Viktor Orbán e i neoreazionari guidati idealmente da Curtis Yarvin, sotto le insegne dell'«illuminismo oscuro». 
Infine, gli iperliberali: libertari convinti del valore del sistema liberale ma favorevoli a una sua trasformazione radicale, tra cui l'investitore Peter Thiel, seguito da Elon Musk e da una pattuglia di visionari, transumanisti e colonizzatori dell'altrove. 
All'incrocio tra questi mondi si colloca il vicepresidente JD Vance, il più intellettuale tra le figure che circondano Trump. 

Con rigore giornalistico e ampio sguardo filosofico, Mattia Ferraresi ricostruisce il fermento culturale che precede e sopravvive a Trump, mostrando come la battaglia per la «grandezza» dell'America riguardi innanzitutto il senso stesso della democrazia liberale in questa fase storica. 
Dalla profezia di Aleksandr Solženicyn sull'Occidente totalitario pronunciata a Harvard nel 1978 alla crisi degli oppioidi, dalla lotta di Seattle contro la globalizzazione al discorso di Vladimir Putin a Monaco nel 2007: i segnali di una trasformazione profonda erano già tutti lì.

domenica, giugno 07, 2026

FESTA del PARCO BORGHETTO 2026: 14 Giugno - dalle 10.00 alle 19.00 - Programma eventi

 





           

















LIBRO: "La cucina dei perchè: Le origini delle nostre abitudini a tavola" di Marino Niola

 

Perché i gladiatori mangiavano tante cipolle, il pomo è “della discordia”, e le forchette hanno quattro punte?
Da dove vengono i nomi parmigiana, tempura e barbecue? 
E perché si sono affermati modi di dire come “avere sale in zucca”, “prendere due piccioni con una fava” e “pan per focaccia”? 

A distinguere l’uomo dalle altre specie è prima di tutto la cottura del cibo. 
Che va di pari passo con l’arte e con la religione. 
Tutto il resto, linguaggio compreso, lo condividiamo con gli altri animali. I delfini comunicano, gli scimpanzé vivono in società complesse, le lontre usano pietre per aprire conchiglie, i castori costruiscono dighe.
Mentre a spignattare siamo solo noi esuli figli di Eva. 

Ogni cucina è il frutto di mescolanze, prestiti e incroci. 
Anche il piatto più tradizionale e la più locale delle tipicità hanno dentro la traccia dell’altro. 
Molti degli ingredienti base della gastronomia nostra e altrui vengono da lontano. 
In realtà quel che lega un cibo a una terra non è la nascita, ma l’adozione. 
E soprattutto la dedizione che gli abitanti di un Paese hanno messo nel far propri un ingrediente, una pianta, una razza animale dell’altrove. 
Perché quando un popolo adotta un cibo sparisce ogni differenza tra figli e figliastri. 
Insomma, l’identità, gastronomica, religiosa, paesana, cittadina è essenzialmente una rappresentazione, un sentimento, un’emozione, una memoria. 
E come tale non ha confini. Se non quelli della mente e del cuore. 

E di ciò parla questo libro-raccolta di perché e meditazioni. La storia del nostro cibo è fatta di intrecci, incontri, scontri, casualità, commerci, riti e religioni, credenze e usanze, analisi scientifiche e prassi quotidiane forgiatesi nei secoli. A volte sembrano “solo” curiosità, ma ci aiutano a riflettere, perché come sosteneva l’antropologo Claude Lévi-Strauss: «Una cosa diventa buona da mangiare quando è anche buona da pensare».

sabato, giugno 06, 2026

LUCY: L’enciclica "Magnifica humanitas" di Leone XIV

 

L’enciclica di Leone XIV si legge come un manifesto di resistenza al totalitarismo digitale - Lucy

La Chiesa oggi vuole porsi come argine e alternativa alla dottrina disumanizzante dei capitalisti digitali, come dimostra "Magnifica humanitas", la prima enciclica di Leone XIV.
Magnifica humanitas non è semplicemente, come pure si propone di essere, un’enciclica sociale sul solco della Rerum novarum e delle encicliche successive che hanno rinnovato la cosiddetta “dottrina sociale della Chiesa”. Certo, Prevost aveva chiarito fin dal discorso ai cardinali all’indomani della sua elezione che la scelta del suo nome si legava al Leone XIII della Rerum novarum, poiché occorreva che la Chiesa si occupasse delle “res novae del nostro tempo”, segnatamente l’intelligenza artificiale e le sue conseguenze sul lavoro e la dignità umana; ma il pontefice, nel definire la struttura dell’enciclica, ha dovuto constatare che la riflessione intorno all’intelligenza artificiale in Vaticano stava già maturando da tempo nei documenti dottrinali (tant’è che qualche giorno fa, per fare ordine, ha istituto una commissione interdicasteriale sull’intelligenza artificiale che include rappresentanti delegati sull’IA di quattro dicasteri e tre pontificie accademie). 

venerdì, giugno 05, 2026

Milano, 5 Giugno 2026: La manifestazione per ricordare i 20.000 bambini uccisi a GAZA

 
















LIBRO: "L'avversario leale" di Monica Maggioni


In un mondo che ci appare ormai guidato dalla prepotenza, in cui le diverse opinioni o interessi si trasformano in muri invalicabili e si finisce per considerare “nemico” chiunque abbia un’idea differente, si corre un grande pericolo. 
Quello di credere che l’unico modo di reagire al conflitto sia prevaricare sull’altro, a ogni costo. 
Ma per fortuna le cose non stanno così. 

Questo libro accompagna ragazze e ragazzi alla scoperta dell’arte della diplomazia e della mediazione, mostrando come ascoltare, riflettere e cercare un punto in comune sia l’unica strada veramente possibile.
Con uno stile appassionato e coinvolgente, Monica Maggioni fa un salto nel passato e racconta alcuni memorabili gesti che hanno fatto la Storia: quelli di “avversari leali” che, pur partendo da posizioni opposte, hanno scelto di trovare una soluzione per il bene del loro Paese e di tutti e tutte. 
Assistiamo alla stretta di mano tra Yasser Arafat e Yitzhak Rabin, tentativo di pace in quella terra israelo-palestinese segnata da ostilità profondissime. 
Viviamo il confronto, acceso ma sempre rispettoso, tra il presidente USA Ronald Reagan e il leader dell’opposizione Tip O’Neill, capaci di diventare amici nonostante la rivalità politica. 
E poi partecipiamo al sogno di Nelson Mandela e Frederik de Klerk, che insieme hanno contribuito a superare l’apartheid tra bianchi e neri in Sudafrica. 

Attraverso queste storie esemplari, Monica Maggioni svela il rivoluzionario potere del dialogo. 
Dialogare non significa arrendersi o rinunciare alle proprie idee. 
Al contrario: richiede il coraggio di metterle in relazione con quelle degli altri. Vuol dire trasformare le distanze in incontri, le differenze in possibilità. 

E con un’introduzione accorata, immersa nel preoccupante scenario dei giorni in cui scrive, l’autrice fa un dono prezioso alle nuove generazioni: il suo primo libro per ragazzi diventa un messaggio di speranza per il futuro. Età di lettura: da 12 anni. 

giovedì, giugno 04, 2026

FESTA del PARCO BORGHETTO - Domenica 14 Giugno 2026

 

Ritorna la FESTA del PARCO BORGHETTO

Dopo essere diventato l'anno scorso un "Luogo del Cuore FAI", quest'anno si ripropone la Festa con un Programma molto interessante e con una nuova SORPRESA!

Leggete il Programma:





Voi come vi informate? Suggerimenti per le fonti, le agenzie, i fact-checker e i 5 campanelli d'allarme per riconoscere le fake news.

 

Viviamo nel tempo in cui una bufala fa il giro del mondo prima che una notizia vera si allacci le scarpe. Titoli urlati, screenshot ritagliati, audio manipolati, video generati dall'AI. 

E noi? Spesso condividiamo prima di leggere. Come possiamo informarci? 

C'è un metodo che Kathy La Torre ha costruito in 25 anni, una rassegna stampa alla volta. 
E questa guida è quel metodo che Kathy La Torre ha prodotto e che potete scaricare qui: 

Qui è riportato un estratto della guida, con tutte le fonti che Kathy legge ogni giorno, divise per tipologia, con il motivo per cui le legge. Le agenzie a cui è abbonata, i canali Telegram gratuiti per chi non può permettersi un abbonamento, i fact checker che usa quando una notizia le puzza, la stampa estera per uscire dalla bolla italiana. 

E in fondo i 5 campanelli d'allarme per smascherare una fake news in trenta secondi, e i 4 passi pratici per verificare una notizia prima di condividerla. 

Salvate questa guida. Mandatela a chi amate. Stampatela, se vi serve. È vostra

GRAZIE KATHY !

Facebook- Kathy La Torre - Come mi informo

Come riconoscere le fake news: fonti, metodo e 5 campanelli d'allarme – Wild Side Legal





















mercoledì, giugno 03, 2026

Villa Arconati di Bollate: Appuntamento in Giardino 2026 - Domenica 7 giugno

 

Appuntamento in Giardino 2026 domenica 7 giugno a Villa Arconati - Parco delle Groane

Villa Arconati, storica villa di delizia nel nord di Milano e uno dei gioielli dell’architettura e della storia custoditi nel Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, partecipa anche quest’anno ad “Appuntamento in Giardino 2026”, la manifestazione promossa da APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia in collaborazione con il Ministero della Cultura italiano e il Ministère de la Culture français. L’appuntamento è per domenica 7 giugno.

L’iniziativa, che si svolge in contemporanea con “Rendez-vous aux jardins” in oltre 20 Paesi europei, trasforma i giardini storici in una grande festa diffusa dedicata alla loro valorizzazione. 

Il tema dell’edizione 2026 è “La Vista”, uno sguardo nuovo e consapevole sui giardini, sulla loro storia e sulla loro capacità di sorprendere.

Per l’occasione, la Fondazione Augusto Rancilio propone un ricco programma di visite e attività per vivere il Giardino monumentale di Villa Arconati, la cosiddetta “piccola Versailles di Milano”.

Visite guidate del Palazzo e del Giardino

Un percorso di circa 90 minuti accompagna i visitatori tra le sale storiche del Palazzo e gli spazi più rappresentativi del Giardino all’italiana e alla francese. Le guide volontarie conducono alla scoperta di storia, arte e segreti di un luogo unico.

Tariffe:

  • Intero € 16,00
  • Ridotto € 13,00 (11–17 anni, persone diversamente abili, convenzioni)
  • Gratuito: fino a 10 anni e accompagnatori di persone diversamente abili

Prenotazione consigliata: www.villaarconati-far.it

Visita libera del Palazzo e del Giardino monumentale

I visitatori possono vivere la Villa in autonomia, con biglietto giornaliero, proprio come gli ospiti dell’aristocrazia milanese del Settecento. Il Giardino offre spazi di sosta, prospettive scenografiche e atmosfere storiche da esplorare con calma per l’intera giornata.

Tariffe:

  • Intero € 11,00
  • Ridotto € 8,00 (11–17 anni, persone diversamente abili, convenzioni)
  • Gratuito: fino a 10 anni, accompagnatori persone diversamente abili, Abbonamento Musei

Rievocazione storica – “Tè, Pizzi & Segreti”

Nel Giardino monumentale prende vita un raffinato pic-nic regency ambientato nei primi decenni dell’Ottocento. I rievocatori dello Stato Maggiore Napoleonico di Santhià animeranno il parco con dame e gentiluomini in abiti d’epoca, raccontando usi, costumi e rituali della società regency.

All’interno della Sala Museo, spazio anche alle danze storiche a cura della Società di Danza Monza e Brianza, con la possibilità per il pubblico di assistere e partecipare.

La partecipazione alla rievocazione è gratuita, previo acquisto del biglietto d’ingresso (visita libera o guidata).

Arconati Garden App

Per vivere il Giardino in modo immersivo è disponibile gratuitamente “Arconati Garden”, l’app ufficiale con contenuti multimediali, audioguide e percorsi interattivi. Una sezione speciale è dedicata alle famiglie con bambini, con una caccia al tesoro guidata da Argo, il pavone mascotte della Villa.

📍 Villa Arconati – Fondazione Augusto Rancilio
Via Madonna Fametta, 1 – Castellazzo di Bollate (MI)
📧 info@fondazioneaugustorancilio.com
☎ +39 02 3502217 | +39 393 8680934
🌐 www.villaarconati-far.it

martedì, giugno 02, 2026

80 anni dopo il primo voto alle donne

 
di Paola Cortellesi - Regista e Attrice del film "C'è ancora domani"

Una nuova stagione di libertà e partecipazione. La mia Delia riscatta un'era di violenze domestiche.

Nel 1946 le donne italiane votarono per la prima volta. Fu un momento che segnò l'inizio di una nuova stagione di libertà e partecipazione punto non fu un traguardo semplice né immediato: arrivo grazie alla perseveranza e il coraggio di quelle valorose attiviste nella vita sociale e politica che avevano combattuto il nazifascismo e avrebbero poi contribuito a redigere la nostra Costituzione, di donne e uomini che, per affermare la propria dignità e i propri diritti, avevano lottato duramente, pagando spesso un prezzo altissimo, a volte con la vita.

La coscienza di poter contare

Proviamo a immaginare cosa abbia significato, per una donna di allora, prendere coscienza di avere il diritto di contare, di sapere che ciò che fino a poco prima le era proibito, era finalmente diventato possibile punto con quale emozione avranno vissuto quel momento le donne comuni, quelle piegate dal lavoro fin dall'infanzia, destinate, nei casi migliori, a una vita di obbedienza, definite quasi esclusivamente dal loro ruolo di madri e mogli virgole indottrinate alla sottomissione e convinte di essere delle nullità?

Come una goccia nel mare?

Pensiamo a queste donne, che erano la maggioranza: quelle che hanno partorito e cresciuto intere generazioni, che hanno contribuito a ricostruire un Paese devastato dalla guerra e che raramente sono state ringraziate. Pensiamo a cosa abbia significato per loro essere convocate ad esprimersi, a rendere visibile il proprio pensiero attraverso il voto e a partecipare alle decisioni che riguardavano il futuro collettivo: si saranno percepite come una goccia nel mare, o come parte attiva di qualcosa di più grande?

Nel costruire, insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda, una sceneggiatura per il cinema, una storia inventata, seppur ispirata da esperienze reali, condivise da molte famiglie italiane e tramandate nel tempo dalle nostre bisnonne, abbiamo immaginato l'odissea di Delia, una delle tante donne qualunque che non hanno fatto la storia e non abbiamo ricordato, costrette a una vita di prevaricazioni e violenze domestiche (condizione peraltro tragicamente attuale è tuttora un'emergenza); il suo faticoso tragitto verso quel giorno e, insieme il percorso interiore, altrettanto difficile, che la conduce alla consapevolezza del proprio valore e del proprio ruolo nella società.

Il ricordo di Anna Garofalo

La giornalista Anna Garofalo racconta così l'orgoglio e l'emozione delle donne nel giorno delle prime votazioni politiche a cui presero parte, il due 3 giugno 1946, chiamate a scegliere tra monarchia e Repubblica e ad eleggere l’Assemblea Costituente: “ (…) le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un'autorità silenziosa perentoria punto le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane”.

“(…) abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una Crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore punto si vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di stancarsi e molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, da pari (…)

il suo sguardo restituisce la semplicità e la forza di quel momento: l'attesa, la cura per un gesto nuovo, la consapevolezza silenziosa di stare partecipando, per la prima volta, alla vita democratica del Paese.

Il referendum del 2 3 giugno del 1946 sancì la nascita della Repubblica italiana. Si recarono alle urne 13 milioni di donne. Con un'affluenza dell' 89,08% votarono circa 25 milioni di elettrici ed elettori.

Ora, lotta all'astensionismo

Oggi, vedere crescere l'astensionismo fa male, perché ci ricorda quanto facilmente possiamo dimenticare il valore di ciò che abbiamo ottenuto e quanto la disillusione del singolo debiliti la forza prorompente della collettività. I diritti non sono intoccabili, ormai lo sappiamo, e la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare, anche sul fronte delle libertà fondamentali. Per questo è essenziale che le nuove generazioni riconoscano il valore dei loro diritti punto perché siano pronti a difendere quelli che hanno ereditato, a combattere per quelli che rivendicano e a preparare la strada di chi deve ancora nascere.