venerdì, ottobre 10, 2025

Inaugurazione MOSTRA della Collezione RISSO: "1969-1979 la contestazione sui muri" visitabile dal 9 al 16 Ottobre 2025 - Paderno Dugnano

 

La collezione Risso, in questa mostra presenta 73 manifesti della contestazione 1969 1979, uno dei periodi e dei temi che per la collezione sono i più significativi e cari, in quanto in quegli anni risultavano decisivi per proseguire ed accrescere la raccolta e permettendo di privilegiare la scelta del materiale. 

Forse si può dire che il sinonimo della contestazione è manifesto murale, mezzo privilegiato di comunicazione dal momento che poteva costare poco, essere creato ed esposto in tempi brevi, attrarre l'attenzione del comune passante con l'impatto visivo della grafica e la sintesi dello slogan, inserirsi negli spazi a disposizione di tutti, anche in barba alle tasse di affissione.

Alla tradizionale cartellonistica commerciale, ai grandi fogli di propaganda partitica, si imponevano o addirittura si sovrapponevano sui muri, in quantità e frequenza sorprendenti, con parole e immagini composte da grafici improvvisati o famosi.

Tutti acquistano maggior senso grazie al manifesto che apre l'itinerario espositivo, mostrando  un poliziotto, con manganello e piedi enormi, che sovrasta lo slogan “Vietato calpestare le idee”.


Il materiale è raggruppato per sigle dei movimenti extraparlamentari che di quel fenomeno sono stati i protagonisti più influenti:

Avanguardia Operaia

Potere Operaio

Lotta Continua

Movimento Studentesco

Alcuni di questi movimenti si sono trasformati in partito politico per incidere direttamente all'interno delle istituzioni. Ci sono anche le firme di movimenti locali o settoriali che hanno continuato ad operare con una modesta visibilità; altri sono scomparsi. A questi ultimi la collezione Risso ha sempre dedicato una attenzione particolare poiché più facilmente soggetti all'oblio.

Con una grafica efficace ma estremamente libera, con caricature, fotografie, disegni, fumetti, manipolazioni di simboli, i manifesti veicolavano il disagio, la sofferenza e il rifiuto del quadro istituzionale che si era creato dopo qualche decennio dalla nascita del regime repubblicano.

I manifesti raccoglievano consensi in quasi tutti i settori sociali, in particolare quelli degli studenti prima e degli operai dopo, più sensibili agli ideali di crescita civile e giustizia sociale, garantite dalla Costituzione Italiana espressa dalla Resistenza.





Erano i muri a parlare, denunciando la violenza dell'imperialismo e del capitalismo nelle fabbriche, dell'esosità degli affitti, dell'aumento dei prezzi dei generi alimentari, della responsabilità degli apparati dello Stato nelle numerose stragi, (basti ricordare quelle di piazza Fontana, di Brescia, dell’Italicus), sbeffeggia il protagonismo e il bigottismo di Fanfani, Rumor e Malfatti, delle cariche della polizia contro i manifestanti, dell'autoritarismo nella scuola.

Ancora, i muri proponevano di uscire dalla NATO, di radicalizzare la lotta contro i tapponi fascisti, richiamandosi alla Resistenza, di liberare Valpreda, di occupare fabbriche e case sfitte, di difendere il divorzio, di autoridurre le bollette, di bloccare i prezzi. I manifesti reinterpretavano i classici del marxismo, si richiamavano alla Comune e alle Rivoluzioni Sovietica e Cinese, prospettavano la possibilità di un vero socialismo.

L'itinerario della mostra si chiude con i manifesti della repressione.

Paderno Dugnano, ottobre 2025

Giuseppe Paolin




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