La domanda «perché la guerra» è
tornata prepotente.
Gli storici hanno una risposta
semplice: le guerre sono sempre esistite e quindi sempre esisteranno.
Ma anche le paci sono sempre
esistite e quindi sempre esisteranno.
- Sì, in cifra assoluta (ma di poco)
- No, in rapporto al numero crescente di stati e di abitanti della Terra.
Le guerre sono cambiate. È
aumentato il numero di attori non statali come Hamas e i separatisti filorussi
del Donbass in Ucraina.
E le guerre si sono imbastardite: solo raramente sono scontri campali tra eserciti, più spesso si fa uso di missili, droni, attentati contro civili.Per questo ci fanno ancora più paura.
Non cambia invece la sostanza: le guerre sono frutto di decisioni politiche di uomini contro altri uomini. Non sono il prodotto ineluttabile di una natura umana malvagia.
Siamo capaci di guerra e di pace.
Dipende dalle circostanze: c’è
stato un periodo di pace sostanziale subito dopo la fine della Guerra Fredda,
grazie alle operazioni di peacekeeping condotte dai caschi blu dell’ONU.
Potremmo e dovremmo farlo anche
oggi.
Questa è la via maestra, forse
l’unica, per un pacifismo che non voglia limitarsi alla salvezza farisaica
della propria anima.
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