mercoledì, ottobre 21, 2026

Teatro: “La Mangiata. La cena dei mafiosi” - Venerdì 30 ottobre ore 21.00 - ARCI Falcone Borsellino di Paderno Dugnano - GRATUITO


Venerdì 30 ottobre - ore 21.00 
il circolo Falcone e Borsellino di Paderno Dugnano 
ospiterà il debutto dello spettacolo teatrale 
“La Mangiata. La cena dei mafiosi”

Il testo, firmato dai giornalisti Giambattista Anastasio (Il Giorno) e Giampiero Rossi  (Corriere della Sera) insieme a Silvia Gissi, ricostruisce attraverso le vere parole pronunciate dai mafiosi quella sera, uno dei summit più importanti della ’ndrangheta in Lombardia. 

La sera del 31 ottobre 2009, decine di boss mafiosi si riunirono nel centro anziani Falcone e Borsellino di Paderno Dugnano. 
Un summit cruciale, durante il quale si dovevano ridefinire gli assetti dell’organizzazione mafiosa in Lombardia. 
Ma quella sera, ad ascoltare, registrare e filmare ogni parola, c’erano anche gli investigatori (sopra, un fotogramma tratto dalle riprese effettuate in quell’occasione). 
Di lì a pochi mesi sarebbe scattata l’“Operazione Infinito”, che avrebbe portato in carcere oltre un centinaio di persone, poi condannate in via definitiva. Per la prima volta, una riunione di ’ndrangheta, una «mangiata», come la chiamano gli stessi boss, diventava di pubblico dominio.  

Da quelle registrazioni Anastasio e Rossi hanno tratto un testo teatrale che riporta in scena le voci e i dialoghi di quella sera, proprio nel luogo in cui si svolse il summit. 

Sul palco Nicola Schiavone, Roberta Cavalleri e Alessandro Audino, che firmano anche adattamento e regia, insieme a Nadia Moretti, Alessandro Erba, Paola Turolla e Manuela Romagnoni.

LIBRO: "Argento vivo: Longevità, la rivoluzione incompresa del nostro tempo" di Federico Rampini

 
È la trasformazione più importante della nostra epoca, eppure la raccontiamo come una sciagura.
L'aumento della longevità umana, una delle più straordinarie conquiste della civiltà moderna, viene descritto come una bomba a orologeria: pensioni al collasso, sanità al tracollo, giovani depredati di un futuro. 

Federico Rampini non ci sta, e scrive un Manifesto per la sua generazione, oggi alle prese con una vecchiaia che nessuno ha mai vissuto così a lungo, in salute e ricca di possibilità. 
Con l'ironia di chi corre maratone a settant'anni e ha aperto un'impresa nell'età in cui in Italia si andrebbe in pensione, inizia smontando l'industria del panico demografico. 

I dati dicono che gli anziani sono il mercato di consumatori più ricco della storia, che l'occupazione non è una torta fissa, dove ogni anno in più lavorato da un settantenne toglie il pane a un ventenne, che il vero nemico non è l'età che avanza, ma l'ageism, l'ultimo razzismo legittimato. 

Lascia poi la parola a esperti e personaggi straordinari: scienziati che hanno esplorato la «curva della felicità» e le nuove frontiere della medicina della longevità, alcuni «magnifici vecchi» che hanno rifiutato il copione previsto per la loro età, fino ai grandi autori e filosofi, dai classici greci a Hemingway, da Seneca a Confucio, alla ricerca di ciò che l'umanità ha pensato sull'età che avanza. 

Non manca la parte più intima: il ritratto della propria famiglia, la gratitudine verso una generazione di donne da cui c'è ancora molto da imparare; il privilegio di cambiare idea, generoso regalo dell'età, da lasciare in eredità ai giovani; persino le ombre - le malattie neurodegenerative, la solitudine, la fatica di chi accudisce genitori centenari. 

Alla generazione che trabocca di energia e vitalità come fosse «argento vivo», Rampini offre poi lo sguardo di chi ha vissuto su tre continenti: 
il Giappone ha inventato il «dividendo della longevità», 
la Cina investe sulla silver economy, 
negli Stati Uniti l'età pensionabile è un concetto elastico. 

Con il piglio del polemista e la scrupolosità del reporter di lungo corso, Rampini firma un libro controcorrente: un invito a ribellarsi al catastrofismo demografico e a guardare ai «secondi cinquant'anni» come alla stagione più libera, produttiva e sorprendente della vita.

martedì, ottobre 20, 2026

Magdy, della comunità di don Massimo Mapelli, dall'Egitto a Rozzano: e in due giorni ripara gratis la scuola cittadina devastata

dal Corriere della Sera del 20 ottobre 2026 di Paolo Foschini

https://www.corriere.it/buone-notizie/26_ottobre_19/magdy-dall-egitto-a-rozzano-e-in-due-giorni-ripara-gratis-la-scuola-cittadina-devastata-c45fd66e-edf3-43df-80a4-b8c9828edxlk.shtml 

Magdy Shalaby era arrivato in Italia a 16 anni dall'Egitto, senza nessuno. Cresciuto nella comunità di don Massimo Mapelli oggi è sposato, ha quattro figli e una piccola ditta di ristrutturazioni. 
Quando l'istituto «Calvino» di Rozzano è stato devastato si è messo al lavoro gratis e con i suoi operai ha aggiustato tutto consentendo la ripresa delle lezioni. Il grazie del sindaco.

Sarebbe bello che quelli del coro «rimandateli a casa» venissero a conoscere Magdy. 
Incontrerebbero un ragazzo arrivato dall'Egitto anni fa senza nessuno, cresciuto in una comunità, oggi giovane giovane imprenditore dell'edilizia, sposato, quattro figli, che dopo la  devastazione di una scuola a Rozzano ha chiamato a raccolta i suoi dipendenti e ha lavorato gratis con loro per tutto il finesettimana. 
Per aggiustare tutto quanto era stato spaccato da altri. 
E consentire il lunedì mattina le lezioni riprendessero regolarmente. Con i ringraziamenti del sindaco e di tutti i genitori della scuola, molti dei quali piuttosto commossi.

Lui si chiama Magdy Shalaby. La scuola è l'Istituto comprensivo Italo Calvino di Rozzano in cui la scorsa settimana, come in altri istituti del Milanese e tu tutta Italia, gli studenti erano riuniti in assemblea. Del tutto pacificamente. 
Finché a un certo punto, come altrove, un gruppo da fuori ha fatto irruzione spaccando un po' tutto. Condanne, prese di distanza. Ma i danni sono grossi, la scuola è inagibile. Genitori in ansia, lezioni sospese. 
Poi c'è Magdy, l'egiziano. 
E lui decide che l'ansia non basta, e neanche esprimere ferme condanne.
Era arrivato in Italia quando aveva poco più di 16 anni. La sua fortuna fu quella di incrociare la comunità di accoglienza che l'associazione Ucapte - Una casa anche per te, presieduta da don Massimo Mapelli, gestisce appunto alle porte di Milano. 

«È cresciuto con noi - racconta il sacerdote - e poi con gli insegnamenti di Enzo Del Fraro. 
Una volta maggiorenne viene inserito a lavorare nella cooperativa Ies allora operava nel settore dei bancali. Per dodici anni sgobba senza risparmiarsi, diventa anche responsabile della cooperativa. 
Finché fa il grande salto e apre una sua impresa. Fa piccole ristrutturazioni e impianti.

«Fin dall'inizio - racconta don Massimo - si è inserito molto bene nella comunità cittadina. 
Rozzano ha una sua complessità, anche quando c’era qualche straniero che creava problemi lui era quello sempre pronto a intervenire per tradurre, mediare, cercare soluzioni». 

Oggi lo conoscono tutti. «Quando ha visto il Calvino devastato si è reso subito disponibile a riparare quei danni. Con la sua ditta hanno lavorato senza sosta». E hanno aggiustato tutto, in due giorni. Con i complimenti dell'amministrazione comunale e dei genitori.

Ecco, conclude don Mapelli: 
«Questa è la storia di uno dei ragazzi minorenni 
che arrivano da noi senza nessuno, con la vita davanti e nient'altro. 
Ciascuno dal proprio Paese, Magdy dall'Egitto. 

Ora sta restituendo ciò che ha ricevuto».

Teatro: "È IL MOMENTO DI VOLARE" con "I FRUTTI del GELSO" Giovedì 5 Novembre 2026 - Metropolis - Paderno Dugnano


Lo spettacolo 
E' IL MOMENTO DI VOLARE
della Compagnia Teatrale  
I FRUTTI DEL GELSO,
 
nasce dalla passione per il teatro e dalla volontà 
di condividere emozioni attraverso spettacoli rivolti a tutte le età.


Portano in scena commedie, spettacoli per famiglie, rappresentazioni sociali ed eventi culturali collaborando con associazioni, scuole ed enti pubblici

Lo spettacolo E' IL MOMENTO DI VOLARE è un'esperienza di felicità nell'ambito dell'affido familiare. Un racconto capace di parlare a grandi e piccoli con leggerezza, ironia e profondità, affrontando il tema dell'affido familiare attraverso gli occhi di chi lo vive.

Una storia di accoglienza, cura e legami che dimostra come l'incontro con l'altro possa trasformare la vita di tutti.

Per maggiori informazioni: I Frutti del Gelso - Compagnia Teatrale

MOSTRE: Isobel Kara in Hansel e Gretel - Una fiaba tra arte, musica e teatro: Gallerie d'Italia 24 Ottobre 2026 dalle 15.00 alle 16.00 - GRATUITO


Una riscrittura di Hänsel e Gretel concepita per dialogare con le opere del Cantiere del ‘900 e gli spazi di Palazzo Beltrami delle Gallerie d'Italia di Milano, valorizzandone il patrimonio artistico attraverso un linguaggio performativo accessibile e contemporaneo. Lo spettacolo è rivolto ad adulti e bambini e a tutti coloro che desiderano lasciarsi coinvolgere dal gioco e vivere un'esperienza sospesa tra realtà e sogno.

Per famiglie

Per maggiori info: Isobel Kara in Hansel e Gretel - Una fiaba tra arte, musica e teatro Milano - 24/10/2026 15:00 | Gallerie d'Italia Milano

Prenotazione consigliata fino ad esaurimento posti entro il venerdì precedente alle ore 14.00 cliccando qui.

lunedì, ottobre 19, 2026

CAI Paderno: un successo l'escursione "MILANO in CIMA" - dal Duomo al Monte Stella

 

Sabato 17 Ottobre è stata una mattinata speciale lungo il Sentiero Urbano 101 del CAI di Milano

𝑼𝒏 "𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊𝒆𝒓𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂𝒏𝒕𝒆"

GRAZIE A TUTTI

ed in particolare ad 🔆𝐀𝐥𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚🔆 

(ideatore del percorso e autore del libro 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨𝒊𝒏𝐂𝐢𝐦𝐚) 

che ha accompagnato il gruppo di padernesi 

sul primo sentiero urbano del CAI a Milano (e uno dei primi in Europa). 

⭕️ 𝑼𝒏𝒂 𝒄𝒂𝒎𝒎𝒊𝒏𝒂𝒕𝒂 𝒖𝒓𝒃𝒂𝒏𝒂, 

𝒖𝒏’𝒆𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒓𝒊𝒄𝒄𝒂 𝒆 𝒄𝒐𝒊𝒏𝒗𝒐𝒍𝒈𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒈𝒓𝒖𝒑𝒑𝒐, 

𝒅𝒂 𝒓𝒊𝒑𝒆𝒕𝒆𝒓𝒆!⭕️

www.caipadernodugnano.it



«Fly Me to the Moon», il podcast con Riccardo Luna: storie e idee per raccontare i futuri in arrivo


Intelligenza artificiale e salute mentale, cyber sicurezza e futuro di scuola e lavoro. 

Di tutto questo torna a occuparsi «Fly Me to the Moon – Futuri in arrivo», la serie podcast ideata e promossa da Mundys e condotta da Riccardo Luna.

La nuova stagione -prodotta da MoST - amplia lo sguardo su alcune delle trasformazioni più rilevanti del nostro tempo. E mette al centro, ancora una volta, non solo le tecnologie, ma soprattutto le persone che le stanno progettando, studiando e utilizzando per affrontare le sfide del presente.

«Il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva: è qualcosa che possiamo scegliere e contribuire a costruire – spiega Luna. – In questa seconda stagione abbiamo incontrato persone che stanno già lavorando su alcuni dei cambiamenti più profondi della nostra società. 

Storie diverse, ma unite dalla stessa domanda: come vogliamo vivere nel futuro che stiamo costruendo?».

  • Silvia Wang, cofondatrice di Serenis, racconta il rapporto tra psicoterapia, nuove generazioni e intelligenza artificiale; 
  • Daniele Pucci, ricercatore e imprenditore, porta la robotica umanoide dalla ricerca all’industria e riflette sulla sfida europea; 
  • Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, immagina il mondo del 2100 tra robot, medicina, AI e trasformazione del lavoro.
  • L'imprenditore Gianni Cuozzo ragiona su sovranità tecnologica e cybersecurity
  • Andrea Pezzi riflette sul rapporto tra tecnologia, impresa e umanesimo; 
  • Enrica Porcari, prima Chief Information Officer del CERN, parla del futuro dell’AI, della condivisione della conoscenza e del ruolo delle competenze umanistiche nell’innovazione.
  • Francesca Cavallo, autrice di «Storie della buonanotte per bambine ribelli», sposta il focus sull’educazione dei maschi e sulla costruzione dell’identità nell’era dei social e degli algoritmi. 
  • Andrea Colamedici parte da un sorprendente esperimento editoriale costruito con l’AI per interrogarsi sul passaggio dalla post-verità alla post-realtà.

I nuovi episodi, della durata di circa 30-50 minuti, sono disponibili sulle principali piattaforme di ascolto e sui canali digitali (Spotify, Apple Podcast e YouTube), sul sito del Corriere della Sera e su  flymetothemoon.mundys.com

Fly Me To The Moon Podcast - YouTube

domenica, ottobre 18, 2026

Parole O_Stili: quando eri tu a stare tra i banchi di scuola, ti ricordi cosa sognavi di diventare?


Quando eri tu a stare tra i banchi di scuola, ti ricordi cosa sognavi di diventare?

Magari quel sogno si è avverato e oggi sei dall’altra parte della cattedra così come immaginavi, oppure nel frattempo hai cambiato idea, affrontato qualche deviazione e scoperto possibilità che a 13, 16 o 18 anni neanche pensavi potessero esserci. 


Guardarsi alle spalle è sempre più facile, non credi? 

Tutto sembra essere più chiaro e avere più senso di quando invece il futuro era ancora davanti a noi, incerto, e siamo chiamati a prendere una decisione. 

Come sta succedendo già a tanti alunni e alunne, in fondo, che nonostante l’anno scolastico sia iniziato da circa un mese già si trovano a chiedersi che scuola sceglieranno, cosa faranno dopo il diploma e soprattutto, affrontano la paura più grande di tutte: quella di fare la scelta sbagliata.


Non è solo questione di percorsi scolastici, accademici o di avviamento al lavoro. 

Dietro questi dubbi e queste domande ci sono passioni, possibilità, desideri e aspettative (loro e quelle altrui!) e la strana sensazione, difficile da nominare ma impossibile da dimenticare, di dover decidere qualcosa di enorme prima di sapere esattamente cosa si vuole. 

Ed è esattamente qui che l’orientamento entra in gioco, inteso non come indicare la strada giusta dall’esterno, ma come l’impegno ad aiutare chi sta crescendo a conoscersi meglio. 

A vedere possibilità che magari non aveva considerato e sentirsi abbastanza libero o libera da scegliere, sapendo che cambiare idea, provare una strada diversa o non riuscire al primo tentativo non significa aver fallito.


Sentiamo spesso dire 

“Come si fa a sapere a 13 anni cosa si vuole fare da grandi?” 

oppure 

“A 18 anni è troppo presto per prendere una decisione così importante”. 

Forse però il punto è proprio che non dobbiamo chiedere a ragazze e ragazzi di avere già tutte le risposte. 

Al contrario, possiamo aiutarli a farsi domande migliori, dando loro gli strumenti per scegliere senza sostituirci a loro.


Per questo il ruolo di chi educa è davvero prezioso. L’orientamento si fa anche attraverso le parole che usiamo, le possibilità che raccontiamo, i giudizi che scegliamo di non dare e la fiducia che riusciamo a trasmettere quando una persona davanti a noi ancora non sa bene dove vuole andare. Insomma non è un caso, ma neanche una sorpresa, che sia anche uno dei grandi temi dell’edizione 2026 di Parole a Scuola, l’appuntamento annuale dedicato alle sfide educative del presente, organizzato da Parole O_Stili in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto G. Toniolo.


Il 24 ottobre, Parole O_Stili organizza a Milano una giornata gratuita dedicata a chi educa e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ai fini della formazione. Il programma è tanto ricco, lo sappiamo. Se non sai cosa scegliere o se nella tua giornata rimane ancora un po’ di spazio da riempire con prospettive e punti di vista davvero interessanti, abbiamo qualche consiglio per te!

sabato, ottobre 17, 2026

Inaugurato il nuovo asilo nido di Palazzolo


Questa mattina, sabato 17 ottobre 2026, 

è stato inaugurato il nuovo asilo nido di Palazzolo 

in via Volta, 20

La struttura e il giardino sono molto ampi, gli arredi molto belli e curati.

La vecchia struttura in via Monte Sabotino (asilo Girotondo), che inizialmente doveva essere abbattuta, sarà ristrutturata per essere destinata ad altre attività a beneficio degli abitanti del quartiere.
Speriamo a breve...

Ma ecco il nuovo asilo Girotondo di via Volta
Peccato non avere più l'età per frequentarlo...








I treni-passeggini con cui i bambini vengono portati in "gita" fuori dall'asilo 
e che spesso si vedono il venerdì al mercato di Palazzolo

Vecchi e nuovi insegnanti

RESTARE UMANI sarà presente all'EcoFesta 2026 - Parco TOTI, via Serra - Paderno Dugnano