10, 100, 1000 piazze. DONNE PER LA PACE
L'iniziativa "10, 100, 1000 piazze per la pace" è un'iniziativa che nasce da donne impegnate nei movimenti per la pace, il disarmo, la giustizia sociale, l’ambiente e attive in numerose città, paesi e territori italiani.
Questa mobilitazione partita
ufficialmente il 28 marzo 2026 mira a rifiutare la logica del dominio, la retorica dell’intervento armato
e l’idea che la pace possa essere imposta con
le armi.
Le donne di
centinaia di Comuni, grandi e piccoli, dal nord al sud d’Italia, hanno portato i
loro lavori per la pace: arazzi, bandiere, tappeti, lenzuoli e chiameranno
altre donne a finirli insieme.
La guerra non è un’eccezione: è un dispositivo strutturale di potere, parte integrante di un
sistema economico e politico che trae profitto dal disastro e dalla paura.
La mobilitazione del 26 giugno nasce da questa necessità urgente di una risposta collettiva, visibile, radicale.
Sabato 20
giugno questi manufatti, frutto dello “stare insieme” di migliaia di
donne di età, provenienze ed esperienze diverse, saranno portati a Roma per una
manifestazione nazionale per la pace.
Cucire,
ricamare, tessere, lavorare a maglia e a uncinetto, dipingere insieme per
settimane ha creato in tutta Italia un ordito di impegno e partecipazione, una
trama resistente capace di fare da argine alla violenza armata. Le donne,
coloro che quotidianamente reggono la vita, non si arrendono alla
disumanizzazione e contrastano l’idea falsa e mortifera dell’inevitabilità
della guerra.
In tutto il Paese e nel mondo intero crescono angoscia, ansia e preoccupazione per quanto sta avvenendo sugli scenari mediorientali. La guerra diventa sempre più distruttiva e feroce, si abbatte sugli inermi, rischia di normalizzarsi ed estendersi: una marea che finirà con il travolgere ogni vita e ogni cosa.
Tutti i
dispositivi legali che gli uomini si sono dati per limitare l’uso della forza e
della contrapposizione armata sono saltati. Siamo in balia di un potere
internazionale in mano a uomini senza scrupoli e senza morale.
È il momento
dell’assunzione di responsabilità e di trasformare paura e rabbia in parola e
azione. È il momento di far valere l’etica della cura, della giustizia e
dell’amore, centrale nell’esperienza storica delle donne contro la logica
patriarcale del più forte.
Le donne della
rete nazionale non permetteranno che si azzeri il futuro, faranno risuonare in
tutte le piazze il loro NO alla guerra fino a che non diventi un boato tale da
costringere il governo ad assumere una posizione chiara e netta di stop al
riarmo e di rifiuto della guerra.
Vogliamo,
pretendiamo, faremo in modo che la vita continui!
CARTA DELL’IMPEGNO PER UN MONDO DISARMATO tessere la pace, custodire il futuro
Questa Carta nasce dal confronto tra donne impegnate per la pace in molte città italiane. E’ una presa di posizione collettiva che raccoglie pratiche e pensieri femministi, strumenti per pensare il presente a partire da una politica del disarmo, della cura e della giustizia.
- La guerra: forma estrema del patriarcato
- La differenza femminista nella critica della guerra
- Disarmare il sistema
- Pace: un modo diverso di stare al mondo
- Costruire una grammatica della pace
- Per una diplomazia incarnata
- Disertare l’odio: per una politica femminista e non violenta della relazione
- Trame vive di relazioni tra donne per la pace