Nell'ambito del programma di iniziative "BORGHETTO nel CUORE", Legambiente prosegue il percorso di conoscenza degli alberi del nostro territorio, iniziato nei giardini delle scuole e proseguito poi nel Parco Lago Nord.
Restare Umani
Circolo Culturale di Paderno Dugnano
sabato, settembre 05, 2026
“IL NOME DEGLI ALBERI”: Passeggiata botanica al Parco Borghetto di Palazzolo
Nell'ambito del programma di iniziative "BORGHETTO nel CUORE", Legambiente prosegue il percorso di conoscenza degli alberi del nostro territorio, iniziato nei giardini delle scuole e proseguito poi nel Parco Lago Nord.
venerdì, settembre 04, 2026
LIBRO: "Non sono negato per la fisica: Dalle basi al liceo, dal liceo all'università" di Matteo Rotondi
"Non sono negato per la fisica." Se hai pensato questa frase almeno una volta, questo libro esiste per dimostrarti il contrario.
La fisica non è una collezione di formule da imparare a memoria: è un modo di guardare il mondo e descriverlo con precisione. Il problema non è la fisica in sé, ma il modo in cui viene spesso insegnata — si parte dalla formula, e solo dopo (a volte mai) si arriva a capire cosa quella formula descrive davvero.
Questo manuale segue il percorso opposto. Ogni argomento parte da un fenomeno concreto e quotidiano — una palla che cade, un'automobile che frena, una tazzina di caffè che si raffredda. Prima si costruisce il disegno — il diagramma delle forze, lo schema del moto, il grafico della grandezza in questione — e solo dopo, quando la situazione è chiara, si scrive la formula che la descrive.
Pensato per studenti di liceo scientifico, istituti tecnici e matricole di ingegneria e scienze che devono recuperare le basi prima di affrontare il primo anno di università.
Cosa trovi in ogni capitolo: un fenomeno reale che introduce l'argomento, spiegazioni sempre accompagnate da diagrammi e grafici prima delle formule, 3 esempi svolti passo per passo, esercizi guidati, un riquadro "errori da evitare", una palestra di 10 esercizi e una sintesi finale.
Struttura del libro (14 capitoli): grandezze e misure, vettori, cinematica, moto parabolico e circolare, le tre leggi di Newton, forze, lavoro ed energia, quantità di moto e urti, gravitazione universale, statica dei fluidi, termodinamica, onde e suono, ottica geometrica, elettromagnetismo. In appendice: soluzioni complete, formulario e tabella delle costanti fisiche.
Non sei negato per la fisica. Semplicemente, forse, nessuno ti aveva ancora mostrato il disegno prima della formula.
giovedì, settembre 03, 2026
FOTO da Gaza in tre scatole rosse
Nel 2018 Kegham Djegha lian Jr ha ricevuto dal padre tre scatole rosse che erano nascoste in fondo a un armadio nel la loro casa al Cairo.
Contenevano negativi, documenti, cartoline e ricordi di famiglia: un archivio che restituiva una memoria visiva della Stri scia di Gaza, in Palestina, dove il nonno nel 1944 aveva fondato Photo Kegham, il primo studio fotografico della città di Ga za, in cui lavorò per quasi quarant’anni.
mercoledì, settembre 02, 2026
SALUTE: La nuova CASA di COMUNITA' di Paderno Dugnano
martedì, settembre 01, 2026
CON-CORSO di SCRITTURA: "Raccontare il Borghetto di Palazzolo Milanese. Scritture in dialogo"
Restare Umani, in collaborazione con l'UTE (Università della Terza Età) di Paderno Dugnano, organizzano un
- Centralità del luogo, ovvero la capacità del testo di far “vivere” il luogo.
- Originalità del racconto, ovvero la caratterizzazione personale del testo.
- Racconto breve, inedito, di massimo 8.000 battute
- 1 solo TESTO per autore
- SCADENZA tassativa entro cui inviare il testo: 31 Marzo 2027
- INVIO: all’indirizzo eMAIL "restareumani2011@gmail.com"
- FORMATO testo: Word (.doc) oppure ODT (Open Document Text)
- A ogni testo selezionato e non, la Giuria risponderà con un altro testo (in forma di lettera o in altra forma) che non conterrà giudizi, ma riflessioni: "Ecco cosa mi ha fatto pensare il tuo racconto".
- Saranno selezionati massimo 10 testi.
- Le 10 coppie "Testo & Risposta" saranno presentate in occasione della Festa del Parco Borghetto organizzata nel Giugno 2027 da Restare Umani e pubblicate in un’antologia.
lunedì, agosto 31, 2026
Il CAI di Paderno festeggia gli 80 anni con la FESTA della MONTAGNA il 5 e 6 Settembre con molte interessanti iniziative gratuite! Partecipa anche TU!
- PARETE di ARRAMPICATA per piccoli e grandi
- Incontro sull'IMPORTANZA dei GHIACCIAI
- 4 gruppi di persone percorreranno in contemporanea i 4 PERCORSI URBANI tracciati dal CAI di Paderno attraverso i parchi e le aree verdi dei quartieri di Paderno Dugnano
- CONCERTO e NARRAZIONE per raccontare le imprese delle alpiniste donne mondiali
- CONCERTO al TRAMONTO del CORO del CAI di BOVISIO con un repertorio che va dalla tradizione italiana alle sonorità internazionali
I giovani marocchini che scappano in Europa
La crescita economica degli ultimi anni non si è tradotta in una maggiore ricchezza per tutta la popolazione. E molti continuano a cercare di emigrare all’estero.
A Safi, la città portuale marocchina in cui è nata, Salma (nome di fantasia per proteggere la sua identità) impacchettava lattine di sardine in piccole scatole di cartone. Le lattine uscivano dal forno ancora roventi in una cassa di metallo. Nei giorni in cui il mare dava più frutti, lavorava anche diciotto ore al giorno fin ché l’intero carico non era stato inscatolato. Si ritrovava le punte delle dita annerite dal contatto con il metallo caldo.
Dopo la laurea Salma, 24 anni, ha cominciato a lavorare nella capitale Rabat in un grande palazzo di vetro con l’aria condizionata, uno dei simboli del recente sviluppo economico del Marocco. Le sue ciabattine schioccano sul pavimento di marmo. Ma, nonostante il prestigio del suo nuovo impiego, vive ancora in ristrettezze. Come molti marocchini della sua età, deve fare i conti con salari bassi e la sensazione che le opportunità si trovino altrove. Come tanti, non vorrebbe solo limitarsi a sopravvivere.
Negli ultimi decenni, da quando il Marocco si è impegnato a tenere in ordine i conti e a investire nelle infrastrutture, l’economia è cresciuta e la povertà è diminuita. Secondo gli economisti, però, questa crescita, che si concretizza negli stadi dalle forme sinuose e nelle torri scintillanti lungo la costa nordoccidentale, non si è tradotta in posti di lavoro sufficientemente buoni o salari migliori per la maggioranza delle persone.
Questo fallimento è finito sotto i riflettori alla fine di luglio, quando più di 72mila persone, in gran parte giovani marocchini in cerca di un futuro migliore, si so no riversate nella exclave spagnola di Ceuta.
Secondo le autorità spagnole sono morte almeno 82 persone, ma un’ong marocchina stima un numero più alto, almeno 141.
Eppure molti dicono di vo lerci riprovare. Mehdi Lahlou, che insegna economia all’Istituto nazionale di statistica ed economia applicata di Rabat, ed è esperto di migrazione, sostiene che la spinta a parti re deriva dalla riduzione del potere di acquisto, dalla marginalizzazione delle aree rurali e dall’assenza di servizi pubblici. “I frutti della crescita economica non arrivano alla maggioranza”, spiega.
I successi del Marocco sono tanti: negli ultimi anni ha costruito una solida produzione automobilistica e aeronautica, diventando uno dei pochi paesi della regione ad attirare questo tipo di mani fattura.
Un nuovo grande porto industriale ha migliorato la capacità nel campo delle esportazioni e della logistica, mentre l’azienda statale che produce fosfato ha reso il Marocco un fornitore chiave di fertilizzanti a livello mondiale.
Tuttavia i grandi investimenti pubblici, tra cui quelli nello sport (il paese ospiterà i Mondiali di calcio del 2030 insieme a Spagna e Portogallo) e nei treni ad alta velocità, “sono ad alta intensità di capitale, e non creano abbastanza opportunità di lavoro”, spiega Lahlou.
Il tasso di disoccupazione è del 13 per cento, ma per i giovani la percentuale è il triplo, tanto che anche chi ha un lavoro desidera la sciare il paese.
Torri svettanti
L’ambizione del regno è visibile alla periferia della capitale, dove un grattacielo a forma di missile svetta su un’area coperta da alberi che crescono fiacchi sotto il sole. “Benvenuti nella torre Mohammed VI”, si legge su uno schermo interattivo all’interno dell’edificio intitolato al re, completato solo l’anno scorso. I ceramisti che avevano i loro laboratori in quest’area prima dell’apertura del cantiere sono stati trasferiti nel centro della città.
Lì vicino una guardia tiene i pedoni lontani dal prato del nuovo teatro reale, progettato dallo studio Zaha Hadid Architects, alla cui apertura quest’anno ha partecipato Brigitte Macron e la famiglia reale marocchina. Sul lungomare è stato recentemente inaugurato un enorme stadio di hockey sul ghiaccio, nonostante lo sport sia relativamente sconosciuto nel paese.
Quando Salma esce dal lavoro torna in un appartamento al piano terra che condivide con un’amica nella vicina città di Salé. La stanza è buia perché la finestra non si apre del tutto e di notte lei e l’amica dormono su una coperta zebrata stesa sul pavimento. Salma guadagna l’equivalente di 369 euro al mese, meno della metà del salario medio nel settore pubblico, che è di 862 euro, una somma insufficiente per vivere come lei vorrebbe. Arrotonda scrivendo testi per gli youtuber e registrando dei voice-over per la pubblicità. Dopo l’università avrebbe voluto rimanere a Safi, città dominata dalle industrie delle sardine e del fosfato.
Sua madre lavora ancora in uno stabilimento ittico, dove taglia le teste dei pesci. “Sono andata a chiedere in molti posti, ma non sono riuscita a trovare lavoro… Lì c’è più offerta che domanda. Sono così tanti i giovani che vogliono lavorare”, dice.
Secondo l’economista Najib Akesbi, i grandi investimenti hanno creato una facciata di successo agli occhi degli osservatori esterni. Lo sviluppo di ferrovie ad alta velocità e stadi costosi, concentrato soprattutto nel litorale di nordovest, è avvenuto a spese del resto del Marocco e di servizi come la sanità pubblica.
Questi contrasti, che Akesbi definisce il “Marocco dimenticato”, hanno determinato nel 2025 un’ondata di proteste della generazione Z, innescate dalla morte di otto donne incinte in un ospedale pubblico di Agadir. Il governo marocchino ha riconosciuto le disuguaglianze e ha dichiarato di voler ampliare la rete di protezione sociale e sanitaria.
All’inizio di agosto Medhi, fabbro e calciatore professionista di vent’anni, ha lasciato la sua casa a Salé per cercare di varcare il confine a Ceuta. Era il quinto tentativo per lui: sapeva cosa serviva e quale sarebbe stato l’itinerario. Ha porta to con sé pinne e buste di plastica in cui avvolgere cellulare, soldi, cibo e acqua. Ha nuotato per sette ore finché non è arrivato a Ceuta. È rimasto nell’exclave spagnola per una settimana. Dopo di che ha deciso di rientrare a nuoto in Marocco per paura delle forze armate spagnole. Mehdi non riesce a trovare un lavoro fisso: passa dal fare il falegname, l’imbianchino o l’elettricista ad altri lavoretti nell’edilizia. Quando faceva il calciatore professionista era pagato circa mille dollari al mese, ma ha raccontato che gli servivano per ripagare i microprestiti che la sua famiglia aveva contratto per comprare beni di prima necessità. “Prima di diplomarmi pensavo che avrei avuto delle opportunità di lavoro. In Marocco, però, diciamo che la vita vera comincia quando finisci gli studi”, dice. “La maggior parte dei marocchini vive così”.
I privati non investono
“La debolezza strutturale più significativa” dell’economia marocchina è la “sua incapacità di creare posti di lavoro in numero adeguato a una popolazione in età lavorativa in crescita”, si legge nell’ultimo rapporto della Banca mondiale.
Si stima che fino a due terzi degli investi menti in Marocco provengano dal settore pubblico. Secondo Akesbi, il settore privato teme di fare investimenti a lungo termine (che creerebbero posti di lavoro e una crescita più solida) a causa dello stretto controllo governativo sull’economia, dell’assenza di concorrenza e del vantaggio di alcune imprese che detenevano posizioni oligopolistiche in settori chiave come quello dei carburanti. “Sono interessati solo ai profitti di breve termine”, spiega.
Mentre Mehdi tornava indietro a nuoto di notte, molto dopo che i suoi compagni di viaggio erano già rientrati, ha visto un cadavere galleggiare in acqua. Ha raggiunto le coste della città di confine di Fnideq la mattina presto, ha camminato per decine di chilometri e poi ha preso un autobus che l’ha riportato a Salé. Si è fermato a casa e ha visto sua nonna e sua madre. Sopraffatte dalla gioia per il suo ritorno improvviso, lo hanno perdonato per essere ripartito. Alle sette del mattino è andato alla spiaggia pubblica di Salé giusto in tempo per cominciare a noleggiare ombrelloni. Guadagna circa 13 euro al giorno, a seconda di quante persone vanno in spiaggia. Dice che aspetterà ancora due settimane e poi farà un altro tentativo a Ceuta.
domenica, agosto 30, 2026
LIBRO: "Ragazzi che pensano troppo" di Matt Richtel
# 1 Il miglior saggio dell’anno - The New Yorker
sabato, agosto 29, 2026
LIBRO: "Calde le pere! Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla" di Francesco Guccini
Dalle acque del Reno italico Francesco Guccini recupera una piccola gemma: un malizioso quadretto pieno di sensualità d'antan, che il lettore si divertirà a leggere almeno quanto l’autore si è divertito a riportarlo alla luce.
Un brogliaccio che salva dall'oblio storie di un tempo lontano, il grido di una ragazza che passa in bicicletta, una caldissima giornata estiva...
Bastano questi ingredienti perché dalla penna di Francesco Guccini sgorghi un racconto luminoso e sognante come certi ricordi di giovinezza.
Un po' salace, boccaccesca, nella più pura tradizione della novellistica italiana, un po', al contrario, quasi lieve, seppiata dalla patina di tenerezza e nostalgia appóstavi dal tempo passato, questa storia è ricca di echi, perché, risalendo dentro un passato ancora più remoto, evoca addirittura i miti pagani della tradizione classica.
Sembra quasi scritta da un Virgilio più audace o da un Ovidio più pudico.
venerdì, agosto 28, 2026
MARIO DRAGHI: il libro "Competere o sparire. Per un nuovo paesaggio europeo" e la nuova Associazione RHINE
L'ASSOCIAZIONE:
«Il declino non è inevitabile. Ma è la direzione verso cui ci stiamo dirigendo se non agiamo con urgenza. L’alternativa è fare ciò che l’Europa ha già fatto in passato: competere, costruire e tornare a crescere».
Con queste parole l’ex governatore della Bce, Mario Draghi e Patrick Collison, cofondatore e amministratore delegato di Stripe, hanno annunciato la nascita del think tank Rhine Group - (Rhine è il fiume Reno).
Un’associazione che si definisce «indipendente e apartitica», e che riunisce economisti, imprenditori tech, accademici e figure politiche di spicco per affrontare il declino della competitività europea.
A guidare il progetto sarà Luis Garicano, economista spagnolo ed ex eurodeputato mentre Draghi e Collison rivestiranno la carica di co-presidenti.
L’organizzazione, con sede legale in Svizzera, nasce dal tentativo di trasformare il rapporto che Draghi ha consegnato alla Commissione europea nel 2024, con centinaia di proposte su energia, industria, difesa, ricerca e innovazione, da diagnosi ad agenda concreta di riforme.
Il dato citato dai fondatori nella dichiarazione di intenti pubblicata sul portale dell’associazione è, del resto, incontestabile: soltanto quattro tra le 50 maggiori aziende tecnologiche del mondo sono europee.
Il Vecchio Continente è indietro in tutti i settori che plasmeranno i prossimi decenni. E lo sa bene Collison, classe 1988, fondatore insieme al fratello di Stripe, società specializzata proprio nel settore dei pagamenti digitali, e tra gli imprenditori tecnologici più sensibili al rapporto fra innovazione, scienza e crescita.
L’associazione ha sede in Svizzera, si definisce «apartitica e indipendente»
Rhine Group, che mira ad essere una sveglia per l’Europa, conta su una squadra d’eccellenza composta da personalità provenienti da settori diversi con l’intento di aprire più tavoli sul futuro dell’Europa. Discussioni che si baseranno su documenti di ricerca distribuiti in anticipo e si svolgeranno secondo «la regola di Chatham House» che prevede la riservatezza massima per i partecipanti al forum. Nel comitato siedono il Nobel Philippe Aghion, l’ex presidente estone Toomas Hendrik Ilves, la direttrice dell’Economist Zanny Minton Beddoes, i numeri uno di Shopify, Atomico e Klarna.
Per l’Italia nomi illustri tra cui Andrea Pignataro, fondatore di Ion Group, gli economisti Lucrezia Reichlin e Francesco Giavazzi, Francesco Decarolis, professore di economia in Bocconi e Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica nel governo Draghi. Oltre a Luca Ferrari co-fondatore di Bending Spoons, l’unicorno italiano dei record quotato a Wall Street a luglio con una valutazione di 18,4 miliardi.