sabato, maggio 23, 2026

Troppa ricchezza rovina i norvegesi?

 

The Economist, Regno Unito

Con le entrate degli idrocarburi la Norvegia assicura ai suoi cittadini un enorme benessere, ma allo stesso tempo li rende meno attenti ai debiti, all’istruzione e al lavoro

Il tributo della Norvegia a Edvard Munch, il pittore più famoso della Scandinavia, è un imponente pezzo di alluminio riciclato e vetro di tredici piani edificato sul lungomare del porto di Oslo. Completato nel 2021 con un costo di 350 milioni di dollari, ha fatto ancora più impressione per il ritardo di un decennio e per lo sforamento del budget (ben duecento milioni). Svettante sulla fitta nebbia che copre il mare in un pomeriggio d’inverno, il museo racchiude in sé il paese che ha sborsato i soldi per costruirlo: sofisticato e talmente ricco da non badare affatto al denaro.

Il petrolio norvegese ha permesso di costruire un’economia invidiata da tutti gli altri paesi ricchi, per non parlare di quelli poveri. Il PIL pro capite è di 90.000 dollari, inferiore solo a quelli di città-stato, paradisi fiscali e della Svizzera. Oslo ha messo in piedi un fondo sovrano da 2.200 miliardi di dollari, cioè 400mila dollari per ognuno dei 5,6 milioni di norvegesi. 
I proventi sostengono uno dei sistemi di welfare più generosi del mondo.

Non tutti però sono felici di questa situazione. Nel 2025 il saggio di maggiore successo in Norvegia è stato "Landet somble for rikt" (Il paese che è diventato troppo ricco), un attacco al modello economico sferrato dall’economista Martin Bech Holte, che ha registrato un clima emergente: alle elezioni del settembre 2025 il partito Progresso, di centrodestra, secondo cui la Norvegia “risolve i problemi a colpi di soldi”, ha registrato la crescita maggiore. 
Il timore è che la ricchezza stia alterando il comportamento di tutti, dai politici agli impiegati fino agli studenti. 

Sicuri di ricevere aiuti generosi, pochi si preoccupano del futuro.
Con il boom delle entrate petrolifere e dei rendimenti degli investimenti, che nell’ultimo decennio hanno raddoppiato le dimensioni del fondo sovrano, i politici norvegesi sono diventati spendaccioni, scrive Bech Holte. 
Certo, il fondo sovrano investe solo all’estero per evitare di danneggiare il settore privato interno, ma i soldi che versa al governo di Oslo sono usati per colmare il deficit di bilancio. 
Nel 2008 il trasferimento ammontava a 36 miliardi di corone norvegesi (6,4 miliardi di dollari all’epoca), pari a meno del 5% della spesa pubblica; 
Nel 2025 è stato di 414 miliardi di corone (40 miliardi di dollari), cioè il 20% della spesa.

Le conseguenze sono perverse: i politici possono rinviare decisioni difficili e gli elettori non vedono perché mai dovrebbero moderare le richieste di ulteriori spese. 

Prendiamo il servizio sanitario, il principale capitolo di spesa del governo. I servizi medici in Norvegia costano in media il 30% in più rispetto all’Unione europea. Ma perché riformare gli ospedali quando puoi risolvere il problema mettendoci più soldi? 
La Danimarca, che ha una spesa pro capite più o meno simile a quella della Norvegia, ha ridotto i tempi di attesa per interventi di routine due volte più velocemente del suo vicino del nord.

Pochi legislatori si preoccupano di valutare i costi e i benefici delle loro proposte. 
Come nel caso del museo Munch, i lavori di ristrutturazione dell’edificio del parlamento a Oslo sono durati quattro anni invece di uno e sono costati sei volte di più rispetto al preventivo. 
Nel 2023 il governo ha incanalato 250 miliardi di corone norvegesi, pari alla metà delle entrate fiscali derivanti dal lavoro e dal capitale, verso aiuti esteri ed enti benefici nazionali. 
È un prezzo alto per guadagnare benevolenza all’estero e alleviare il senso di colpa per i danni al clima provocati dagli idrocarburi norvegesi.

Abbandono scolastico

I cittadini non sono meno spendaccioni dei loro rappresentanti. 
Il debito medio per famiglia è pari al 250% del reddito annuo, il più alto d’Europa. 
Quando puoi contare sul fatto che la ricchezza nazionale interverrà per salvarti, il bisogno di risparmiare per i tempi bui si fa meno pressante. 
E lo stesso vale per la necessità di generare un reddito. Quasi un norvegese su dieci, tra i 20 e i 30 anni è disoccupato (in Danimarca uno su venti). 

Il tasso di abbandono scolastico alle scuole superiori e all’università è tra i più alti d’Europa. 
Il sistema d’istruzione superiore è gratuito, oltre a offrire prestiti generosi per gli studenti. Ma in questo modo le persone sono incoraggiate a ritardare la laurea, passando da un corso all’altro e prolungando il periodo trascorso a scuola. 
Il risultato è una popolazione altamente istruita: più del 70% dei lavoratori non qualificati nel settore dei servizi (si pensi a baristi e operatori di call center) nati in Norvegia ha una laurea magistrale. 

Le persone d’origine straniera occupano centomila posti di ricerca nei settori scientifici, tecnologici e ingegneristici. Altri centomila posti dovranno essere coperti entro il 2030.
 
Intanto la banca centrale è riluttante ad alzare i tassi d’interesse di fronte agli elevati livelli d’indebitamento delle famiglie, il che ha indebolito la corona e scoraggiato gli investitori stranieri. 
La produttività dei lavoratori ha smesso di crescere. 
I salari reali cominciano a diminuire.
Si potrebbe sostenere che non c’è nessun problema finché il paese riesce a provvedere alla popolazione attuale e alle future generazioni. 

In teoria il welfare può essere finanziato dalla rendita anziché dalla produzione: finché la ricchezza nazionale cresce più della spesa pubblica si può andare avanti all’infinito. 
In Norvegia è accaduto questo. 
Nel 2025 lo stato ha ricavato dalla sua vacca da mungere dieci volte più denaro del 2008, ma si è trattato comunque di una parte più piccola del valore del fondo. 
Finché i rendimenti annuali (al netto dell’inflazione) supereranno il 6%, il governo riuscirà a ridurre le entrate fiscali e ad aumentare la spesa al ritmo attuale anche molto dopo l’esaurimento dei suoi pozzi petroliferi, che potrebbe avvenire nel giro di cinquant’anni. 

Questo modo di pensare nasconde delle insidie per due ragioni: 
  1. innanzitutto, a meno che l’intelligenza artificiale non aumenti drasticamente la produttività globale, rendimenti del 6% potrebbero rivelarsi difficili da ottenere; 
  2. inoltre, cosa ancora più importante, un’economia in salute produce benefici per la società che vanno oltre il semplice sostentamento. 
    • I politici sono più responsabili se devono chiedere ai cittadini risorse attraverso le tasse; 
    • Gli investitori stranieri portano nuove conoscenze; 
    • Molte persone trovano nel lavoro una fonte di realizzazione. 
    • Tutto questo contribuisce alla fioritura umana. 
Nessuno dovrebbe rimproverare alla Norvegia la sua ricchezza, tranne – se sono saggi – i norvegesi stessi. 

venerdì, maggio 22, 2026

LIBRO: "La cura" di Concita De Gregori


Toccante e lieve, intimo e pieno di umanità, questo libro racconta come prendersi cura degli altri sia l'unico modo per prendersi cura di sé. Perché anche nella fragilità e nei guasti la vita non smette di incantarci, di rivelarci nuovi mondi.

«Alla fine di una lunghissima disciplina di terapia e rigore qualcosa devo aver capito meglio. Forse, azzardo: siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro. Al contrario. Serve bellezza, per affrontare tutto questo dolore. Servono leggerezza, un poco di allegria. Il carburante per viaggiare nel buio».

Un giorno d’agosto una donna si prepara a stare via per un po’. Lascia una lettera di istruzioni ai figli, perché anche in sua assenza possano trovare le cose che non trovano mai. Per esempio i doposci. Non è la stagione dello sci, ma chissà quando lei potrà tornare. Questa è la sua storia. 

Non è il diario di una malattia, ma la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo. 


A risuonare in queste pagine sono le voci degli altri. 

La voce di Angelina, che ha il piglio di una capobanda e tratta le altre pazienti con tenerezza. 

La voce del Professore, cresciuto in un paesino dell’Aspromonte e diventato un luminare, che non dimentica le sue origini. 

La voce di un infermiere che impiantandoti un port endovenoso ti chiede quale sia la tua canzone preferita, e te la canta. 


In questa sinfonia di voci ci sono risate e stupore, sopracciglia tatuate e purè di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che disegnano sul corpo, madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la «logistica dell’amore». 

Ci sono l’intelligenza e la sensibilità di una scrittrice che ribalta ogni stereotipo, sulla malattia come sulla cura, e che è troppo curiosa delle persone per non raccontarle, perché sa che solo attraverso le storie altrui scopriamo la nostra.

giovedì, maggio 21, 2026

La violenza domestica contro le donne è anche un problema di salute pubblica


È quanto emerge dal "Global burden of disease" (Gbd), uno studio internazionale coordinato dall’università di Washington che dal 1990 quantifica i danni alla salute provocati da malattie, traumi e fattori di rischio. 
A gennaio un rapporto del Gbd pubblicato dalla rivista medica The Lancet ha riportato dati specifici sulla violenza contro le donne. 

Nel 2023, 608 milioni di donne con età superiore ai 15 anni avevano subìto violenza da parte del partner, cioè il 20,1 % della popolazione mondiale. Il tasso più alto è quello dei paesi dell’Africa subsahariana (22,6 per cento). 

L’inchiesta ha valutato l’impatto a lungo termine delle aggressioni sulla qualità della vita. 
Al livello globale, nel 1990 la violenza sulle donne commessa dai partner ha causato la perdita di 12,8 milioni di anni di vita in buona salute, che sono diventati 18,5 milioni nel 2023. 

Questi dati riflettono il fatto che le donne aggredite hanno problemi di salute che possono durare anche per anni: depressione, ansia, autolesionismo, abuso di droghe, hiv e aborto. 

Per affrontare un quadro così complesso servono interventi che coinvolgano l’istruzione, la sanità e la giustizia, campagne di sensibilizzazione e sostegno psicologico. 
Inoltre servono istituzioni specializzate, modernizzazione tecnologica di tribunali e commissariati, misure protettive, case di accoglienza per le sopravvissute e un monitoraggio statistico continuo. 

L’impunità va affrontata con più decisione. In Brasile, per esempio, i casi di violenza domestica impiegano in media 429 giorni per arrivare davanti a un giudice

mercoledì, maggio 20, 2026

"Gli Stati Generali dell'Intelligenza Artificiale 2026" - 27 maggio - in presenza o online

 

AI NATIVE: ripensare la società, l’economia e le aziende
 
Tornano per il quinto anno gli Stati Generali dell’Intelligenza Artificiale, l’evento che mette al centro l’innovazione e il futuro. 
Dopo il successo delle precedenti edizioni, Class Editori e Class CNBC riuniscono i protagonisti della rivoluzione digitale per un confronto di alto livello sull’AI e le sue prospettive di sviluppo.

Esperti internazionali, imprenditori e aziende d’avanguardia condivideranno scenari, idee e soluzioni concrete, con un’attenzione particolare al modo in cui l’Intelligenza Artificiale rivoluziona, ristruttura e riorganizza l’intero sistema aziendale.
Un grande appuntamento editoriale da vivere in presenza oppure in diretta su Class CNBC in streaming su milanofinanza.it, per capire come l’AI stia cambiando il volto delle imprese, della società e della nostra stessa quotidianità.
 
Tra i temi della nuova edizione:
• L’AI Made in China
• Come adattare la società alla rivoluzione dell’AI 
• AI Continent: il piano dell’Europa per crescere
• Aziende Native ed AI-first: come costruire le aziende con intelligenza 
• AI in finanza: agenti, investimenti e algoritmi
• Ripensare il lavoro AI -native: competenze, servizi e rischi
• AI applicata alla robotica: la rivoluzione dentro l’industria
• AI Factory: dentro la fabbrica dei token
• Helth-Tech: l’impatto dell’AI per la salute. Ricerca, industria, cura
…e molto altro ancora.

martedì, maggio 19, 2026

LIBRO: "Non mollate. Manuale di resistenza per l'affermazione del talento femminile" di Ilaria Capua

 

«Ma chi ti credi di essere, Rita Levi- Montalcini?» 
«Qui i concorsi si vincono in due modi: puoi portare voti al mio partito oppure mostrarti carina con me, chiamiamole pure gentilezze femminili.» 
Questi sono solo due esempi delle innumerevoli frasi gratuite, svilenti e avvelenate che le ricercatrici si sentono dire durante la loro carriera e che contribuiscono a far sì che il potere accademico sia ancora oggi saldamente in mano ai maschi. 
Attraverso storie vere, spesso dure ma sempre illuminanti, Ilaria Capua, scienziata di fama internazionale, mostra una via per resistere ai tanti meccanismi culturali e strutturali che ostacolano le carriere femminili: il soffitto di cristallo, le molestie, il sessismo quotidiano, il nepotismo, la precarietà, il giudizio sulla maternità e sul corpo delle donne. 
Ostacoli che non riguardano solo l'accademia e il mondo della ricerca scientifica, ma attraversano molti ambienti di lavoro e di vita. 
Non mollate è un manuale di resistenza civile dedicato a tutte le donne e le minoranze che si ritrovano in contesti segnati da disuguaglianze, stereotipi e abusi di potere. 
È un invito lucido a riconoscere le dinamiche che producono esclusione e a tenere duro anche attraverso strumenti concreti come quelli descritti in queste pagine: 
una resistosfera - un insieme di virtù concrete come perseveranza, determinazione, intraprendenza, resilienza, curiosità, discernimento, autostima e tolleranza - da usare per non confondere la violenza subita con un limite personale.

lunedì, maggio 18, 2026

UN'ALTRA DIFESA E' POSSIBILE: Firma per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla DIFESA civile NON armata e NON violenta

 


Un'altra difesa è possibile! - Campagna per la Difesa Civile, non armata e nonviolenta

La campagna di raccolta firme "UN'ALTRA DIFESA E' POSSIBILE", promossa da Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci è iniziata il 16 Marzo 2026, depositando in Cassazione la nuova proposta di legge per un dipartimento della Difesa Civile NON armata e NON violenta!


 obiettivo

Di fronte alla drammatica crisi globale, con un Mondo e un’Italia sempre più armati e venti di guerra alimentati da una fase di aumento enorme della spesa militare, l’intenzione dei promotori di questa azione è quella di compiere un “passo in avanti” promuovendo congiuntamente una Campagna per il disarmo e la difesa civile. L’obiettivo è quello della costituzione di Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo. Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.


Un'altra difesa è possibile! - Campagna per la Difesa Civile, non armata e nonviolenta


Il cuore della nuova azione per una Legge di iniziativa popolare

“Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”

La proposta che avanziamo mira a trovare uno spazio istituzionale per una forma di Difesa, prevista già dal nostro ordinamento legislativo, che non sia quella legata alle Forze Armate e allo strumento militare. 

Se il percorso della Legge di iniziativa popolare arriverà a compimento il Dipartimento che ne scaturirà sarà il luogo in cui sperimentare nuovi approcci e in cui rendere concreta l’idea di un modo più intelligente e meno cruento di proteggere la vita di tutti i cittadini.

La proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta — promossa dalla Campagna “Un’altra difesa è possibile” (CNESC, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci) — muove da un presupposto costituzionale preciso: il dovere di difesa della Patria sancito dall’articolo 52 della Costituzione può essere adempiuto anche attraverso strumenti civili, come già riconosciuto dalla Corte costituzionale nel 1985. Gli articoli 2 e 11 della Costituzione – solidarietà e ripudio della guerra – disegnano un concetto di sicurezza fondato sulla protezione delle persone e delle istituzioni democratiche, non sulla forza militare

Il Dipartimento, collocato presso la Presidenza del Consiglio, andrà a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con protezione civile e servizio civile universale. Il finanziamento avverrà anche tramite un Fondo nazionale, alimentato dalla Legge di Bilancio e dalla facoltà dei contribuenti di destinare il 6 per mille dell’IRPEF senza oneri aggiuntivi.


In un momento in cui il dibattito pubblico europeo sembra aver capitolato all’equazione “più sicurezza = più armi” questa proposta afferma con chiarezza l’opposto: la vera sicurezza si costruisce con prevenzione dei conflitti, mediazione, coesione sociale e cooperazione internazionale.


 

LEGGI IL TESTO DEPOSITATO DELLA PROPOSTA DI LEGGE 

La proposta di Legge - Un'altra difesa è possibile!


LEGGI LA RELAZIONE ILLUSTRATIVA PDL “Un’altra Difesa è possibile”

La Relazione illustrativa sulla proposta di Legge - Un'altra difesa è possibile!


FIRMA QUI:

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008

domenica, maggio 17, 2026

LIBRO: " Resistere ai tempi oscuri. Il nuovo sistema totalitario" di Asma Mhalla

 

Guardatevi attorno. Non avete la vaga impressione di vivere un momento di dissociazione collettiva? Vediamo che tutto sta crollando, eppure andiamo avanti come se niente fosse. 
Questa non è una crisi della democrazia ma lo smottamento verso un nuovo regime. Scrolling infinito, dopamina sotto controllo. 
Quando dubiterete di voi stessi, ricordatelo: questo secolo non vi impedisce di pensare, vi tiene occupati finché non saprete più come fare. 
Il XXI secolo non vi governerà, vi programmerà. Il futuro è dietro di noi. Nei momenti torbidi della storia, spesso ci rendiamo conto troppo tardi degli smottamenti, dei capovolgimenti. 
Non sempre misuriamo la distanza che separa la nostra epoca dalla comprensione che ha di sé. 
Questo perché il futuro, temuto o sperato, si è accartocciato su sé stesso. La prova ce l'abbiamo sotto gli occhi: la distopia, come quella dei romanzi di fantascienza, non è una proiezione, è ovunque attorno a noi. È già qui: viviamo nel mondo che temiamo subendone l'incanto.

Il fascismo della prima ora è stato anche una reazione alla sofferenza psicologica, alla brutalità esistenziale di esseri che si sentivano privati di qualcosa di cui ancora oggi è difficile cogliere i contorni. Una rabbia del genere non deriva dalla percezione della disuguaglianza sociale in sé o dalla guerra in sé, ed è per questo che riemerge a intervalli regolari fino ai giorni nostri. 
Deriva da promesse di progresso non mantenute, da questa terribile sensazione di non essere mai padroni di sé stessi, di non essere altro che i depositari di esistenze vaghe e fluttuanti, senza alcun interesse, vite che non contano, a forza di sentir ripetere che contano. 
Questa dissonanza ci ha uccisi mille volte, in mille modi diversi. Continua a ucciderci a fuoco lento e, per lo stesso meccanismo, siamo costretti ad accettare di vivere malati, senza avere la forza di guarire.

Ipermodernità urbana, mondo in multicrisi, onnipresenza delle interfacce, potenza sfrenata dei BigTech, tecnologie di controllo camuffate in nome della sicurezza, senso di solitudine, saturazione cognitiva. Ciò che chiamiamo «realtà» è già un'interfaccia. 
Quella che crediamo «libertà» forse non è altro che un parametro di comfort in un sistema di controllo invisibile a occhio nudo. 
Questo non è il futuro, ma solo la quotidianità di un mondo che non sa più dire come si chiama. Benvenuti nel reale. Benvenuti nella Cyberdistopia.
No Future? Hyper-Future!

sabato, maggio 16, 2026

Festival ℮ - Educazione come Bene Comune - Sabato 23 Maggio 2026 - Officine del Volo - Via Mecenate, 76/5 Milano - Evento Gratuito

 



Festival e – Educazione come Bene Comune

SABATO 23 Maggio 2026 - Officine del Volo - Via Mecenate, 76/5 Milano 
Un festival per ripensare l’educazione: talk, esperienze e arte per crescere insieme e costruire nuovi modi di educare.

Festival e – Educazione come Bene Comune non sarà semplicemente un evento, ma un vero e proprio ecosistema: un grande villaggio in cui famiglie, scuole, educatori, professionisti, associazioni e realtà del territorio si incontrano per immaginare e costruire insieme nuovi modi di crescere.

Durante il Festival ci saranno:
  • Talk ispirazionali con ospiti del mondo della pedagogia, della psicologia, dell’arte, dello sport, dell’alimentazione e del benessere;
  • laboratori ed esperienze per bambine e bambini;
  • performance artistiche e momenti creativi;
  • aree tematiche dedicate a natura, gioco, arte, scienza e movimento;
  • esposizione di piccoli produttori e realtà bio e a KM0 per donare al pubblico la possibilità di fare spese complete consapevoli e sostenibili;
  • il MURO PODCAST LIVE (per l’occasione anche radio!): il racconto live della magia del Festival con interviste, ospiti speciali, racconti, musica e giochi di ruolo per tutto il pubblico;
  • spazi per aziende, associazioni e realtà che condividono strumenti e proposte educative.
Sarà un’occasione concreta per rafforzare il legame tra scuola, famiglia e territorio, creando una comunità viva e generativa.

venerdì, maggio 15, 2026

Manifestazione Letteraria: "Libri in Corte - Talk, fumetti, incontri con gli autori, laboratori e cinema" dal 18 al 24 maggio a Garbagnate Milanese

 
Libri In Corte 2026 – Comune di Garbagnate Milanese

GARBAGNATE MILANESE (MI) - Torna anche quest’anno, da lunedì 18 a domenica 24 maggio l’appuntamento con Libri in Corte, la rassegna di Garbagnate Milanese dedicata alla lettura.
La biblioteca civica Corte Valenti ospiterà l’undicesima edizione della manifestazione letteraria alla quale parteciperanno, tra gli altri, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, gli scrittori Rosa Teruzzi, Luca Crovi ed Emilio Cozzi e gli sportivi Marcello Cuttitta e Dino Meneghin

Come di consueto, la manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale è giunta all’undicesima edizione, si svolgerà principalmente presso la biblioteca Corte Valenti (via Monza 12) e anche in questa occasione porterà a Garbagnate nomi di spicco e personaggi famosi, tra cui gli scrittori Luca Crovi, Rosa Teruzzi ed Emilio Cozzi, gli sportivi Dino Meneghin e Marcello Cuttitta, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e l’attore Ermes Frattini. In programma presentazioni di libri, incontri con gli autori, talk, approfondimenti, laboratori ma non solo.

Si partirà lunedì 18 maggio (ore 17.30) presso il Centro Vari.Età di via Bolzano 22, dove la psicoterapeuta Susanna Baldi presenterà il saggio Il coraggio di ricordare. Quando la memoria cura, edito da Montaonda. L’autrice, che è anche istruttrice di mindfulness e formatrice di lunga esperienza, ritiene che la scelta coraggiosa di raccontare le proprie esperienze dolorose possa permettere al ricordo, se opportunamente elaborato e analizzato, di diventare curativo, aiutando a ricucire le ferite psicologiche lasciate dal trauma. Nel libro, Baldi svela momenti intimi della sua vita di donna, descrive episodi storici, luoghi ed immagini che, insieme, diventano i tasselli di un cammino di consapevolezza personale e, al tempo stesso, di formazione professionale.

Da non perdere, giovedì 21 maggio, l’evento dedicato ad una grande figura della musica italiana: la proiezione, presso il Cinema Teatro Italia (via Varese 29, ore 20.45, biglietto 5 euro), del biopic Franco Battiato – Il lungo viaggio. Diretto da Renato De Maria, la pellicola narra il percorso di formazione del celebre cantautore (interpretato da Dario Aita), dagli esordi nella sua Sicilia fino all’arrivo nella Milano degli anni Settanta e, infine, al ritorno nella terra d’origine. Il film è anche il racconto di un viaggio interiore, in cui la natura dell’artista si trasforma grazie all’amicizia con la scrittrice svizzera Fleur Jaeggy, al rapporto con la madre e a incontri fondamentali come quelli con il musicista Juri Camisasca e la cantante Giuni Russo, fino allo storico sodalizio con il violinista, compositore e direttore d’orchestra Giusto Pio. Coprodotta da Rai Fiction e Casta Diva Pictures, l’opera celebra la vita e le passioni di uno dei più grandi esponenti della musica italiana. Sarà presente in sala e verrà intervistato per l’occasione da Luca Malini l’attore lombardo Ermes Frattini, che nel film interpreta Juri Camisasca.

Venerdì 22 maggio Libri in Corte tornerà nella sua sede tradizionale, la biblioteca Corte Valenti, con una serata imperdibile per gli appassionati di sport: il leggendario cestista Dino Meneghin e il celebre rugbista Marcello Cuttitta parteciperanno alla presentazione di Tre cuori e una palla ovale (ed. La Memoria del Mondo) insieme all’autore, lo scrittore e giornalista Raffaele Geminiani (ore 20.30, sala convegni). L’opera è una biografia romanzata dei tre fratelli Cuttitta: Michele, Marcello e Massimo, nati a Latina ma cresciuti in Sudafrica negli anni Settanta e Ottanta, dove scoprirono la passione per il rugby. Rientrati in Italia, i gemelli Marcello e Massimo si affermarono ad alti livelli nello sport: con l’Amatori Milano (poi Milan) vinsero quattro scudetti e una Coppa Italia e in Nazionale si laurearono Campioni d’Europa nel 1997, ottenendo così il primo successo dell’Italia a livello internazionale. Marcello diventò poi allenatore e con 26 mete è tuttora il miglior realizzatore della storia della Nazionale italiana di rugby.

A seguire, l’ex campionessa di ciclismo Morena Tartagni parlerà con Raffaele Geminiani di Volevo fare la corridora (Ediciclo), biografia scritta da Gianluca Alzati nella quale si raccontano la sua passione per le due ruote e le tante battaglie, sportive e non, di cui è stata protagonista. Prima atleta azzurra a salire sul podio dei Mondiali di ciclismo su strada nel 1968 a Imola, Tartagni ha poi stabilito il record del mondo dei 3 km su pista, ha vinto altre due medaglie d’argento ai Mondiali e ha ottenuto dieci titoli italiani su strada e su pista. In tempi difficili per il ciclismo femminile, ha lottato contro i pregiudizi e, grazie alla sua determinazione, ha collezionato complessivamente ben cento vittorie in carriera. Una volta scesa dal sellino, la campionessa romagnola ha ricoperto importanti ruoli nella Federazione ciclistica italiana ed è stata assessore allo sport e alle politiche giovanili nel comune di Senago (in provincia di Milano). 

Sabato 23 maggio sarà una giornata ricca di appuntamenti in biblioteca: si comincerà con un laboratorio interattivo (ore 16) rivolto ai più giovani, a partire dai 10 anni di età, con il fumettista Gianfranco Florio, da tempo collaboratore di Disney e autore di strisce su Topolino, Paperinik, Paperino ma non solo. Il workshop (gratuito fino a esaurimento posti) insegnerà ai ragazzi il linguaggio del fumetto, come disegnare un personaggio e alcuni trucchi del mestiere. Per iscrizioni: tel. 0278618700; email: biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it.

Alle 17, in sala convegni, lo scrittore milanese Luca Crovi presenterà Andrea Camilleri. Una storia (Salani editore). L’autore siciliano, diventato celebre a quasi sessant’anni con la creazione del personaggio del commissario Salvo Montalbano, viene qui riscoperto come un uomo poliedrico e dalla storia sorprendente: il racconto della sua vita parte dall’infanzia, quando Camilleri era un bimbo innamorato dei gialli di George Simenon. Poi si parlerà delle sue esperienze professionali come registra teatrale e autore televisivo e, infine, dei suoi incontri con personalità di spicco del secolo scorso, da Luigi Pirandello a Robert Capa, da Papa Giovanni XXIII a Pier Paolo Pasolini, da Leonardo Sciascia a Elvira Sellerio, la sua storica editrice, alla quale è stato legato da un profondo legame di amicizia, andato oltre il semplice rapporto autore-editore.

Alle 18 sarà la volta della giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva monzese Rosa Teruzzi, che porterà a Garbagnate il suo nuovo giallo intitolato Trappola nella nebbia (Sonzogno). Nell’ultimo capitolo della serie dei “delitti del casello”, una misteriosa figura avvolta nella foschia milanese uccide brutalmente l’ambiziosa pm Mimma Arrigoni che la protagonista, la fioraia-detective Libera Cairati, conosce fin troppo bene. Mentre la polizia arranca, tra appostamenti, bugie e false piste, la Miss Marple del Giambellino scoprirà la verità solo grazie all’aiuto dell’affiatatissima squadra che l’accompagna in tutte le indagini, in una nuova avventura che questa volta la coinvolgerà molto da vicino. L’incontro con l’autrice, a cura di Luca Malini, sarà seguito da un aperitivo.

A chiudere la giornata, alle ore 20.30, la sala convegni ospiterà Giuseppe Valditara, il ministro dell’Istruzione e del Merito, che discuterà con Raffaele Geminiani del saggio La rivoluzione del buon senso. Per un Paese normale (Guerini e Associati). Partendo da un’attenta analisi storica, Valditara propone una riflessione che auspica il ripristino del fondamentale principio del buon senso: una svolta culturale basata sui principi della centralità della persona, del rispetto, della responsabilità individuale, dell’importanza del lavoro e della consapevolezza della nostra identità. Durante la serata si svolgerà la premiazione dei vincitori delle borse di studio riservate agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado di Garbagnate Milanese.

Anche l’ultima giornata di Libri in Corte, quella di domenica 24 maggio, si svolgerà tutta in Corte Valenti: alle ore 10 prenderà vita il laboratorio Land art. La natura è arte, curato da Cristina Ursino e finalizzato a stimolare l’osservazione e la creatività. I partecipanti saranno invitati a osservare la natura e a contemplarne la bellezza, facendo una breve passeggiata nel parco adiacente la biblioteca, durante la quale sceglieranno i materiali naturali utili all’opera che poi creeranno insieme. La partecipazione è gratuita fino a esaurimento posti (iscrizioni: tel. 0278618700; email biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it). 

Nel pomeriggio, dalle 16 in poi, Luca Malini dialogherà con tre scrittori del territorio: l’insegnante Cristina Maria Renzi presenterà Un’altra montagna (END Edizioni), raccolta di racconti ambientati nella valdostana Val d’Ayas, ai piedi del massiccio del Monte Rosa, dove si intrecciano passato e presente, esperienze e storie di generazioni diverse che in montagna trovano risposte alle proprie inquietudini, tra paesaggi, silenzi e incontri. Un’altra raccolta di racconti, firmati da Mario Franchi, è il libro intitolato Le tredici farfalle (EurArte), che ruota intorno al tema della gentilezza, di cui la farfalla è un simbolo per la delicatezza con cui vola di fiore in fiore. Infine, il giornalista Corrado Montrasi, esperto di Borsa e trading, introdurrà il pubblico al Galateo della finanza e degli affari.

L’undicesima edizione di Libri in Corte si concluderà (alle ore 18) con un evento... spaziale: 

Raffaele Geminiani incontrerà il giornalista e divulgatore scientifico Emilio Cozzi, coautore insieme all’astronauta Luca Parmitano di Camminare tra le stelle (Feltrinelli). Rivolto principalmente ai giovani lettori, il volume è una chiacchierata tra Cozzi e Parmitano, il primo italiano ad aver comandato una missione sulla stazione spaziale internazionale e ad aver compiuto una “passeggiata” extraveicolare. Ma com’è arrivato lassù? E perché si va nello spazio? Come si svolge una giornata-tipo su una navicella spaziale? Stimolato dalle domande di Cozzi, nel libro Parmitano risponde a queste curiosità, raccontando la propria storia e spiegando l’importanza non solo delle missioni nello spazio, ma anche della perseveranza nell’inseguire i propri sogni, grandi o piccoli che siano. A conclusione dell’evento verrà offerto un rinfresco.

Sarà possibile acquistare le opere presentate nel corso di Libri in Corte presso il bookshop a cura della libreria La Memoria del Mondo di Magenta (Mi).


giovedì, maggio 14, 2026

MOSTRA: "Open Studio #4 | Arnaldo Pomodoro. Luoghi, memorie e visioni" fino al 31 maggio 2026 Fondazione Arnaldo Pomodoro, Via Vigevano 3, Milano

 

Open Studio #4 | Arnaldo Pomodoro. Luoghi, memorie e visioni - Fondazione Arnaldo Pomodoro

Quarto appuntamento di Open Studio, il ciclo di mostre allestite negli spazi dello Studio di Arnaldo Pomodoro con il quale la Fondazione approfondisce e riscopre opere o momenti del percorso dell’artista.

Questo nuovo capitolo di Open Studio propone un percorso costruito attorno ai tre temi di “luogo”, “memoria” e “visione”, chiavi di lettura della riflessione di Pomodoro sulla natura della scultura e sul suo rapporto con lo spazio, maturata nel corso di cinque decenni di attività, dagli anni Settanta agli anni Dieci del Duemila.

All’inizio degli anni Settanta, facendo seguito a un bilancio critico e inventivo sui suoi primi quindici anni di attività, Pomodoro comincia a sperimentare una nuova dimensione della sua pratica artistica.

La scultura, non più concepita come semplice “oggetto nello spazio”, diventa uno «spazio definito da una serie di sculture», «uno spazio che diventi tutto scultura», un «luogo di sculture», nel quale le memorie del passato – personale e collettivo – si intrecciano e generano visioni in continuo divenire.

Pomodoro non definisce una volta per tutte questo nuovo atteggiamento nei confronti dell’operazione sculturale: il discorso si sviluppa in modo discontinuo e a tratti contraddittorio, tra continui slanci e arresti, e assumendo ogni volta forme diverse, riemergendo però puntualmente nel corso dei quattro decenni seguenti.

I primi tre appuntamenti di Open Studio erano dedicati