Restare Umani
Circolo Culturale di Paderno Dugnano
lunedì, giugno 29, 2026
LIBRO: "Non mollate. Manuale di resistenza per l'affermazione del talento femminile" di Ilaria Capua
domenica, giugno 28, 2026
Dove sono gli uomini?
da l'Internazionale del 19 giugno 2026 di Marie Maurisse, Tribune de Genève, Svizzera
Donne, donne ovunque. Alle manifestazioni femministe del 13 e 14 giugno a Losanna e a Ginevra abbiamo visto madri, nonne, cugine, zie, amiche e bambini di ogni età. Uomini pochi, come sempre. Qualcuno c’era, certo. Altri sono rimasti a casa a badare ai bambini, un modo anche quello per sostenere la protesta. La maggior parte era in giardino, davanti alla televisione o in palestra.
La rivoluzione femminista innescata quasi dieci anni fa dal movimento #Metoo è avvenuta grazie alle donne. Hanno decostruito i discorsi dominanti, pubblicato opere di divulgazione sulle questioni di genere, manifestato, realizzato podcast e contenuti sui social network per spiegare, precisare, contestualizzare, mobilitare. Se le violenze sessuali nei confronti di donne e bambini, così come i femminicidi, sono oggi sempre in primo piano tra i fatti di attualità, lo dobbiamo a questo lavoro di base svolto dalle attiviste, ciascuna secondo le proprie forze. E quel lavoro è ormai penetrato nella quotidianità. Nelle cucine, nelle camere da letto, nelle aziende, nello spazio pubblico, il concetto di parità regna sovrano, con buona pace degli spiriti più reazionari. E allora perché sono così rari gli uomini che partecipano a questa lotta?
Eppure sono coinvolti direttamente: in Svizzera sono il 90 per cento dei condannati per reati sessuali. Alcuni ne sono consapevoli, ma non si sentono autorizzati a parlare in nome delle vittime. Altri condannano le azioni individuali, senza capire che la violenza è il prodotto di una società patriarcale da cui traggono vantaggio anche loro. Signori, il risultato della vostra inerzia è che ancora una volta sono le donne a battersi al posto vostro e al loro carico fisico e mentale si aggiunge il dovere della militanza, di cui avrebbero fatto volentieri a meno.
sabato, giugno 27, 2026
LIBRO: "Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele" di Omer Bartov
- come è stato possibile trasformare il sogno del sionismo in un incubo?
- Come è avvenuta la trasformazione del sionismo da movimento di emancipazione e liberazione ebraica a ideologia di Stato basata sull’etnonazionalismo, l’esclusione e il dominio violento sui palestinesi?
- Come si è potuta avere una comprensione distorta della lezione morale dell’Olocausto?
- E quali sono le ragioni del diffuso sostegno a queste politiche genocide da parte dei cittadini ebrei di Israele?
venerdì, giugno 26, 2026
Passaggio obbligato
da L'internazionale del 12 giugno 2026
La crisi di Hormuz ha rivelato la fragilità di alcuni snodi marittimi indispensabili all’economia globalizzata. Che oggi sono diventati un’arma politica potente per i paesi che li controllano.
La chiusura dello stretto di Hormuz ha avuto effetti inaspettati per l’Iran. Gli Stati Uniti sono stati costretti a rivedere la loro strategia militare e diplomatica, a tal punto che sui mezzi d’informazione vicini al regime di Teheran alcuni commentatori si chiedono perché questa decisione non sia stata presa prima. Il paese mediorientale ha dimostrato che un varco largo poco meno di cinquanta chilometri poteva offrirgli uno strumento di deterrenza più concreto del suo programma nucleare e molto più semplice da usare. Sono bastati il lancio di alcuni missili e il rischio – reale o presunto – di mine nelle acque per spingere la maggior parte degli armatori a rinunciare alla navigazione, ritenuta troppo pericolosa.
Le conseguenze sono enormi. Il traffico marittimo nello stretto è crollato, e la risposta statunitense – il 12 aprile il presidente Donald Trump ha annunciato il blocco navale dei porti iraniani – ha innescato un confronto tossico, i cui effetti si ripercuotono sull’economia mondiale.
Da Hormuz passa tra il 20 e il 25% del greggio trasportato via mare e una quota equivalente di gas naturale liquefatto (gnl). A questi si aggiungono altri importanti flussi di prodotti industriali e petrolchimici. I paesi che fanno parte dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) hanno attinto alle riserve strategiche nel tentativo di contenere i prezzi, ma non sono riusciti a fermare il rialzo: ogni nuovo incidente militare nello stretto provoca forti scosse sui mercati europei e soprattutto su quelli asiatici.
Questo scontro illustra sia la vulnerabilità degli stretti sia la loro importanza strategica. L’attacco degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, cominciato il 28 febbraio con una vasta campagna di bombardamenti, in poche settimane si è trasformato in un duello navale intorno a un’unica rotta marittima.
“Lo strangolamento di un’arteria commerciale vitale può essere più efficace e meno costoso di un bombardamento a tappeto”, osserva Xavier Carpentier-Tanguy, storico e direttore dell’Osservatorio geopolitico dei mondi marini presso la fondazione Jean Jaurès.
In un’economia globalizzata, dove le catene di approvvigionamento attraversano decine di paesi, gli stretti sono diventati passaggi obbligati per le merci.
Un quinto delle esportazioni mondiali di grano passa per lo stretto dei Dardanelli, in Turchia, e quasi un quarto delle esportazioni mondiali di soia e riso transita per quello di Malacca, tra la Malaysia e l’Indonesia.
“Più le economie si connettono, più i punti di connessione sono vulnerabili. E tutto ciò che consente la circolazione – un porto, uno stretto o un cavo sottomarino – diventa un bersaglio”, aggiunge Carpentier-Tanguy
giovedì, giugno 25, 2026
LIBRO per ragazzi: "La storia di Lala" di Sergio Scapagnini, Illustratore Serena Scapagnini
mercoledì, giugno 24, 2026
"INTERFERENZE": 7 podcast per esplorare la violenza di genere, attraverso le voci dei tuoi podcaster preferiti.
martedì, giugno 23, 2026
LIBRO: "Forma mentis. La corsa per decifrare i pensieri delle macchine" di Nello Cristianini
È sul confine tra filosofia e scienza che si combatte una delle battaglie più importanti della nostra epoca: scoprire cosa vedono le macchine quando guardano il mondo.
Dopo il successo della trilogia in cui ha svelato come sono nate le macchine pensanti, Nello Cristianini ci conduce oggi dentro le prime enigmatiche mappe delle intelligenze artificiali.
Sono state coltivate. E oggi nessuno - nemmeno chi le ha create - sa davvero cosa accada al loro interno.
Mentre milioni di persone, ogni giorno, chiedono loro consiglio, una comunità di ricercatori è impegnata in una sfida urgente: decifrare i pensieri di una mente che nessuno ha scritto.
Esplorando i circuiti delle reti neurali, questi scienziati hanno trovato mappe geografiche, concetti astratti e regole scacchistiche mai insegnate.
Hanno scoperto persino un principio di astuzia e la strana sensazione di essere osservati.
Siamo di fronte a un territorio che si espande più in fretta della nostra capacità di mapparlo, affidiamo decisioni cruciali a intelligenze di cui sappiamo misurare il comportamento ma non spiegare i meccanismi.
Nello Cristianini ci guida in una scalata tra i livelli di astrazione delle IA per rispondere alla domanda che definirà il prossimo futuro: come si legge una mente che ha una forma diversa dalla nostra?
lunedì, giugno 22, 2026
"Il paradosso del solare cinese" di Adam Tooze
da L'Internazionale del 12 Giugno 2026 di Adam Tooze
L’energia pulita oggi è a portata di mano. Il prezzo dei pannelli solari è ai minimi storici. Eppure le fabbriche cinesi che li producono rallentano o restano ferme.
Eppure viviamo in un mondo con un’eccedenza di pannelli solari.
Dopo un aumento degli investimenti a partire dal 2020, in Cina le aziende hanno raggiunto una capacità produttiva impressionante: fino a 1.000 gigawatt di pannelli all’anno. Il mercato globale non è in grado di assorbire tutta questa offerta.
Più di quaranta imprese cinesi di pannelli solari sono fallite, sono state acquisite o sono state ritirate dalla quotazione in borsa. Un terzo dei dipendenti delle cinque principali aziende sopravvissute è stato licenziato. L’energia pulita, su una scala che all’epoca dell’accordo di Parigi sul clima del 2015 sarebbe sembrata utopia, oggi è a portata di mano.
Il prezzo dei pannelli solari è ai minimi storici. Eppure le fabbriche rallentano o restano ferme.
Abbiamo una serie di argomenti ben collaudati per ridimensionare la portata di questa situazione tanto sorprendente.
È un problema di economia politica: l’enorme parco di centrali a carbone cinesi soffoca la domanda di energia solare ed eolica.
“È il capitalismo, no?”.
Già negli anni cinquanta dell’ottocento Karl Marx sosteneva che enormi guadagni di produttività sarebbero andati di pari passo con sprechi insensati. I “rapporti di produzione” – geo politica, sicurezza nazionale, protezionismo – ostacolano l’avanzata dell’economia verde. Chi l’avrebbe detto.
È colpa della Cina. Una ricerca dell’Ocse mostra che il solare è il settore più sovvenzionato al mondo.
Dopo che nel settembre 2020 il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato il suo impegno per la decarbonizzazione, la sovrapproduzione e la competizione esasperata erano inevitabili. Nei settori delle materie prime, la corsa a conquistare quote di mercato attraverso l’espansione della capacità produttiva e le guerre dei prezzi è al tempo stesso distruttiva e normale. E quando Pechino ha cominciato a ridurre gli incentivi era inevitabile che ci fossero conseguenze.
Se la Cina non riesce ad assorbire la sua produzione in eccesso, figuriamoci il resto del mondo.
A questo punto probabilmente interverranno quelli degli “squilibri globali”: se Pechino avesse aumentato i consumi interni e le importazioni, il solare non soffrirebbe di una sovracapacità così marcata. Secondo questa lettura il modello di Pechino basato sugli investimenti e orientato alle esportazioni è il peggior nemico di se stesso.
In generale, sono tutte argomentazioni fondate. Se stessimo parlando di acciaio, sarei d’accordo. Ma da quando i pannelli solari sono una merce come un’altra? Sono un miracolo tecnologico. Ci permettono di diventare coltivatori dell’energia solare. Insieme alle batterie, che stanno a loro volta avvicinandosi a una situazione di eccesso di offerta, sono la chiave per un futuro sostenibile.
Se l’occidente avesse fatto una cosa simile, ci staremmo congratulando con noi stessi.
Come possiamo permettere che il settore dell’energia solare entri in recessione proprio mentre quello delle rinnovabili sta raggiungendo la sua velocità di fuga?
Non c’è motivo, però, di farsi prendere dal panico.
Il solare non è appena nato. Le aziende cinesi del settore, a differenza delle loro controparti europee una quindicina di anni fa, non rischiano di scomparire.
La domanda cinese di rinnovabili tornerà a crescere. Considerata l’occasione storica di avere energia pulita a basso costo, sta prendendo forma qualche politica lungimirante.
La più significativa è forse il programma Mission 300, con cui la Banca mondiale e la Banca africana di sviluppo sperano di fornire energia pulita a 300 milioni di persone in Africa.
A Shanghai, intanto, un consorzio che riunisce i principali operatori del settore del solare ha avviato un progetto per installare centinaia di gigawatt di energia nello spazio per alimentare data center orbitanti.
La rivoluzione delle tecnologie pulite trionferà.
Il 2026, però, sarà ricordato come l’anno in cui il mondo si è trovato con più pannelli solari di quanti ne servissero e ha reagito con una scrollata di spalle.
ADAM TOOZE - è uno storico britannico. Dirige l’European institute della Columbia university, negli Stati Uniti. In Italia ha pubblicato L’anno del rinoceronte grigio (Feltrinelli 2021).
Questo articolo è uscito sul Financial Times.
domenica, giugno 21, 2026
Concorso Letterario - Tema IL BORGHETTO
NON ci saranno vincitori e premiazioni.
saranno letti i contributi più interessanti od emozionanti e i disegni verranno esposti
sul Borghetto (il parco e il nucleo storico),
il LUOGO del CUORE FAI magico di Palazzolo Milanese.
I contributi dovranno essere inviati alla email di
Restare Umani: restareumani2011@gmail.com
LIBRO: "L'internazionale della Terra. Cambiamento climatico, giustizia sociale ed ecologia della relazione" di Giuseppe De Marzo, prefazione di Tomaso Montanari
Da anni Giuseppe De Marzo si batte per la sostenibilità, l’ecologia e per un futuro migliore per il nostro pianeta e le persone che lo abitano.
perché continuano a crescere le disuguaglianze?
Cosa può fare la politica? È tardi per fermare il riscaldamento globale?
Quali sono le alternative praticabili e quali i futuri possibili?
Per De Marzo il punto di partenza fondamentale per ridare respiro e dignità alla Terra è quella che chiama “ecologia della relazione”, ovvero un approccio culturale che ci fa riconoscere la comunanza tra tutte le entità senzienti e non che abitano il pianeta.
Coltivare relazioni ci permette così di riconoscerci parte di una coscienza collettiva che agisce attraverso le connessioni e le interdipendenze della comunità della vita.
Ispirandosi a questo principio, De Marzo elabora proposte e suggerisce buone pratiche, ma soprattutto – pur osservando criticamente e lucidamente la drammatica situazione attuale – ci restituisce una ragionevole speranza nell’avvenire.
Postfazione di Vandana Shiva.