Si aggrava la situazione della popolazione dell’isola soffocata dall’embargo trumpiano.
La spedizione del Nuestra America Convoy
di Simona Ciramitaro
"Cuba sarà la prossima. Sta fallendo e noi saremo lì per
aiutarla". Ancora una volta il presidente statunitense Donald
Trump manifesta la sua volontà di entrare a Cuba, dopo averla stretta in
una morsa con il potenziamento dell’embargo che perdura da oltre 60 anni e
che, privando l’isola dei rifornimenti energetici da altri Paesi, sta riducendo
alla fame la popolazione.
Sempre a detta di Trump, sarebbe inoltre per sua gentile concessione
se una petroliera russa, con a bordo 100 mila tonnellate di
greggio, è arrivata a Cuba, la prima spedizione di petrolio negli
ultimi tre mesi. L’intento del presidente è anche quello di fare in modo che la
popolazione, finora resistente, ceda per disperazione agli Stati Uniti.
A Cuba non manca solamente il cibo, ma tutto ciò che è necessario
per le cure dei pazienti nei centri medici, siano essi oncologici, dializzati,
diabetici, quindi mancano anche le cure salva-vita. Non è possibile
raccogliere le messi nei campi, spostarsi con mezzi pubblici o privati perché
manca il carburante, raccogliere la spazzatura che nelle strade si sta
accumulando con il rischio anche di epidemie.
Mancano i prodotti per l’igiene personale, la possibilità di
attivare le pompe d’acqua. Vi sono i blackout, che, soprattutto di notte,
aumentano i rischi e i disagi per la popolazione. È nel tentativo di
dare sostegno alla popolazione cubana ormai allo stremo che alla fine di
marzo è partito dall’Italia un ramo del Nuestra America Convoy,
organizzato dall’Aicec nell’ambito della campagna Let Cuba Breathe,
per congiungersi poi con le imbarcazioni della Flotilla partite dal Messico e
approdate all’Avana.
Noi ne abbiamo dato conto giornalmente durante tutte le tappe della
spedizione grazie alle testimonianze inviateci dai sindacalisti di Cgil
nazionale, Fiom Cgil e Fp Cgil, che insieme agli altri volontari
hanno portato medicinali e beni di prima necessità a Cuba, visitando anche
ospedali, scuole, strutture dell’isola e partecipando a incontri
istituzionali.
Il momento in cui al porto dell'Avana si uniscono la Flotilla e il
Convoy europeo con il nuovo carico di aiuti
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