sabato 5 settembre 2015

L’Umanità naturale di Herta Muller




SIAMO STATI PROFUGHI ANCHE NOI
LA LEZIONE DELLA STORIA

PROFUGHI: solo dalla Germania centinaia di migliaia di persone sono dovute fuggire durante il nazismo. Dove? Verso tutto il mondo. Nessuna strada era troppo lunga. Se ne ricorda oggi la Germania? E com'era nelle dittature dell'est europeo fino al 1989? Per decenni è fuggito un numero infinito di persone. Anche dalla Ddr.
Anch'io ero una profuga, dalla Romania. In quel paese si parlava di «malattia della fuga».                      

Più persone venivano uccise alla frontiera durante la fuga, più persone decidevano di darsi comunque alla fuga.

E quale era il motivo? La disperazione, la paura di morire e la mancanza di prospettive.

E per salvare la propria vita, si era disposti a rischiare la propria vita mentre si era in fuga.

Questa non era una contraddizione sotto i nazisti, non era una contraddizione sotto le dittature comuniste, e non è

una contraddizione oggi nella fuga dalla guerra in Siria o dalla terribile dittatura in Eritrea.

Chiunque sia scappato dai nazisti verso l'esilio era salvo. Doveva la vita al paese che l'aveva accolto.

La Germania dovrebbe fare quello che altri paesi hanno fatto in passato per i tedeschi.

Abbiamo una responsabilità rispetto alla nostra storia. Ma oltre a questo, la partecipazione e l'empatia sono un

dato di umanità naturale. Chi questo non lo sa più, ha la stessa nozione abbrutita di patria che un tempo ha

spinto tanti tedeschi fuori dalla Germania.


© Herta Müller, La Repubblica,2 settembre


* * * *

Herta Muller, premio Nobel per la Letteratura 2009, è nata nel 1953 in un villaggio rumeno di lingua tedesca. Dopo aver rifiutato di collaborare con la polizia segreta di Ceausescu, perse il lavoro e le fu impedito di pubblicare. Nel 1987 riuscì ad emigrare in Germania. Il suo libro più importante è “il paese delle prugne verdi”.

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