sabato 20 aprile 2013

"Storie di viaggi": Viaggio


di Pierino Favrin

VIAGGIO

Strada lunga strada
Strada del mondo
Par che vada tutta intorno
Piena piena fino in fondo
Delle cose del mondo e
Me car amis parent e cunuscent
Mi ve ringrasi de ves chi inscì present
A fam un po’ de festa pe i me an
A stam visin anca per cunsulam
Perché a l’è un bel dì ch’in minga tanti
Pecà ch’in tuc dedrè minga davanti
Tuc i me an che urmai me sun magnà
Che se ghe pensi me vegn de caragnà
Allora torno alla mia prima età
E mi rivedo piccol birichino
Innocente e sereno
Alla materna sopra un lungo treno
La superiora dice vai coraggio
E da l’inizio al mio terreno viaggio
Un viaggio non di luoghi
 Ma di sentimenti
Di gioie e avvenimenti
Di studi e apprendimenti
Di lenti accrescimenti
Di affetti ricevuti
E di affetti dovuti
Poi lungo il mio percorso
La donna del destino
Salita è sul mio treno
quella che a me vicino
È stata la cometa
Guida amorosa
 verso la nostra meta.
Poi in breve successione
Una benedizione
Due gioiosi bambini
Un dono del mio Dio
Gli eredi del mio io.
Poi intenso lavorare
E un gran darmi da fare
Per lasciare una traccia
Del mio breve passare
In questa breve vita
Che pur di me
Si avesse a poter dire
Scusate l’ardire
Quel che il poeta scrisse:
a egregie cose l’urne
dei forti l’animo accende,
ma ciò non mi è concesso
che mi è negato eccelso l’intelletto.
Così mi accontenta l’affetto
per quelli cui in futuro
Sarò l’ avo
Finchè dura il ricordo
Di queste poche carte
Così Povere d’arte.
E alla fine del viaggio,
Non temo la signora
Dalla mantella nera
Nera come la notte
La misteriosa morte
ma ho gran curiosità
Di quello che m’aspetta
In quello così detto l’aldilà

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