mercoledì 30 novembre 2011

Sconosciuto


Una poesia che mi ha particolarmente colpita sia per il soggetto, sia per la profondità che trasmette la figura di un padre a volte lontano, scoperto poi molto più vicino, attraverso silenzi e gesti inaspettati.


SCONOSCIUTO (a mio padre)

Sconosciuto ti chiamavo....
con un grido silenzioso
e con occhi di bambina
qualche volta nel silenzio
sconosciuto rispondevi.


Smarrita ti ho incontrato
in un viaggio senza tempo
dentro ad una stanza spoglia
da una piccola finestra
poca luce per vedere
solitudine e miseria
e ho compreso, sconosciuto
quanto fossimo vicini
quanto amore senza voce
nel tuo sguardo mai guardato
ho sentito quanta vita
mi hai passato col tuo sangue
ho trovato le radici
del mio errare incessante.


Ora tendo le mie mani
ad accogliere le tue
ti accompagno verso il mare,
qualche passo ancora insieme
nella quiete della sera


Stefania Peverati

2 commenti:

  1. Stefy quando l'hai letta al Reading delle Tilane non ce l'ho fatta a trattenere le lacrime. Lo capisco questo senso di estraneità, questo comprendere "quanta vita mi hai passato col tuo sangue", con queste righe hai dato voce anche al mio cuore. Ti ho detto grazie quel pomeriggio e te lo dico ancora ogni volta che la rileggo.

    RispondiElimina
  2. Grazie di cuore, Cristina.
    Condividere, elaborare la propria storia, sentirci uniti attraverso le emozioni e i sentimenti profondi... Anche questo è "restare umani".

    RispondiElimina